Stu Reggiane, soldi per bonificare e rifare piazzale Europa
Quali veleni lì sotto?

25/5/2016 – Quali veleni sono sepolti sotto piazzale Europa? E’ una delle domande che sorgono spontanee ( la più urgente, perché riguarda la salute dei cittadini) dopo l’approvazione in consiglio comunale, con un voto contrastato che ha registrato defezioni anche nella maggioranza, del secondo  accordo integrativo tra Comune di Reggio Emilia e la società Iren Rinnovabili guidata dal potente avvocato Ettore Rocchi,  riguardanti gli interventi della STU   per il recupero dell’area ex Reggiane, sulla base di una previsione di investimenti (per ora teorici) di oltre 31 milioni. Elementi portanti: il trasferimento alla STU -controllata dal Comune col 30% di Iren Rinnovabili – dei contributi che il comune stesso ha ricevuto e riceverà dagli enti finanziatori; e un aumento di capitale da 12 milioni 950 mila euro.

La finalità che fa da sfondo alla delibera è la realizzazione per tappe del  Parco Innovazione in quello che è stato il cuore industriale di Reggio Emilia per quasi tutto il Novecento, e su cui oggi è sorto con le risorse regionali un piccolo Tecnopolo.

Tuttavia la nebulosità della delibera – non vi è certezza neppure sull’acquisizione della proprietà degli immobili ora in capo all’Immobiliare Fantuzzi – ha spinto le opposizioni a votare contro. Ma non hanno partecipato al voto neppure il consigliere Pd Scarpino  (che ha chiesto inutilmente un parere di merito alla segretaria generale Iovinella) e la consigliera di Sel Lucia Lusenti.

Dunque maggioranza in sofferenza per una delibera come minimo problematica, ma anche per certi malumori suscitati  dal peso crescente assunto da Iren Rinnovabili e in particolare dall’avvocato Rocchi rispetto ai progetti del Comune di Reggio e alle decisioni del sindaco Vecchi .

E fra i tanti aspetti problematici, spicca proprio  l’intervento su piazzale Europa. Lo ha sollevato in consiglio il consigliere di Forza Italia Claudio Bassi, peraltro senza ricevere risposta.

In sostanza, si prevede il rifacimento di piazzale Europa come “porta d’ingresso” delle ex-Reggiane. “Ma per quale ragione – ha chiesto Bassi – visto che il  piazzale-parcheggio è stato realizzato pochi anni fa? Evidentemente l’amministrazione ha le idee confuse”.

Già, perchè spendere inutilmente dei quattrini (la cui disponibilità peraltri, non è affatto certa)?. La risposta forse è contenuta  nell’appalto assegnato l’agosto scorso a Unieco Ambiente con procedura di “somma urgenza” per la bonifica di 70 mila metri quadrati di terreno contaminato nell’area ex Reggiane, compresa la rimozione dell’amianto e altri materiali inquinanti (ad esempio inquinate da metalli, vernici etc) nonché cisterne e depositi: costo complessivo  2 milioni 948 mila euro. Tutavia tale somma é in buona parte destinata a essere spesa fuori dal perimetro delle ex-Reggiane: 948 mila euro per la bonifica di viale Ramazzini e e 747 mila per la bonifica di piazzale Europa.

L'area ex Reggiane e il parcheggio di piazzale Europa

L’area ex Reggiane e il parcheggio di piazzale Europa

Ne consegue che se piazzale Europa deve essere bonificato, quindi buttato all’aria per decorticare il terreno sottostante, giocoforza dovrà essere ricostruito. Non si scappa.

A questo punto sorge legittima un’altra domanda a più facce: perchè non si è proceduto alla bonifica quando furono realizzati il sottopasso ciclopedonale (ora destinato a essere chiuso e riempito)  e il piazzale-parcheggio? Qualcuno è intervenuto d’autorità? E quali veleni sono sepolti sotto piazzale Europa, senza che i cittadini siano adeguatamente informati? Esistono situazioni di potenziale pericolo?

In attesa di chiarimenti adeguati, le opposizioni rilevano che sono  molti i punti della delibera Stu Reggiane “che non tornano”. “Abbiamo chiesto il rinvio della delibera e un passaggio in Commissione per una discussione esauriente, ma è stato inutile  – ha scritto la consigliera 5 Stelle Alessandra Guatteri – Riteniamo che non sia responsabile nei confronti della città votare su un’operazione da circa 31,26 milioni di euro che utilizza un finanziamento pubblico per 12,95 milioni di euro,  senza avere la piena consapevolezza di quanto sta succedendo, e  soprattutto senza avere la certezza di poter divenire  proprietari degli immobili  su cui si sta già lavorando”.

Il Tecnopolo dell'area ex Reggiane

Il Tecnopolo dell’area ex Reggiane

Aggiunge Guatteri: “Gli immobili  dovevano essere conferiti alla Stu da Iren Rinnovabili,  che invece adesso conferisce soldi. Nella documentazione si parla esplicitamente di esproprio, segno del fatto che la situazione finanziaria del proprietario (Fantuzzi Immobiliare) è tale che l’acquisto non è possibile. Il piano economico è sostanzialmente cambiato e il suo equilibrio è determinato dal fatto che si riescano effettivamente a vendere o affittare gli spazi. Ma come si fa a vendere qualcosa di cui non si ha la proprietà?”.

E infatti “nella delibera si chiede esplicitamente ai Consiglieri di prendere atto della mancata acquisizione della proprietà degli immobili in periodo antecedente alla fusione tra Innoplace (societa-veicolo di Iren Rinnovabili, ndr.9)  e Stu Reggiane. Questo perché nel 2014 ci avevano raccontato che la fusione ci sarebbe stata solo dopo l’acquisto degli immobili da parte di Iren Rinnovabili. Evidentemente si sono accorti che ciò non era possibile”.

Non solo: “Vorremmo anche  avere l’atto sulla base del quale stiamo operando nell’area ex Reggiane, senza averne la proprietà:  Il famoso contratto di rent to buy che però pare non porterà a un acquisto,  ma a un esproprio. Vorremmo anche  capire meglio come sono regolati i rapporti tra STU/Comune/Iren Rinnovabili e Fantuzzi Immobiliare in considerazione della complicata situazione che si è  creata. È evidente – conclude la consigliera –  che ci troviamo di fronte a un’operazione che ha ancora molti punti oscuri, che devono essere chiariti, per il bene della città.

L’OPERAZIONE STU REGGIANE: IL COMUNICATO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

23-5-2016 – “La Società di trasformazione urbana (Stu) Reggiane spa consolida e sviluppa il proprio assetto in coincidenza con l’entrata nel vivo degli interventi di riqualificazione dell’area industriale dismessa (Capannoni 18 e 17) destinata al nuovo Parco Innovazione di Reggio Emilia, e di piazzale Europa quale spazio di accesso al Parco e nuova piazza del quartiere Santa Croce.

Il Consiglio comunale ha infatti approvato nella seduta di lunedì – con 17 voti favorevoli (Pd) e 12 contrari (Forza Italia, Grande Reggio-Alleanza civica, Lista civica Magenta-Alleanza civica, Lega Nord, Movimento 5 Stelle) – la delibera sul secondo atto di Accordo integrativo tra Comune di Reggio Emilia e Iren Rinnovabili spa, capofila di società con vocazione a progetti di innovazione tecnologica. L’accordo precisa e rafforza il ruolo e l’operatività della Stu Reggiane, di cui Iren Rinnovabili è socia insieme con il Comune, nell’attuazione del Programma di rigenerazione urbana (Pru) dell’area delle ex officine Reggiane.

Ex Reggiane

Si tratta del principale investimento dell’attuale Amministrazione – ha detto l’assessore a Bilancio, Patrimonio e Società partecipate Francesco Notari, che ha presentato la delibera – Attraverso la Stu Reggiane, si mettono in campo risorse pubbliche e private per circa 35 milioni di euro. Dalla felice intuizione della precedente Amministrazione, che pensò ad un intervento di riqualificazione di alto livello in un’area nevralgica della città, si è passati ora alla fase della sua concreta realizzazione.

Alcune opere, soprattutto relative alla bonifiche e alla messa in sicurezza dell’area – ha spiegato Notari – sono pressoché ultimate, altre sono state avviate e a breve si entrerà nel vivo dell’intervento con la riqualificazione dei due Capannoni, 17 e 18, al fine di realizzare laboratori, centri di ricerca e luoghi adeguatamente pensati ed attrezzati, in cui declinare davvero i concetti, spesso abusati e mal adoperati, di trasferimento tecnologico, contaminazione, economia della conoscenza e ricerca industriale.

Si tratta – ha concluso l’assessore – di un intervento che coniuga la rigenerazione urbana con lo sviluppo economico ed un esempio di virtuosa collaborazione fra pubblico e privato”.

La delibera odierna è un atto con contenuti principalmente tecnici.

Essa fa seguito a due precedenti accordi fra gli attuali soci della Stu, denominati rispettivamente “Atto di accordo” e “Atto di accordo integrativo”. Rispetto alle precedenti intese, l’accordo approvato, denominato “Secondo atto di accordo integrativo”, prende atto di una serie di eventi che sono già avvenuti tra cui:

– la fusione tra Stu Reggiane e Innoplace, il veicolo societario emanazione di Iren Rinnovabili creato per gestire tale operazione;

– la stipula della convenzione tra Comune di Reggio Emilia e ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), necessaria per regolamentare i contributi assegnati a Reggio Emilia attraverso il Piano nazionale Città (10,9 milioni di euro);

– la modifica della delibera di Documento unico di programmazione (Dup) della Regione Emilia-Romagna, con la definizione delle modalità di erogazione del contributo regionale di circa 2 milioni di euro per il progetto sulle Reggiane;

– la ricapitalizzazione avvenuta da parte di Iren Rinnovabili per 2,2 milioni di euro.

In tale contesto, l’accordo approvato quest’oggi definisce e regola in modo più dettagliato alcuni aspetti che Comune e Iren Rinnovabili avevano volutamente lasciato in sospeso al fine di valutare le soluzioni tecnicamente e finanziariamente più convenienti, in considerazione non solo della normativa vigente, ma anche dei vincoli imposti dalla convenzione con il Mit e delle modifiche intervenute nella deliberazione della Regione Emilia-Romagna.

In particolare, la delibera autorizza il trasferimento alla Stu delle somme che il Comune, beneficiario dei contributi degli Enti finanziatori, ha ricevuto e riceverà e ne precisa le modalità tecniche di attribuzione. Di fronte alle due soluzioni possibili, si è optato di immettere tali risorse dal Comune direttamente nel capitale della Stu, per tre motivi:

  1. Con l’operazione di conferimento dei contributi ricevuti al capitale di Stu, le somme ricevute dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e dalla Regione rimangano ascrivibili al Comune di Reggio Emilia, quale sua quota di capitale all’interno della Stu, che è braccio operativo del Comune nella realizzazione del Programma di rigenerazione;

  2. L’operazione consente una capitalizzazione idonea, che attribuisce alla società un miglior rating creditizio nei rapporti con il sistema bancario, funzionale alla acquisizione, alle migliori condizioni, degli strumenti finanziari necessari per la conduzione dell’intervento nelle sue fasi iniziali. In proposito, la stessa Stu ha pubblicato di recente un Bando, al fine di individuare l’istituto bancario che offra le migliori condizioni di credito per il finanziamento delle operazioni.

  3. Il conferimento, infine, non altera gli equilibri né in termini di peso azionario, né in termini di percentuale di partecipazione societaria e di conferimenti rispetto a quanto definito dagli atti di accordo precedenti in relazione alle forme di partecipazione da parte di Iren Rinnovabili che resta socia di Stu al 30%.

  4. AUMENTO DI CAPITALE DI 12 MILIONI 950 MILA  EURO

L’accordo inoltre consente di:

– definire meglio i rapporti tra Comune e Stu, con particolare riguardo alle garanzie in favore del Comune per l’effettivo rispetto dei vincoli inerenti l’utilizzo dei finanziamenti;

– prevedere l’adeguamento della convenzione tra Stu e Comune al nuovo assetto societario della Stu (società a capitale misto), definendo gli elementi di dettaglio che sono resi necessari dal venir meno del controllo analogo;

– definire il percorso per le periodiche sottoscrizioni di un unico aumento di capitale iniziale per 12.950.000 euro, relazionate alle singole erogazioni da parte del Mit o della Regione.

In altri termini, il Comune erogherà gli acconti ricevuti per le opere sulla base dei singoli contratti di appalto aggiudicati da Stu, dopo aver ricevuto adeguate garanzie fidejussorie dagli appaltatori. In seguito, Stu dovrà rendicontare al Comune sui vari stati d’avanzamento dei lavori previsti e così il Comune provvederà alla richiesta agli Enti degli ulteriori contributi e, in seguito al ricevimento dei fondi, ad erogarli alla Stu stessa, la quale potrà così pagare i propri appaltatori.

L’erogazione del Comune avverrà entro i prossimi tre anni a liberazione dell’aumento di capitale scindibile sottoscritto. Tale meccanismo di versamento dilazionato della quota di capitale consente di non anticipare denaro alla Stu o alle ditte che si aggiudicheranno gli appalti, senza che i lavori siano stati eseguiti.

Infine, la delibera presenta, in allegato il Piano economico finanziario aggiornato di Stu, approvato dagli amministratori della stessa, che tiene conto sia della scelta effettuata di conferire denaro a capitale, sia degli eventi occorsi rispetto al precedente piano. Pur con tutte le ineliminabili incertezze tipiche di ogni piano futuro, il Business plan indica nel dettaglio le risorse finanziarie necessarie per ciascun intervento, i tempi di attribuzione delle risorse da parte degli Enti finanziatori per il tramite del Comune, le modalità di ricorso a finanziamenti bancari, la dinamica degli acconti con le imprese interessate all’acquisto degli spazi nel Parco dell’Innovazione, i costi di funzionamento della Società ed ogni altro dettaglio ragionevolmente prevedibile.

PERDITA CONTABILE NEL 2018

Il Piano economico finanziario, pur mostrando una perdita contabile nell’anno 2018 esclusivamente dovuta alla restituzione al Comune delle opere pubbliche realizzate da Stu in piazzale Europa e in viale Ramazzini, mostra bilanci in sostanziale pareggio e una situazione finanziaria che diventerà, nel corso degli anni, sempre più positiva, fino a raggiungere livelli di disponibilità liquide di diversi milioni di euro.

La realizzazione del Piano consentirà, quindi, di pensare ad ulteriori interventi di riqualificazione relativi ad altri Capannoni al fine di avanzare nel recupero di un’area molto estesa, in cui non mancano certo i problemi e che impegnerà la città e l’Amministrazione ancora per molti anni.

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2 risposte a Stu Reggiane, soldi per bonificare e rifare piazzale Europa
Quali veleni lì sotto?

  1. armando Rispondi

    27/05/2016 alle 21:50

    Quanto fumo !!! Bruciando sempre i nostri soldi. Ma perche’ spendere milioni a recuperare capannoni fatiscenti che non serviranno a nessuno.
    Io ci farei un parco e basta ! questa sarebbe la vera “innovazione”

    • GHIELMI Rispondi

      10/09/2018 alle 14:54

      MA PARTE CHE SE NON SA I COSTI PER FARE UN PARCO CHE POI RESTA ABBANDONATO E PIENO DI GENTE SENZA FISSA DIMORA E NON VOGLIO AGGIUNGERE ALTRO I PARCHI SONO SEDE DI SPACCIO E ALTRO. RIMETTERE ATTIVITA IN CENTRO A REGGIO VICINO A UNA STAZIONE SIA NON SOLO UN VANTO MA UNA GRANDE UTILITA PER TUTTI, IO ANDRO A LAVORARE AL TECNOPO FACENDO PIU DI 20 km da dove lavoro ora ma sfruttero uan line ferroviaria esistente, VALUTI LE VARI OPPURTUNITA NON PENSI SOLO AL VERDE reggio ci sara forse il parco al campovolo se lo finiranno, sperando quello non costi troppo ma se i soldi li mettono aziende OK SONO LE SOLUZIONI MIGLIORI.

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