Associazioni, teatro, cooperative sociali negli edifici abbandonati di Santa Croce: via al recupero
Ma sul CTO di Anemos all’ex-Maffia nessuno ascolta le famiglie

28/6/2016 – Partirà nelle prossime settimane il recupero degli edifici dismessi nella zona di Santa Croce, a ridosso dell’area ex Reggiane. Vi si insedieranno una cinquantina di strutture sociali, di volontariato e delle rete culturale destinate in tempio abbastanza rapidi a cambiare profondamente  rivolto di un quartiere storicamente legato alle Officine Reggiane e che ha seguito le sue sorti anche nel declino.

Tra le strutture in via di recupero  l’ex mangimificio Caffarri, che diventerà sede del progetto Remida (riuso “intelligente” dei materiali di scarto), il chiesolino sconsacrato di via Ramazzini destinato all’associazione “Ascoltare Santa Croce”. i depositi di via Talami che diventeranno un “,museo” di locomotori e vagoni storici. Nel  capannone ex Maffia si insedierà la cooperativa sociale Anemos , che fa capo al consorzio Oscar Romero e gestisce il Centro Terapie Occupazionali per il reinserimento di disabili psicofisici.

La tavola degli interventi di recupero nel quartiere di Santa Croce

La tavola degli interventi di recupero nel quartiere di Santa Croce

Ma proprio la previsione di insediare all’ex Maffia il CTO della coop Anemos ha suscitato le preoccupazioni delle famiglie della zona, che hanno interessato al caso la Confconsumatori di Reggio Emilia. E in una lettera aperta alle istituzioni locali (leggere sotto iltesto integrale) il presidente Secondo Malaguti chiede che vengano ascoltate le famiglie della zona: “La sensazione è che le famiglie in questione non fanno opinione e, comunque, devono accettare quanto viene deciso da altri – sfvrive la Confconsumatori – Ma è democrazia questa? A noi sembra di più una “dittatura della maggioranza”. E, per entrare nel “campo da gioco della democrazia” servono regole che valgono per tutti e che siano, dalle parti, condivise e rispettate. Ma è così difficile riconoscere il valore della politica come l’arte di saper risolvere, con la gente, le questioni che li riguardano?”.

Tutavia l’appello, come spesso accade con amministrazioni che affidano la partecipazione dei cittadini essenzialmente a dei protocolli burocratici, sembra caduto nel vuoto. L’annuncio della cooperativa Anemos all’ex Maffia è stato ufficializzato questa mattina dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e dall’assessore Alex Pratissoli, nella conferenza stampa indetta al Tecnopolo,  proprio per illustrare l’esito del bando sui progetti di rigenerazione urbana del quartiere di Santa Croce. Presenti anche la presidente della fondazione Reggio Children Carla Rinaldi e, appunto, Simona Amidati di Anemos

 Pratissoli è entrato nel dettaglio dei singoli progetti di riuso,  sottolineando il legame col più ampio progetto  progetto di riqualificazione dell’area Reggiane: “Santa Croce ha vissuto più di ogni altro luogo le vicende delle e proprio per questo la rigenerazione del quartiere non può essere svincolata da quella dell’ex polo produttivo e viceversa.  Questo progetto ribalta il classico modo di pianificare e programmare le trasformazioni della città, passando da una visione mono-direzionale a una condivisione diffusa che coinvolga Amministrazione, imprese, cittadini e associazioni, i veri protagonisti della rigenerazione urbana del quartiere”.

Ilsindaco Luca Vecchi e l'assessore Alex Pratissoli nel corso della conferenza stampa

Il sindaco Luca Vecchi e l’assessore Alex Pratissoli nel corso della conferenza stampa al Tecnopolo

BANDO SUL RIUSO – Per fare emergere questa potenzialità di rigenerazione sociale è stato dapprima pubblicato un avviso – è stato detto in conferenza stampa – al fine di raccogliere da un lato le disponibilità di privati nella concessione di aree ed immobili non utilizzati, e dall’altro sollecitare la presentazione di proposte da parte di cittadini, imprese, associazioni, di progetti per il riuso temporaneo degli stessi.

“L’obiettivo era quello di promuovere operazioni coordinate di riuso temporaneo di ‘vuoti’, in attesa di trasformazioni definitive, avvalendosi delle forme di cittadinanza attiva, della capacità creativa di progettisti e imprese, di proprietari interessati a far riabitare seppur temporaneamente immobili dismessi”.

Alla manifestazione di interesse hanno partecipato i proprietari dei principali complessi immobiliari e oltre 50 fra associazioni, imprese, cittadini, che hanno presentato progetti di rilevante interesse pubblico.

ESITO DEL PROGETTO DI RIUSO – L’esito di questo lavoro prevede l’inserimento delle seguenti funzioni negli edifici dismessi:

– all’ex Mangimificio Caffarri di via Gioia  la nuova sede di Remida, il progetto pilota sul riuso creativo dei materiali promosso dall’Istituzione Scuole e Nidi dell’ Infanzia del Comune di Reggio Emilia, Iren, e Fondazione Reggio Children. Il trasferimento di Remida all’interno degli spazi dell’ex-Mangimificio rappresenta anche l’occasione per rilanciare l’identità del progetto che compierà vent’anni e si occupa dell’offerta e distribuzione materiali di recupero; dello scambio di libri con zona lettura; di promuovere atelier di ricerca sui materiali di scarto, nonché workshop e corsi di formazione con spazi di lavoro aperti a vecchie e nuove artigianalità;

– nella palazzina uffici di via Gioia 5 si insedierà l’associazione Ring 14, onlus che riunisce le famiglie dei bambini colpiti da sindromi del cromosoma 14;

– il chiesolino sconsacrato di viale Ramazzini (angolo via Veneri) sarà la sede dell’associazione locale Ascoltare Santa Croce;

– all’ex Maffia di viale Ramazzini, come detto, va la nuova sede della cooperativa sociale Anemos. I lavori sono iniziati;  

– nelle strutture di via Talami, verranno recuperati da parte di Fer e Tpe rgli immobili dismessi per ospitare le locomotive e i vagoni storici.

Sono state inoltre formulate le proposte di affitto per gli immobili via Gioia 22 e 24 al fine di ospitare le attività dell’Atletica leggera indoor, il centro di produzione, formazione e attività teatrali MaMiMò, il museo delle moto di Uisp, la società sportiva Taekwondoo Tricolore, un progetto di atelier didattico promosso dal nido-scuola Choreia a cura della cooperativa Panatarei, e l’associazione Safre che da tempo si occupa a Santa Croce di modellismo ed ha contribuito al recupero delle carrozze e locomotive storiche di Act. In particolare il Centro teatrale MaMiMò ha proposto il trasferimento nell’immobile di via Gioia di tutte le attività di formazione e creazione artistica riguardanti la Scuola di teatro e la Compagnia, quali i corsi di recitazione, drammaturgia, regia, i laboratori intensivi rivolti sia ad adulti, sia a ragazzi.

PROTESTE PER IL CITO ALL’EX MAFFIA: LA LETTERA APERTA DELLA CONFCONSUMATORI

LETTERA APERTA ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE Di  REGGIO  EMILIA

e p.c. AI GRUPPI CONSIGLIARI

 A seguito di alcune telefonate ricevute dalla scrivente associazione dei consumatori, CONFCONSUMATORI, ci corre l’obbligo di esprimere alcune considerazioni in ordine alle scelte che il “CENTRO TERAPIE OCCUPAZIONALI (CTO) di Reggio Emilia intende portare avanti con la cooperativa che lo gestisce, che opera nel sociale per l’aiuto dei disabili adulti, assieme alla stessa ASL ed all’Assessorato alle Politiche Sociali di codesta Amministrazione. Infatti, si tratta di utilizzare un’area, in VIALE RAMAZZINI, che è stata sede dell’ex discoteca “MAFFIA” da tempo abbandonata, fortemente degradata e luogo, oggi, di sbandati di ogni tipo e di frequenti atti illegali.

La preoccupazione delle famiglie ci è parsa molto motivata e preoccupata anche perché i parenti delle persone che frequentano questo “ambito socio riabilitativo – occupazionale” non sono state assolutamente coinvolte ed ascoltate se non dopo che tutto si era deciso e concluso. Sembra che prevalga una “specie di fai da te”.

Indubbio il valore del “Centro Terapie Occupazionali” e l’importanza del ruolo delle cooperative sociali che operano, con professionalità, in questo campo, ma non da meno va ascoltata la voce delle famiglie interessate che non devono essere emarginate in vicende di questa natura. La sensazione di chi scrive è che le famiglie in questione non fanno opinione e, comunque, devono accettare quanto viene deciso da altri. Ma è democrazia questa? A noi sembra di più una “dittatura della maggioranza”. E, per entrare nel “campo da gioco della democrazia” servono regole che valgono per tutti e che siano, dalle parti, condivise e rispettate.

Ma è così difficile riconoscere il valore della politica come l’arte di saper risolvere, con la gente, le questioni che li riguardano?

Ma perché non si apre in Consiglio Comunale, una discussione anche su questi temi prima di prendere delle decisioni che passano sulla testa dei cittadini ed in questo caso anche persone vulnerabili?

Grazie dell’attenzione e, magari, buon dibattito e buon ascolto.

CONFCONSUMATORI

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