Un’altra fossa comune a Cernaieto? Sabato si scava sotto la croce posata da ignoti
Strage partigiana: commemorazione con l’eurodeputato Sernagiotto

6/5/2016 – Quest’anno la dodicesima commemorazione dei 24  caduti di Cernaieto di Casina, uccisi dai partigiani a guerra finita ( tra questi, oltre ai militi della Gnr che si erano arresi a Montecchio,  anche tre donne e alcuni giovanissimi) assume un carattere particolare: sabato mattina, 7 maggio, dopo la commemorazione davanti alla croce sacrario abbattuta e rialzata più volte, si procederà a un saggio di scavo in prossimità di un’altra croce, più piccola, installata poco distante da persone rimaste ignote. Tale croce è comparsa più di un anno fa: non si sa chi l’abbia installata, ma si ritiene che voglia segnalare il luogo di un’altra fossa comune. libro Cernaieto2

La manifestazione è, come sempre organizzata dall’ex consigliere regionale Fabio Filippi, che ha dedicato anni di ricerche a Cernaieto ed è autore di un libro sulla strage. L’appuntamento è alle 11,30: il parroco del luogo don Vasco Rosselli impartirà la benedizione, quindi interverranno l’eurodeputato Remo Sernagiotto e il giornalista Pierluigi Ghiggini , coautore con Filippi di “Cernaieto – la Croce, la strage e il femminicidio di Paolina”.

“Nel 2005 per la prima volta abbiamo ricordato pubblicamente le ventiquattro vittime uccise dai partigiani nell’aprile 1945 – scrive Filippi –  Da oltre un decennio la croce benedetta, più volte divelta prima di diventare un simbolo dell’intera comunità, ricorda una delle stragi più efferate avvenute nel nostro Appennino e nella nostra provincia. Le persone più anziane ci raccontano di altri morti, altre donne ammazzate, altre fucilazioni di soldati italiani abbandonati dai loro generali che in fretta e furia avevano cambiato casacca”.

E annuncia: “Quest’anno al termine della commemorazione, alla presenza delle Forze dell’Ordine, procederemo a scavare, con picco e  vanga, sotto la nuova croce posizionata da un anonimo cittadino ad una cinquantina di metri dal bosco della strage. Fino ad ora, nonostante le nostre sollecitazioni, le autorità non si sono adoperate per comprendere il significato della posa del simbolo sacro in un punto specifico in un campo sopra il bosco. Pensiamo che qualcuno ci abbia voluto indicare la soluzione di un nuovo enigma:  temiamo il ritrovamento di corpi che aspettano una cristiana sepoltura e anche di essere identificati”.

“Cernaieto negli anni è diventato un piccolo sacrario, simbolo di pacificazione per le nostre terre -conclude Filippi – Oggi, dopo settantuno anni dalla fine della guerra, possiamo dire che la croce di Cernaieto, con la sua silenziosa testimonianza e grazie all’impegno di tanti volontari, ha vinto la sua battaglia di pacificazione. Cernaieto ha contribuito a far accettare una parte della nostra storia non volutamente raccontata. Per questo abbiamo il dovere di continuare senza timori lungo la strada della verità”.

Dopo la manifestazione è previsto un conviviale al ristorante da Notari a Trinità.

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