Chiude la Unigreen di Roncocesi
Lavoratori deportati in Friuli o licenziati. Sciopero a oltranza

2/7/2016 – Duro colpo all’occupazione nell’industria reggiana: chiude lo stabilimento Unigreen di via Rinaldi a Roncocesi, un  fiore all’occhiello della meccanica agricola emiliana, di proprietà da cinque anni della multinazionale  veneto-friulana Maschio Gaspardo che ha 1.800 dipendenti, sedi e stabilimenti in una quindicina di Paesi, un fatturato che nel 205 era di 324 milioni.  La Unigreen di Roncocesi è rinomata per la produzione  di macchine portate e trainate per il diserbo e la protezione delle piante.

Si preparano tempi difficili per il paese dove è nato e cresciuto Zucchero Fornaciari. 

Zucchero Fornaciari, da Roncocesi

Zucchero Fornaciari, da Roncocesi

Nella giornata di venerdì, in un incontro di dieci minuti, la direzione di Maschio Gaspardo ha comunicato  alla Fiom e ai delegati sindacali la decisione di spostare la produzione nello stabilimento di Morsano, in provincia di Pordenone, a circa 300 chilometri da Roncocesi. Come mobilità non c’è male:  significa il licenziamento dei lavoratori e la perdita del lavoro e del fatturato per le ditte esterne. Se è questo lo spirito di collaborazione volto al bene comune, lo spirito dell’azienda-comunità propugnato dal presidente di Federmeccanica Fabio Storchi e dal presidente di Unindustria Mauro Severi, stiamo freschi.

Maschio Unigreen

Una macchina agricola Unigreen

I lavoratori hanno votato all’unanimità per uno sciopero ad oltranza, e questa mattina spiegheranno la situazione ai media nel corso di una conferenza stampa: “Comunicheremo il nostro punto di vista sulla situazione aziendale e sulle nuove forme di lotta da attuaresin dalle prossime ore”, annuncia Simone Vecchi della Fiom.

Lo stabilimento Unigreen - Maschio Gaspardo di Roncocesi

Lo stabilimento Unigreen – Maschio Gaspardo di Roncocesi

Il gruppo Maschio Gaspardo ha avuto una crescita tumultuosa tra il 2009 e il 2013, poi è rimasto strangolato dalla crisi del credito: il presidente Egidio Maschio, uno dei principali imprenditori veneti, si è tolto la vita poco più di un anno fa lasciando una lettera drammatica: “Siamo senza soldi in banca. Sono disperato, cosa posso fare?”. Oggi il gruppo è guidato dal figlio Mirco Maschio, ed è impegnato una difficile ristrutturazione che, per quanto riguarda Reggio Emilia, si scarica sui lavoratori e le loro famiglie, e significa la fine di un’azienda-gioiello.

Egidio Maschio (deceduto) col figlio Mirco

Egidio Maschio (deceduto) col figlio Mirco

 

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Una risposta a 1

  1. maria Rispondi

    02/07/2016 alle 18:17

    La fine di molte aziende i cui centri decisionali sono altrove! Imprenditori reggiani facciamo per favore un riflessione e manteniamo aziende che sono nate e si sono sviluppate con energie e cervelli del nostro territorio! Oltre l’azienda e l’occupazione significa anche salvare il know how e l’imprenditorialità del nostro territorio,

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