Prostituzione in strada, il segretario Siulp: “La soluzione? Quartieri a luci rosse”

di Michele Rossi*

8/6/2016 – “Esprimo la mia solidarietà ai cittadini di Pieve che stanno vivendo il forte disagio di avere vicino a  casa o peggio  ancora sotto i balconi lo squallido spettacolo della prostituzione in strada.

Condivido pienamente l’analisi del Vice Sindaco Matteo Sassi sull’ipocrisia del nostro sistema legislativo, che ha prodotto e continuerà a produrre questi sgradevoli effetti.

Il problema non va sottovalutato e per avere una misura indicativa, anche se non esaustiva è sufficiente sfogliare le riviste locali di annunci e si potrà notare che lo spazio riservato e inserzioni che pubblicizzano in forme esplicite o più o meno dissimulate l’antico mestiere, non è trascurabile.

prostituzione

Credo sia il caso di ricordare che a Roma la sfrontatezza di prostitute e travestiti aveva raggiunto livelli elevati, arrivando a consumare rapporti negli androni dei palazzi innanzi a quali procacciavano gli occasionali clienti. Speriamo che anche a Reggio Emilia non si arrivi a tanto.

La parte occidentale della città risulta particolarmente esposta al fenomeno di strada che, oltre alle donne, vede coinvolti anche travestiti. Come hanno evidenziato i residenti, entrambe queste categorie non si curano affatto delle esigenze di chi ci abita e danno luogo a squallide manifestazioni sia con i loro abbigliamenti, sia consumando rapporti con sfacciataggine e senza alcuna cautela.

Manifestazioni queste che di fatto assumono il sapore di una strafottente provocazione soprattutto nei confronti di chi ha dei figli piccoli, soggetti questi particolarmente esposti e anche per questo giustamente si ribellano

Aggiungo che sino ad ora lo strumento del foglio di via si è rivelato insufficiente a contrastare il fenomeno, in quanto vi sono delle prostitute già raggiunte dal provvedimento del Questore che lo violano sistematicamente.

Un quartiere a luci rosse di Hamburg

Un quartiere a luci rosse di Hamburg

E’ opportuno evidenziare che in molte città e capitali europee esistono i cosiddetti quartieri a luci rosse, sono addirittura pubblicizzati sui depliant turistici. Credo che anche per l’ Italia sia venuto il momento di prendere in considerazione soluzioni analoghe dove si possa esercitare il meretricio senza produrre tutti gli effetti collaterali come quello in argomento, ma per contro si devono prevedere sanzioni e pene scoraggianti per chi continuerà ad esercitare al di fuori di tali ambiti.

Pertanto sono favorevole a soluzioni che vadano in questa direzione”.

*Segretario provinciale del Siulp di Reggio Emilia, sindacato unitario di Polizia

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