“Basta tragedie nell’Enza”: chiudere le buche, campagna informativa, mettere cartelli di divieto
Interrogazione della Lega Nord alla Giunta Regionale

28/6/2016 – Un bagno nel fiume non può costare la vita. Sulla base di questo assunto – dopo i fatti sconvolgenti accaduti nell’Enza in comune di Canossa, tra Currada e Compiano, dove in poche ore nello stesso punto del fiume una ragazza, Andrea Begliardi di 24 anni,  è annegata inghiottita da un vortice e una catena umana ha salvato in extremis altre tre persone –  i consiglieri regionali della  Lega Nord Gabriele Delmonte e Fabio Rainieri chiedono alla Giunta regionale una campagna informativa sui rischi che si corrono nei corsi d’acqua e una normativa che imponga ai sindaci di mettere i cartelli di divieto di baneazione. A ciò si aggiunge la richiesta di un intervento urgente per la sistemazione della cosiddette “buche” (che generano i vortici sotto la superficie dell’acqua) e dei tratti pericolosi dell’Enza.

Il greto dell'Enza dove è avvenuta la tragedia di Andrea Bigliardi e dove hanno rischiato di annegare altre tre persone

Il greto dell’Enza dove è avvenuta la tragedia di Andrea Bigliardi e dove hanno rischiato di annegare altre tre persone

L’interrogazione del Carroccio segnala come l’Enza, in questo tratto tra il territorio di Canossa e Neviano degli Arduini sia fra i più frequentati da bagnanti delle due province di Reggio e Parma, e che la popolazione non sarebbe sufficientemente informata dei pericoli a cui si espone immergendosi nelle acque interne, né del divieto di praticare questa attività in tutte le acque interne dell’Emilia-Romagna.

Secondo i consiglieri, inoltre, non vi sarebbe  alcuna normativa regionale che obblighi i sindaci ad  apporre cartelli di  divieto di balneazione, se non quella che lo impone ai sindaci dei comuni costieri in zone in cui la balneazione è temporaneamente interdetta.

Andrea Begliardi, morta a 24 anni nelle acque dell'Enza

Andrea Begliardi, morta a 24 anni nelle acque dell’Enza

Il problema maggiore, diffuso in tutto il corso di questo e di altri fiumi, è  quello delle ‘buche’ – sostengono Delmonte e Rainieri – ma “la cittadinanza non ne è generalmente al corrente e quindi entra in acqua senza precauzioni”. Visto però che “non è possibile pensare di chiudere tutte le buche del fiume, risulta fondamentale il ruolo della prevenzione” come unico sistema possibile per evitare i tragici eventi che si sono verificati.

Di qui la richiesta alla Giunta di prevedere una nuova normativa che, da un lato, assegni ai sindaci dei comuni nei cui territori scorrono acque interne l’obbligo di apporre cartelli con il divieto di balneazione e che, dall’altro lato, sostenga una campagna informativa sui pericoli in cui si può incorrere. Delmonte e Rainieri chiedono infine di avviare al più presto lavori di sistemazione delle buche e dei tratti pericolosi del fiume Enza.

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