Disastro En.cor, seconda tegola
Il comune di Correggio condannato a pagare altri 4 milioni al Banco Popolare. E siamo a quota 15

24/6/2016 – Disastro En.cor: è arrivata la seconda tegola in testa al comune di Correggio. dopo la sentenza con cui il giudice civile di Reggio Emilia ha condannato l’ente guidato da Ilenia Malavasi a pagare quasi undici milioni a Banca San Felice, oggi lo stesso giudice si è pronunciato su una causa analoga, sempre relativa ai debiti della En.cor in fallimento, e ha deciso che il comune dovrà pagare altri quattro milioni di euro al Banco Popolare. La motivazione è la stessa: l’ente, all’epoca guidato dal sindaco Marzio Iotti (poi costretto alle dimissioni) aveva firmato delle lettere di patronage (garanzie ndr.) su prestiti e mutui ottenuti dalla società En,cor da tre istituti di credito, lettere che il Comune non ha ritirato quando la società è diventata interamente privata prima del fallimento. La conseguenza è che il comune di Correggio deve far fronte ai debiti.

La sede della En.Cor di Correggio

La sede della En.Cor di Correggio

Con due sentenze siamo già a una quindicina di milioni, più la rifusione delle spese legali alle controparti. si attende ora la terza sentenza, relativa alla bella somma di 13 milioni reclamati dalla Bnl, e tutto fa prevedere che la sentenza andrà nella medesima direzione. Il comune di Correggio è virtualmente, e neanche tanto, in ginocchio.

La notizia è piombata nel pomeriggio, sul finire della riunione del consiglio comunale. Il sindaco ha subito informato l’assemblea, ed è scoppiato il finimondo. Il minimo che poteva accadere. Poi il comune ha lanciato un comunicato nel sito istituzionale.

“Nel corso del consiglio comunale di venerdì 24 giugno – vi si legge – è stata trasmessa la sentenza del Tribunale di Reggio Emilia in merito alla causa promossa dal Banco Popolare sul finanziamento erogato a Encor, attraverso lettere di patronage emesse dal Comune di Correggio.
La sentenza di primo grado condanna il Comune di Correggio a risarcire alla Banca la somma di 4.006.928 euro, oltre interessi e spese legali. La somma è inferiore rispetto all’importo richiesto dalla Banca nel corso del giudizio.
Ricevuto l’esito della sentenza, l’amministrazione comunale ha immediatamente provveduto a informare il consiglio comunale al termine della seduta.
“Ho comunicato la notizia in tempo reale, confermando la volontà e l’impegno di questa amministrazione nel dare informazioni puntuali e precise ai consiglieri e alla città – commenta il sindaco Ilenia Malavasi. – Analizzeremo a fondo anche questa sentenza con i nostri legali, ma, come nel caso precedente, posso già dire che ricorreremo in appello. Due anni fa, quando mi sono candidata insieme alla mia maggioranza, ero consapevole delle responsabilità che ci stavamo prendendo in quel momento e delle difficoltà che avremmo incontrato. In questi due anni abbiamo lavorato con consapevolezza, responsabilità e impegno, con profondo rispetto dell’Istituzione che ho l’onore di rappresentare. Continueremo a operare in modo instancabile e con gli stessi obiettivi: tutelare al meglio l’Ente, la città e i cittadini, mantenere intatti i servizi, fiore all’occhiello della nostra città, e salvaguardare i posti di lavoro. Come promesso e affermato più volte -conclude Malavasi – ribadiamo la nostra volontà ad agire per tutelare il Comune avvalendoci di ogni possibilità di rivalsa nei confronti di chiunque abbia avuto, in questo percorso, responsabilità personali e amministrative”.

Quest’ultima frase, sulle azioni di responsabilità e di rivalsa, appare come una risposta alla deputata 5 Stelle Maria Edera Spadoni, che proprio ieri era intervenuta chiedendo che non siano i cittadini di Correggio a pagare il prezzo dello scandalo En.cor, ma siano il Pd e gli amministratori che lo hanno provocato.

 

 

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