Affare Terremerse, Vasco Errani assolto nel processo bis: non ci fu falso ideologico
Per il fratello Giovanni prescritti i reati di falso e truffa, benchè “sussistenti”

21/6/2016  – L’ex presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani è stato assolto nell’appello bis del processo ‘Terremerse’. L’accusa era falso ideologico in atto pubblico, per aver “coperto”, con uno scritto inviato nel 2009 alla Procura, la cooperativa presieduta dal fratello Giovanni Errani. Dopo la condanna nel primo appello, Errani diede le dimissioni da Governatore, carica ricoperta per 15 anni. Assolti anche due dirigenti regionali, con la conferma della sentenza emessa dal Gup del 2012.

Vasco Errani

Vasco Errani

Nell’udienza precedente il Pg Nicola Proto aveva chiesto al collegio della terza sezione penale, presieduto dal giudice Cecilia Calandra, di pronunciare la stessa sentenza del luglio 2014: condanna ad un anno per Errani, ad un anno e due mesi per i due dirigenti, Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti, imputati anche per favoreggiamento.

Il primo processo di appello si concluse con le condanne a luglio 2014, annullate un anno dopo dalla Cassazione, con rinvio ad un nuovo giudizio di secondo grado. Nel mirino dell’inchiesta ci sono la lettera e la relazione che Errani, da presidente della Regione, a fine 2009 inviò alla Procura, dopo un articolo de ‘Il Giornale’ per chiarire la correttezza dell’operato dell’istituzione nella concessione nel 2006 di un finanziamento da un milione alla cooperativa Terremerse di Bagnacavallo (Ravenna) all’epoca presieduta dal fratello di Vasco Errani, Giovanni,  per costruire una cantina a Imola.

Il processo a Giovanni Errani si è concluso con l’assoluzione in appello per una parte delle accuse, e con il proscioglimento per prescrizione per altra parte: i giudici, rispetto ai falsi e ad una truffa contestati e legati all’ottenimento del contributo, erano entrati nel merito ritenendo sussistenti i reati, benché prescritti.
“Finalmente è finita. Con questa sentenza di assoluzione si chiude una lunga vicenda processuale che forse non avrebbe dovuto nemmeno aprirsi. Si afferma così in modo definitivo la verità”. Così l’ex presidente della Regione, con una nota su Facebook, ha la sentenza della Corte di Appello. “Ho pagato un prezzo altissimo e ciò per altro ha coinvolto un’importante istituzione come la Regione Emilia-Romagna”.

(font: ansa.it)

 

 

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