Nel Pd reggiano comanda la minoranza?
Pd, sinistra all’attacco dopo il disastro elettorale: “microfono aperto” di Silvia Prodi e Tutino alla Ghiara
Bersani alle feste di Biasola e San Martino in Rio, Cuperlo ieri a Villa Sesso. Mugugni su Facebook

26/6/2016 – Sfilata di pezzi da novanta del Partito Democratico in questo fine settimana a Reggio Emilia. Giornate, fra l’altro non propriamente di festa: Brexit a parte, il Pd reggiano deve fare i conti con la sonora sconfitta di  Casina, dove i cittadini hanno mandato a casa Rinaldi e eletto sindaco il civico Stefano Costi sostenuto da Forza Italia; con le condanne piovute sul comune di Correggio per l’affaire En.cor, e con l’inchiesta della procura sul Park Vittoria (indagato l’architetto e dirigente del Comune Massimo Magnani).

Oggi, domenica,  alle 19 Pier Luigi Bersani, già segretario nazionale del Pd e oggi leader della minoranza interna, è alla festa de l’Unità di Biasola, a San Rigo. Alle 21 interverrà alla festa di San Martino in Rio, nel cratere della crisi della copoperativa En.cor (ex Cormo). Ieri Gianni Cuperlo, leader della sinistra Pd (ha dichiarato che il referendum costituzionale sarà come un congresso per il partito) è intervenuto alla festa di Villa Sesso.

Pier Luigi Bersani

Pier Luigi Bersani

E sempre sabato l’ex presidente della Camera Luciano Violante è intervenuto alla Sala del Capitano del Popolo a Reggio, dove insieme a Antonio Bernardi ha tenuto a battesimo il comitato per il Sì al referendum. Un incontro, fra l’altro, largamente disertato dai democrat: era presente una quarantina di persone, con il segretario provinciale Andrea Costa entrata in sala quando l’incontro era iniziato da un pezzo.

 Va detto che la presenza di Bersani alle feste reggiane ha suscitato un certo mugugno politico su Facebook. Portavoce Massimo Gazza: “Una festa di partito chiude con Bersani che parla del futuro dell’Italia e del PD. Ognuno chiama e fa quello che vuole, beninteso – ha scritto perplesso il sindaco di Boretto –  Ma dove può andare un partito le cui feste vengono chiuse da colui che capeggia l’opposizione (desiderosa di riprendersi la ditta al più presto) al segretario di quel partito e con simulata bonomia fa il dispensatore di unità e generosità? Sarà di nuovo come con Veltroni e Prodi?”.

Di certo, la sinistra interna reggiana è  passata all’attacco: domani sera ai Chiostri della Ghiara “microfono aperto” per dare voce al mal di pancia dei militanti dopo la disastrosa (per il Pd) tornata elettorale dei ballottaggi. L’iniziativa è della consigliera regionale  Silvia Prodi (nipote di Romano), dell’assessore Mirko Tutino, del vicesindaco di Scandiano Matteo Nasciuti e del consigliere comunale Lanfranco De Franco.

MICROFONO APERTO SUL FUTURO DEL CENTRO SINISTRA: LA SINISTRA PD REGGIANA BALLA SULLA PANCIA DEI RENZIANI

«Un microfono aperto per gli elettori del PD. O per chi ha smesso di credere nel PD ma vorrebbe ritornare a crederci». È la proposta della consigliera regionale Silvia Prodi, dell’assessore del Comune di Reggio Emilia Mirko Tutino, del vicesindaco di Scandiano Matteo Nasciuti e del consigliere comunale reggiano Lanfranco De Franco, che domani, lunedì 27 giugno (ore 21) al Chiostro piccolo della Ghiara in via Guasco invitano i cittadini a un incontro i”n cui tutti potranno intervenire liberamente a microfono aperto per parlare del futuro del centro sinistra”.

“Siamo eletti e dirigenti del Partito Democratico che si riconoscono nella sinistra del partito – affermano i promotori dell’iniziativa – e ci rivolgiamo a tutti coloro che come noi vorrebbero un PD diverso. Crediamo che il partito debba ritornare a essere un punto di riferimento per tutti gli elettori di centrosinistra. Abbiamo deluso chi lavora nelle fabbriche, chi vive nelle periferie, chi opera nel mondo della scuola, chi si mobilita per la tutela dell’ecosistema e per i beni comuni. Abbiamo perso 100mila voti a Torino, oltre 200mila a Roma e più di metà della città che governavamo prima della tornata elettorale di questo giugno. Abbiamo perso in tre delle prime quattro città italiane soprattutto perché abbiamo perso nelle periferie.
Siamo preoccupati. Perché non si riforma un paese senza il consenso degli italiani, e tanti buoni amministratori hanno visto calare il proprio consenso per le scelte del partito nazionale, che si é chiuso in una linea politica distante delle proprie origini e dalla propria base. È stata smantellata la struttura del PD, trasformato in poco più di un comitato di supporter all’azione del governo. Coloro che hanno qualcosa da dire – e vorrebbero un futuro diverso per il PD e per il centrosinistra italiano – lunedì sera potranno farlo con un microfono aperto”.

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Una risposta a 1

  1. marco Rispondi

    27/06/2016 alle 12:02

    Con tutti i problemi che ha l’Italia e l’Europa, chi se ne frega delle problematiche interne del PD, le cui mura si stanno sgretolando, come del resto quelle di altri partiti . Il PD ex PCI non era un tempo legato al popolo ed ai ceti più umili? Ora, basta esaminare le riunioni , è il partito di una cricca di potere e della nuova borghesia. Qualche umile lavoratore c’è solo per chiudere o aprire le sale e fare le pulizie dei locali di pregio dove si organizzano gli incontri.
    E’ la fine inevitabile di un partito che ha pensato più al potere che alle sue funzioni storiche e che è condotto da una lobby che litiga come la vecchia DC ma conserva le sedie. Perdipiù l’avvicinano solo i giovani che ottengono subito le sedie.

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