“Quattro anni dopo il sisma, la ricostruzione è praticamente ferma.Quello che resta è la rassegnazione allo sfacelo

di Gianluca Nicolini *

20/5/2016 – Come era ovvio oggi giornali e televisioni locali hanno celebrato la ricostruzione post sisma 2012. Benché la data più significativa resti il 29 maggio, giorno in cui la crisi sismica raggiunse il suo apice, resta il fatto che dopo 4 anni la ricostruzione è praticamente ferma, a Correggio come altrove.
I soldi non ci sono e quei pochi vengono distribuiti dalle Regioni colpite con il contagocce. Non si conoscono i reali tempi del recupero del patrimonio storico della bassa….
Città come Mirandola e Finale, Cento, aspetteranno forse un ventennio prima di riavere i luoghi della memoria storica e artistica pienamente fruibili. Le pratiche per la ricostruzione pubbliche e private sono lunghe, farraginose, inutili, terreno di gioco per professori universitari che non hanno mai lavorato un sol giorno nella loro vita e ora possono dilettarsi sui progetti altrui.
Nonostante vi fosse lavoro per decenni,  la burocrazia è riuscita a far fallire le imprese edili del cratere senza impedire il dilagare del malcostume di chi è piombato da fuori a banchettare sul cadavere.
Finiti i concertoni di solidarietà e gli sforzi della prima fase quello che resta di questo sisma è la totale rassegnazione allo sfacelo. Cosa importa ai giovani “cittadini del mondo” di queste terre, senza arte ne parte, se il loro territorio non avrà più le sue chiese, rocche e palazzi storici, ricchi di opere d’arte….niente.
Son certo, alla fine emergerà che il terremoto non ha distrutto tanto gli edifici quanto lo spirito già precario di molti.

*coordinatore provinciale di Forza Italia

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