Caccia all’assassino di via Nacchi
Chi l’ha visto? La polizia diffonde la foto del presunto omicidia

9/6/2016 – Continua la caccia all’assassino del tunisino Mahdi Sellami, ammazzato ieri sera in via Nacchi – nel centro storico di Reggio Emilia con una coltellata all’addome. La Questura  sa chi è e questa sera,  d’ intesa con la Procura della Repubblica di Reggio Emilia, ha diffuso ai media la fotografia (ma non le generalità) del presunto autore dell’omicidio, foto che pubblichiamo qui accanto.

Il presunto omicida di via Nacchi. La Questura di Reggio chiede di chiamare immediatamente il 113, se qualcuno lo vede.

Il presunto omicida di via Nacchi. La Questura di Reggio chiede di chiamare immediatamente il 113, se qualcuno lo vede.

 

 La Questura invita “chiunque avesse informazioni in ordine a tale soggetto ovvero lo notasse”  a contattare, immediatamente, il 113 per effettuare la segnalazione che verrà immediatamente vagliata dagli uffici investigativi”. L’uomo ha uno sfregio sulla guancia sinistra, provocato dalla coltellata di un’aggressione subita a Reggio un paio di anni fa. E irregolare in Italia, coin decreto d’espulsione, e ha precedenti per spaccio e reati contro la persona.

 9/6/2016 – La polizia sa chi è l’assassino di via Nacchi, il tunisino che ieri sera ha ucciso con una coltellata all’addome il connazionale Mahdi Sellami, di 41 anni, nel pieno di una discussione avvenuta nella stradina che porta al parcheggio Aci nel centro Reggio Emilia, di fronte a parecchi testimoni, che si sono dati alla fuga. Sellami, soccorso in strada da un giovane che abita nella strada del delitto, è morto al Santa Maria Nuova alle 19,15 di ieri sera, nemmeno un’ora dopo l’aggressione.  La Squadra Mobile mantiene il massimo riserbo anche sul nome dell’omicida, ma ha ricostruito i fatti minuto per minuto, ed è in possesso di una sua fotografia: è una persona conosciuta nella comunità magrebina di Reggio e ha uno sfregio sulla guancia destra, conseguenza di un accoltellamento subito un paio di anni fa.

 

Il questore di Reggio Emilia Isabella Fusiello

Il questore di Reggio Emilia Isabella Fusiello

L’uomo è ancora in fuga, tuttavia la sua cattura sarebbe imminente: per lui si prospetta un’accusa di omicidio premeditato perchè aveva comprato il coltello (ritrovato dagli agenti nei pressi dei cassonetti di via Filippo Re) in un negozio di via Roma poco prima del delitto.

L’omicida è clandestino in Italia, così come lo era la vittima. Questa mattina il questore di Reggio Emilia Isabella Fusiello ha spiegato che l’omicidio è maturato nel mondo della microcriminalità: entrambi avevano precedenti specifici non solo per spaccio di droga, ma anche per reati contro la persona. E su entrambi pendeva un decreto di espulsione: tuttavia, ha aggiunto il questore, la lentezza delle procedure burocratiche e la mancanza di posti nei Cie spesso impediscono – come in questo caso –  di realizzare rapidamente l’accompagnamento alla frontiera, che secondo la legge dovrebbe avvenire entro 48 ore dal decreto di espulsione.

Via Nacchi transennata dopo l'omicidio

Via Nacchi transennata dopo l’omicidio

Per non nascondendo le difficoltà di una situazione in cui nel giro di pochi giorni sono avvenuti due fatti di sangue nella stessa zona del centro storico di Reggio Emilia, la dottoressa Fusiello ha assicurato la città è presidiata adeguatamente e che “non c’è una rapina il cui autore non sia stato assicurato alla giustizia”.

“Il delitto di ieri sera – ha aggiunto – non è collegato alla situazione di insicurezza lamentata nella zona del teatro Valli. Poteva accadere in qualsiasi altra parte della città, perchè la vittima e l’assassino si sono incontrati solo casualmente in via Nacchi”.

Questa mattina, intanto, si èriunito il Comitatoper l’Ordine e la sicurezza pubblica convocato dal Prefetto. Si è discusso non solo delle misure da prendere per la visita del premier Renzi, che sarà a Reggio sabato pomeriggio per inaugurare l’ospedale onco-ematologico Core, ma anche delle nuove misure per la prevenzione nella zona del teatro Valli e in genere nel centro storico di Reggio Emilia.

MARIA EDERA SPADONI (M5S): REGGIO NON E’ SICURA, ASPETTO DA OTTO MESI UNA RISPOSTA DAL GOVERNO

Reggio Emilia non è sicura: ieri si è compiuto l’ ennesimo atto di violenza in centro e in pieno giorno.  Noi cittadini non ci sentiamo più sicuri nella nostra città: tutto questo è assolutamente inammissibile.

La Prefettura dopo aver convocato il tavolo provinciale di coordinamento per l’ordine e la sicurezza pubblica, allargato al procuratore capo di Reggio, ha deciso di  aumentare la vigilanza attorno a tutta la zona dei teatri e dei musei dove sono accaduti gli episodi più gravi.

Non dimentichiamo però che il reale problema consiste  nella costante emergenza di organico: ricordo per esempio, la denuncia del Sap dello scorso settembre  -a seguito della violentissima rissa tra bande in zona Stazione- sulle troppe chiusure degli uffici di polizia, in particolare le sedi di Polfer, Polizia Postale e qualche distaccamento della Stradale. La Questura di Reggio Emilia, come quella di tante altre città su tutto il territorio nazionale, è in grave sofferenza di organico. Il M5S anche nella mia persona si è sempre battuto in Parlamento per risolvere questa gravissima situazione.

Relativamente all’ episodio di violenza nella stazione di Reggio Emilia ho presentato un’interrogazione e aspetto una risposta da parte del Governo da ben 8 mesi!

Per questo motivo invitiamo caldamente la cittadinanza a partecipare sabato 11 giugno 2016 dalle 16 alle 20 in piazza Prampolini  all’evento – da mesi in programma-  organizzato dal M5S dal titolo ” Una città senza violenza è una città migliore”. Interverrò in qualità di delegata del Consiglio d’Europa  per la  Commissione Ugualianza e Non discriminazione insieme a Roberto Mirabile presidente della Caramella buona, Fabiana Montanari presidente Arcigay di Reggio Emilia e Giulia Gibertoni nostra consigliera in Regione membro della Commissione Diritti e Pari Opportunità.

 Per quanto mi concerne parlerò della violenza di genere essendo prima firmataria della ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) e illustrerò la mia risoluzione approvata in Consiglio d’Europa lo scorso marzo, Systematic collection of data on violence against women.  E’ notizia di poche ore fa l’ennesimo caso di femminicidio compiuto nei confronti di una donna dall’ ex convivente nel veronese .  Servono misure urgenti: il ministro Boschi con la delega alle Pari opportunità perché non si è ancora espressa?” Maria Edera Spadoni, cittadina alla Camera dei Deputati, M5S

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