Truffe telefoniche e falsi contratti
a raffica: presa banda nella Bassa

16/5/2016 – Ormai tutti noi siamo costretti a uno slalom quotidiano tra martellanti richieste telefoniche, truffatori in agguato a ogni cantone, venditori di contratti veri o fasulli, ladri d’identità, saccheggiatori di conti correnti e postulanti di ogni genere . Ogni giorno qualcuno s’inventa qualcosa di nuovo approfittando della deregulation che investe ogni settore e del fatto, ancora più grave,  che né siti internet di vendite e aste, nè grandi compagnie telefoniche, né fornitori o multiutility vengano chiamati a rispondere,  nonostante costituiscano le “autostrade” su cui corrono truffe, raggiri e malviventi.

Fra i tanti casi che si registrano nel reggiano, questo “format” scoperto dai carabinieri di Guastalla appare particolarmente insidioso: contratti telefonici con costi addebitati a persone ignare di tutto. I militari hanno denunciato un operaio di Gualtieri regista delle truffe, e due suoi sodali.

Grazie alla complicità di un corriere e di un ex responsabile di una società telefonica, l’operaio  stipulava contratti con varie compagnie telefoniche addebitandone i costi a terze ed ignare persone. In questo modo otteneva dai gestori di telefonia mobile forniture di servizi telefonici e oggetti tecnologici quali cellulari, smartphone, tablet e chiavette usb che poi venivano anche rivenduti ad altre persone. Naturalmente i costi del traffico venivano addebitati agli ignari intestatari del contratto.

A scoprire la maxi truffa i Carabinieri della Stazione di Guastalla che con l’accusa di concorso in truffa aggravata e falsità in scrittura privata hanno denunciato un operaio 50enne di Gualtieri, un 50enne corriere di Guastalla e un 60enne di Trento ex responsabile di una società telefonica. Una quindicina le vittime, tra le province Parma, Modena, Reggio Emilia e Bologna, finite nella rete del terzetto: ma gli investigatori sospettano che possano essere molte di più.

Agli inizi dello scorso anno un’imprenditrice reggiana si è vista addebitare sul proprio conto in banca fatture di un gestore telefonico per un totale di circa 3 mila euro relativi al traffico di 4 utenze ed alla fornitura di 4 smartphone e relative sim card, merce mai ricevuta. La donna si è rivolta ai Carabinieri denunciando l’accaduto. Le indagini dei militari della Stazione di Guastalla hanno quindi portato al truffatore di Gualtieri: Il corriere finito nei guai provvedeva a a consegnargli le apparecchiature telefoniche. e  il trentino ex responsabile di una società telefonica aiutava il reggiano a stipulare i falsi contratti.

Nel corso delle indagini sono venute alla luce altre 13 truffe compiute con lo stesso modus operandi nei confronti di altri imprenditori emiliani.

E’ stata fruttuosa la perquisizione ordinata dalla Procura di Reggio in casa dell’operaio di Gualtieri: oltre a materiale tecnologico, sono state sequestrate due chiavette usb (recuperate nonostante l’uomo avesse tentato di sbarazzarsene, gettandole nel water) contenenti documentazione considerata importante: copie di contratti, anche  in bianco, contratti sottoscritti da persone residenti anche in altre regioni, copie di documenti di varie persone, timbri e visure camerali di aziende.

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Una risposta a 1

  1. nadia Rispondi

    16/05/2016 alle 22:12

    Anch’io mi sono trovata in simile raggiro l’anno scorso, ho esposto denuncia in questura contro ignoti e la compagnia telefonica era Vodafone. Bruttissima esperienza che mi sono portata sul groppone per parecchi mesi. Finalmente una buona notizia, li hanno presi.

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