Matteo Renzi e i tortelli di casa Delrio
Il premier taglia il nastro del Core: “Reggio Emilia comunità straordinaria”

11/6/2016 – “Mi scuso del ritardo, ma mi sono fermato a casa di Delrio a mangiare i mitici tortelli di Anna”.  Con queste parole ha esordito il premier Matteo Renzi appena arrivato – passate le 5,30 – sotto la tensostruttura allestita davanti al nuovissimo Core, in un Santa Maria Nuova presidiato oltre ogni dire dalle forze dell’ordine.

Infatti Renzi, prima dell’inaugurazione e della successiva visita all’azienda Ferrarini dei mitici prosciutti, ha gustato  una colazione in famiglia, alla reggiana, a casa del ministro delle Infrastrutture, che da sindaco di Reggio spiccò il volo per l’alta politica romana: ed è un evento di primo piano nel pur intenso sabato del premier,  concluso in serata a Roma con un’intervista condotta dal fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari. Renzi ha giocato sulla tribù di Delrio, che probabilmente gli ha chiesto un aumento di stipendio: “Ho controllato se è aumentata la famiglia: e in effetti è arrivato il nipotino Pietro…”.

Il taglio del nastro del Core, con Matteo Renzi tra due volontarie

Il taglio del nastro del Core, con Matteo Renzi tra due volontarie

 

Nondimeno i tortelli di Anna assumono probabilmente un significato politico: potrebbero aver suggellato la pace da Renzi e il suo ex braccio destro, dopo che i rapporti erano diventati freddi e al limite dell’ostilità quando Delrio fu defenestrato dal sottosegretariato di palazzo Chigi e trasferito ai Trasporti, insieme al suo staff capitanato da Bonaretti e Spadoni. Solo un armistizio, o un nuovo patto d’alleanza? Lo sapremo presto: e se oggi i tortelli di Anna sono in fondo una notizia di colore, domani potrebbero entrare nella storia come la mitica crostata di casa Letta che in altri tempi suggellò il patto tra Berlusconi e D’Alema. Non mettiamo limiti alla divina Provvidenza.

Renzi saluta il personale del Core

Renzi saluta il personale del Core

Nel suo discorso, Renzi ha tessuto le lodi della “comunità reggiana”, che con tutti i suoi difetti e una classe dirigente inadeguata costituisce ancora un esempio e un punto di riferimento per tante altre parti d’Italia più disgraziate di questa. Un discorso il suo, abilmente indirizzato su un filone pro-Pd –  in quanto partito in cui a Reggio più che altrove si incrociano dossettismo e riformismo di radice Pci – di fronte a una platea ristretta ma pronta ad accogliere le sue parole come balsamo per le miele per il palato.

RENZI TRE

“Quella di Reggio Emilia è una comunità straordinaria perché ha dei valori, non solo economici. L’Italia che riparte e che, ad esempio nel Mezzogiorno, tenta di levarsi di dosso la ruggine, ha bisogno di modelli. E  lo sono le istituzioni di Reggio, ma anche medici, infermieri, ricercatori, pazienti del Core: perché dimostrate a questo paese cosa dobbiamo essere, un grande paese innovativo, ma anche una comunità solidale”.

Renzi applaude in platea

Renzi applaude in platea

La struttura del Core è  costata 35 milioni di euro (quasi interamente per le opere murarie, e ci sarebbe da ridire sui costi esorbitanti) e sette anni di lavoro – che hanno superato il disastro del fallimento Orion. Su sedicimila metri quadrati distribuiti su sei livelli promettere di rappresentare quanto di meglio possa offrire  in Italia nella cura del cancro e delle leucemie, non solo dal punto di vista tecnologico e dei protocolli medico-scientifici, ma anche sopratuttto da versante dell’attenzione olistica alla persona e dell’umanizzazione della medicina.

Il Core, scusate il gioco di parole, ha toccato il cuore di Renzi, che da tempo è all’affannosa ricerca di esempi positivi da mostra sul piano internazionale e a un’opinione pubblica dincantata sui risultati del suo suo governo.

“Siete l’esempio di un  P aese che torna a scommettere sui propri valori, dove  ci sono tante cose da fare. Grazie per questa inaugurazione, che mi dà il  mi dà il senso di partecipare quasi a un evento in famiglia – ha concluso il premier, riferendosi alla festa di Grade onlus avvenuta al mattino – Sembra la festa di una famiglia che si ritrova insieme e abbraccia con un girotondo l’ospedale,  quando in genere i girotondi vengono visti contro”. La memoria corre al girotondo fiorentino di Pancho Pardi, quando quando Nanni Moretti gridò “dite qualcosa di sinistra”, ma all’epoca forse tra i girotondi c’era pure lui, il premier  Matteo Renzi.

Il girotondo di Grade Onlus intorno a Core

Il girotondo di Grade Onlus intorno a Core

Prima di lui avevano parlato il direttore generale del Santa Maria Nuova Antonella Messori, il sindaco di Reggio Luca Vecchi, il presidente della provincia Manghi e il presidente della Regione Stefano Bonaccini.  Poi il taglio collettivo del nastro, in un clima di festa, una breve visita del premier all’interno del Core e infine, prima di partire per la sede Ferrarini di Rivaltella, l’incontro con un gruppo di esodati reggiani, che continua a tener viva la battaglia per sanare la drammatica situazione creata dalla riforma Fornero, e con i sindacati della sanità, che gli hanno consegnato il book dei dipendenti reggiani, ma non sono riusciti a strappargli la promessa del rinnovo del contratto fermo da sette anni.

I sindacalisti consegnano a renzi il book della sanità reggiana. Dietro al premier Stefano Bonaccini

I sindacalisti consegnano a renzi il book della sanità reggiana. Dietro al premier Stefano Bonaccini

In generale, sul tempa della risorse per la salute, Renzi  ha detto che “bisogna aumentare i fondi sulla sanità”. Ma ha anche lanciato una stoccata alle Regioni che “devono capire che la sanità non è una fonte di consenso per qualche aspirante politico, ma il luogo che insieme all’educazione, è la carta d’identità di un popolo”.

Partito Renzi, porte aperte ai cittadini: i reggiani potranno visitare il Core anche oggi, nella giornata domenicale, dalle 10 alle 19.

I SINDACATI CONSEGNANO A RENZI IL “BOOK” CON 500 VOLTI DELLA SANITA’ PUBBLICA REGGIANA

11/6/2016 – “Il rinnovo dei contratti del pubblico impiego? Ci proviamo”. Queste le parole di Renzi ai rappresentanti di Cgil e Cisl che ieri, a margine dell’inaugurazione del Core, lo hanno incontrato per porgli il problema del blocco dei contratti della pubblica amministrazione, che si protrae da 7 anni. Nessuna promessa, anche perché l’ultima parola in materia ce l’hanno i ministri Padoan (Economia) e Lorenzin (salute).

Al premier, così come al presidente della Regione Stefano Bonaccini e al sindaco Luca Vecchi, è stato consegnato l’album dei dipendenti della sanità pubblica. Un volume con oltre 500 volti di infermieri, tecnici sanitari, amministrativi, operatori socio sanitari distribuiti su quasi 100 pagine per lanciare un messaggio preciso al premier: le strutture sanitarie di eccellenza sono scatole vuote senza i professionisti che ci lavorano. Questo lo slogan delle foto: “Io ci tengo al Core e tu? Renzi rinnova il contratto”.

“Abbiamo voluto dare a Renzi dei volti di persone, di dipendenti del Santa Maria e dell’Ausl – affermano Maurizio Frigeri, segretario della Fp Cgil e Gennaro Ferrara, dirigente sindacale della Cisl e rappresentante Rsu -: quelli che ha tra le mani sono i professionisti che costituiscono la spina dorsale della sanità reggiana e che, dopo 7 anni di blocco, meritano un rinnovo del contratto”.  Nella stessa occasione sono state consegnate anche le cartoline indirizzate al premier a sostegno del rinnovo dei contratti, che i sindaci e le istituzioni locali nelle settimane scorse avevano firmato di fronte ai sindacati, nelle settimane precedenti il grande sciopero regionale del 24 maggio.

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