Fa paura chi ricorda don Pessina? La commemorazione con Paolo Pisanò ostacolata da improvvisi restauri alla lapide
Il delitto 70 anni fa: messa solenne a San Martino Piccolo, vespri con l’arcivescovo Luigi Negri e presentazione del libro di Zambrano

19/6/2016 – Ieri mattina, nel settantesimo del sacrificio di don Umberto Pessina, ucciso la sera del 18 giugno 1946 da un commando di tre partigiani comunisti, lo storico Paolo Pisanò – autore col fratello Giorgio del celebre libro “Il triangolo della morte” – si è recato a San Martino Piccolo di Correggio e rendere omaggio al martire, che fu colpito a morte davanti alla canonica. E’ stata l’unica iniziativa non confessionale per commemorare don Pessina, ma curiosamente è stata ostacolata da improvvisati lavori di pulitura della lapide posta a ricordo del sacerdote ucciso, sopra il portone della canonica.

Il gruppo coin Paolo Pisanò davanti al sacello di don Pessina

Il gruppo con Paolo Pisanò davanti al sacello di don Pessina

Quando Pisanò, accompagnato da Luca Tadolini e da una delegazione organizzata dal Centro Studi Italia (fra gli altri il capogruppo di Forza Italia a Reggio e in Provincia Giuseppe Pagliani)  è arrivato a San Martino Piccolo, ha trovato un camioncino messo a sbarrare l’ingresso della canonica, con due operai sopra il camioncino intenti apparentemente a ritoccare le parole incise nella lapide.

Di conseguenza non è stato possibile il previsto momento di raccoglimento sul luogo preciso dell’omicidio, davanti al portone dove sono ancora visibili i fori dei proiettili.

I lavori alla lapide commemorativa sopra il portone della canonica di San Martino Piccolo

I lavori alla lapide commemorativa sopra il portone della canonica di San Martino Piccolo

I partecipanti hanno comunque ricordato don Pessina davanti alla cappella del sacello, e guidati dalla professoressa Fernanda Foroni presidente del circolo Frassati di Correggio hanno visitato  la chiesa, dove erano in corso i preparativi per la messa da requiem in forma straordinaria celebrata ieri sera col rito in latino dal vicario foraneo don Carlo Castellini. A destra dell’altare campeggia un grande ritratto di don Pessina.

Quando la delegazione, dopo le foto di rito, è partita per Vetto (dove  Paolo Pisanò ha ricordato l’eccidio del tenente medico Pietro Azzolini davanti alla croce alzata alla Volpara) è miracolosamente scomparso anche il camioncino.

La lapide di don Pessina durante il restauro proprio nel giorno del settantesimo del delitto

La lapide di don Pessina durante il restauro proprio nel giorno del settantesimo del delitto

Anche il restauro della lapide, sempre che fosse necessario, è un modo per ricordare don Pessina. Ma perché proprio ieri, nell’anniversario dell’uccisione? E perché casualmente proprio quando era prevista la commemorazione con Pisanò? Il lavoro non poteva essere fatto prima?

Alcuni dei partecipanti dubitano che non sia accaduto a caso e che qualcuno nella chiesa abbia voluto far sapere in un modo tipicamente clericale che la commemorazione laica di don Pessina non era gradita. Un’impressione suffragata dal fatto che, nonostante in sacrestia vi fossero delle persone che si sono guardate bene dal partecipare, non si è visto neanche un sacerdote. Neanche un prete per chiacchierar, come cantava Celentano. E’ accaduto tutto per caso? A pensar male si fa peccato, disse un grande politico cattolico, ma per spesso ci si indovina.

Paolo Pisanò con la delegazione del Centro Studi Italia

Paolo Pisanò con la delegazione del Centro Studi Italia

LE CELEBRAZIONI DI DOMENICA A SAN MARTINO PICCOLO

Domenica mattina 19 giugno  alle 11 Messa solenne celebrata da monsignor Giuseppe Verucchi, vescovo emerito dell’arcidiocesi di Ravenna -Cervia, con preghiera davanti al sacello di don Pessina e nel sagrato dove fu ucciso.

Alle 17 Adorazione con l’esposizione del SS. Sacramento. Vespri e Benedizione Eucaristica officiati da monsignor Luigi Negri arcivescovo di Ferrara-Comacchio, abate di Pomposa e presidente del Comitato Amici di Rolando Rivi.

Il ritratto di don Pessina a fianco dell'Altar maggiore della chiesa di San Martino Piccolo

Il ritratto di don Pessina a fianco dell’Altar maggiore della chiesa di San Martino Piccolo

 

Monsignor Negri alle 18 partecipa anche alla presentazione dello studio realizzato dal giornalista  Andrea Zambrano su “I Santi Martiri del triangolo della morte” per la collana dei Quaderni del Timone. “Nel mio lavoro- dice in proposito Zambrano – rivelo alcuni particolari inquietanti e trascurati dalla lettura della sentenza di proscioglimento per amnistia del vero assassino, nel 1993. Particolari dai quali si evince che anche don Pessina, come Rolando Rivi, è stato ucciso in odium fidei, condizione indispensabile per il riconoscimento del martirio e della Beatificazione”.

Al termine dell’incontro saranno proiettati alcuni filmati originali inediti della traslazione della salma di don Pessina e dell’inaugurazione del sacello.

IL SILENZIO DEL COMUNE E DEL PD

Neppure ieri, nel settantesimo, l’amministrazione comunale di Correggio ha trovato il coraggio di pronunciare almeno una parola. E’ vero che sul comune e sul sindaco Ilenia Malavasi è caduta la sentenza del giudice civile di Reggio Emilia, con la condanna dell’ente a pagare quasi undici milioni di euro alla Banca di San Felice sul Panaro a seguito del crac Encor. Ma almeno qualcosa sul sito del Comune si poteva scrivere. Lo stesso vale per il Pd locale e provinciale, che non ha diffuso neppure tre righe di comunicato. Il silenzio è assordante: un messaggio politico preciso, la stagione del Chi Sa Parli sembra morta e sepolta.

 

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Una risposta a 1

  1. itala mastronardi Rispondi

    20/06/2016 alle 13:06

    Vorrei ricordare (come se ce ne fosse bisogno) che per “quei signori ” i delitti dei “rossi” non sono mai esistiti, non esistono, non esisteranno MAI! Inoltre vorrei ricordare che sul VESCOVO SOCCHE che disse “basta ai delitti dei rossi” solo io ho fatto una doverosa lettera su “prima pagina” come memento nel 50° della morte ! Nessuno ha osato fare altrettanto per ricordarlo nella solenne celebrazione in cattedrale di S.E. il Cardinale Camillo Ruini ! Nessuno dei “papaveri” ha scritto nulla in ricordo! Noi ricordiamo Don Umberto Pessina , che il Vescovo Socche ando’ a baciare fra le lacrime quale martire di vigliacchi assassini ! Speriamo che il sacerdote Don Umberto Pessina sia , come per Rolando Rivi, presto dichiarato Beato! Che il sangue dei giusti non sia mai dimenticato ! Itala Mastronardi

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