Questa Europa che corre contromano va a sbattere
L’idea prodiana del tutti dentro è stata un errore

di Dario Caselli

28/6/2016 – Ok, i giochi sono fatti, La Gran Bretagna è uscita dall’Europa e dalle sue 100.000 norme, auguri agli inglesi, pagheranno probabilmente un prezzo subito, ma la scelta presenta anche dei vantaggi.

Una cosa è certa: chi cammina da solo si gratta le sue rogne da solo, senza poter accusare l’Europa. In realtà il problema è semplice, se uno Stato è ben gestito, va bene dentro o fuori dall’Europa, se è mal gestito, al momento gli conviene restare in Europa. La sterlina perde valore? Avranno il vantaggio di aumentare le esportazioni, ma i lavoratori perderanno potere d’acquisto.

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La Gran Bretagna è un paese di servizi, non particolarmente manifatturiero, rischia di perdere più che acquistare, come rischia di perdere i sussidi che reggono la ricerca e molti stranieri che ne reggono l’economia, ma questo a Londra, meno nel resto del Paese. E’ difficile chiedere a chi non partecipa al banchetto di un capitalismo sempre più globale, di difenderlo, sapendo che continuerà a non farne parte. Anche navigare da soli nel mare della globalizzazione non è facile.

Serviva un’Europa politica e federale, non una semplice unità burocratico- economica, ancora una volta la medaglia ha due facce, gli inglesi si rendono autonomi, ma l’impero non esiste più e sono un paese piccolo, chessò,  rispetto ai 300 milioni di indonesiani. E’ tutta colpa dell’Europa? In parte si e in larga parte no, l’Europa diventa più povera perché la ricchezza emigra verso l’Asia, verso le antiche colonie: India, Tailandia, Singapore, Hong Kong, ecc.

Serve l’Europa? Come sempre abbiamo una medaglia a due facce, così com’è serve a poco, è un insieme di sovranità sempre più problematiche e perciò egoiste, questo insieme può garantire la pace, non certo la competitività. Gli Usa hanno una polizia federale, un esercito federale, un governo federale, ecc. L’Europa è un insieme di Stati piccoli e ricchi di storia, capitali che non contano nulla, ma hanno posseduto un impero, come Vienna, Amsterdam, Venezia, Parigi. Serve un’Europa federale, con chi ci sta. L’idea prodiana del tutti dentro è stata un errore, troppe diversità, negli Usa quando si sono ammazzati parlavano già la stessa lingua, noi ci siamo ammazzati senza capirci. L’Europa è povera , ma mantiene ventisette burocrazie, corpi diplomatici, eserciti, unificare significa risparmiare. Gli Stati sono partiti da lì per arrivare alla moneta. Noi siamo andati contromano; o usciamo dal senso unico, o faremo un incidente. Gli inglesi sono scesi dal pullman, se va a sbattere avranno avuto ragione, se va avanti, torneranno indietro.

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