Il Tar di Parma dà ragione a Bargiacchi e riapre l’ufficio postale di Collagna
Sentenza pilota: le Poste devono garantire il servizio universale pagato dallo Stato

10/6/2016 – Servizio postale in montagna: sonora sconfitta delle Poste davanti al Tar di Parma. Il giudice amministrativo, con sentenza del 7 giugno, ha annullato il provvedimento con cui il 1 luglio 2015 Poste Italiane hanno disposto la chiusura a giorni alterni dell’Ufficio Postale di Collagna. Il ricorso contro la chiusura era stato presentato dall’ex sindaco di Collagna Paolo Bargiacchi (ora la municipalità del Cerreto è inglobata nel nuovo comune di Ventasso). Il comune era tutela to dall’avvocato Maltoni.

La notizia della sentenza è stata diffusa dallo stesso Bargiacchi, candidato sconfitto per 69 voti nella corsa a sindaco di Ventasso.

Poste Collagna

“E’ con grande piacere e senza rammarico per l’esito della consultazione elettorale appena conclusa – scrive Bargiacchi –  che la Lista “Vivere Ventasso” accoglie e trasmette alla cittadinanza tutta la sentenza del TAR PARMA n. 191/2016 che annulla il provvedimento 1.7.2015 col quale Poste Italiane disponeva la chiusura a giorni alterni dell’Ufficio Postale di Collagna. Le stesse Poste Italiane sono state condannate a rifondere le spese legali al Comune di Collagna che aveva proposto il ricorso”.

“E’ motivo di grande soddisfazione per i componenti e i sostenitori della Lista “Vivere Ventasso” poter comunicare ai cittadini e agli elettori tutti che, solo tre giorni dopo le elezioni, è maturato un primo tangibile e significativo riconoscimento, ora definitivo, della validità ed efficacia dell’impegno che abbiamo profuso per la tutela e salvaguardia dei servizi pubblici nella montagna e nel Comune di Ventasso in particolare. Ciò ci impegna ancor di più a lavorare, pur dalla posizione di opposizione, per il conseguimento degli obiettivi che abbiamo indicato e proposto per questo territorio”.

Viene da chiedersi se la sentenza fosse stata emessa qualche giorno prima, quali effeti avrebbe avuto sull’esito elettorale. Ma l’importante è il risultato per la cittadinanza. Fra l’altro, le motivazioni del Tar di Parma sembrano costituire una sentenza pilota anche per altri casi di chiusura o riduzione del servizio postale nelle aree disagiate.

Il giudice amministrativo, infatti, ha sottolineato nella sentenza che “Poste fruisce di un contributo statale che trova causa nella necessità  di assicurare il “servizio universale” anche in centri disagiati in relazione  ai quali l’attività non consente una piena rimuneratività dei fattori
produttivi impiegati, ma è proprio in ragione di ciò che un
trasferimento di danaro pubblico ad un soggetto privato costituito in
forma societaria e operante sul mercato trova giustificazione”.

“Nel caso di specie, inoltre – si legge ancora  – Poste non ha in ogni caso illustrato le
ragioni di natura economico finanziaria assunte a presupposto della misura impugnata,  avendo motivato il provvedimento impugnato in maniera generica e stereotipata”.

 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *