Così nacque la Croce Rossa a Reggio Emilia
I primi volontari si ritrovano 48 anni dopo

di Mario Guidetti

Mario Paolo Guidetti

Mario Paolo Guidetti

2/6/2016 – Correva l’anno 1968. “Dall’aiuto di tutti, l’aiuto a tutti”: con queste parole, un uomo che “affrontava e risolveva i problemi”, Giuseppe Vasirani, il nostro “Comandante”, chiamò a sé un primo gruppo di persone, persone laiche o col dono della fede, unite però dalla volontà del fare.  Assieme, a Reggio, diedero vita al Primo Corpo Volontari d’Italia della Croce Rossa.   

A distanza di 48 anni, quel manipolo di volontari si ritroverà a Villa Cupido, la sera del 4 giugno, per un conviviale. Ricorderanno sicuramente l’avv. Bondoni (allora Presidente CRI di Reggio Emilia), Sorella Paola Menada, Sorella Montecchi e gli amici volontari che ora sono nel cielo di Giove, là dove Dante colloca i Giusti. Ricorderanno quando dalla sede di via Don Zeffirino Iori si partiva con le prime autoambulanze militari per portare soccorso, aiuto e speranza a chi ne aveva bisogno.

1968: la partenza del primo servizio della Croce Rossa di Reggio Emilia. da sinistra Iaures setti, Emore salsi e il "Comandante" Vasirani

1968: la partenza del primo servizio della Croce Rossa di Reggio Emilia. da sinistra Iaures Setti, Emore Salsi e il “Comandante” Giuseppe Vasirani

 

Sarà un conviviale in allegria, così come erano allegri i momenti di pausa fra un servizio e l’altro. Ma sarà anche un “conviviale solidale” – grazie alla sensibilità di Vincenzo, titolare di Villa Cupido, una parte del ricavato della cena verrà destinato alla Mensa dei Cappuccini perché è solo “dall’aiuto di tutti, che si può dare aiuto a chi sta meno bene di noi”.

Fabrizio, Fernando, Giuseppe, Mario, Miles, Paolo, Vincenzo, Vito…

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