Profughi, dopo la rivolta della pasta arriva il cuoco pakistano
E la Lega Nord manifesta davanti al consorzio Romero

3/5/2016 – Si infiamma la polemica politica sulla “rivolta della pasta scotta”. I richiedenti asilo pakistani (gestiti a Reggio Emilia dalla cooperativa Dimora d’Abramo, in attesa che venga definita la loro posizione) che hanno inscenato una protesta per il vitto davanti alla Questura di Reggio Emilia, hanno ottenuto un cuoco della loro nazionalità e anche un meno alternativo, che d’ora in poi sarà preparato a parte alla mensa Locomotore di via Eritrea, dove i pakistani mangiano a spese dello Stato (e dove peraltro  la qualità del cibo è sempre stata dignitosa).

“Siamo sicuri della bontà del nostro menu – ha detto al Carlino Reggio Paolo Masetti, uno dei gestori del ristorante self service – facciamo veramente il massimo, e siamo molto attenti al loro credo religioso e alle loro abitudini, oltre che alla varietà dei piatti. Naturalmente siamo pronti a cambiare qualcosa se necessario: stiamo parlando con uno chef che conosce i piatti pakistani e africani: se sarà possibile sarà direttamente lui a prepararli. E stiamo valutando, insieme ai responsabili della Dimora d’Abramo, di inserire nel menu una volta alla settimana un piatto unico come piace a loro”.

Letta sul giornale la notizia dello chef pakistano,  la Lega Nord è insorta parlando di uno “schiaffo ai cittadini reggiani che devono affrontare la crisi in silenzio”,  e ha subito annuncito una manifestazione per sabato 14 maggio davanti alla sede del consorzio Oscar Romero, di cui fa parte la Dimora d’Abramo. A questa reazione probabilmente non è estranea la presa di posizione del direttore di Confcooperative Reggio, Giovanni Teneggi, che ha accusato i critici di “razzismo” e ha definito “indegna di Reggio” la polemica sulla protesta dei pakistani.

Ha scritto questa mattina Matteo Melato, commissario della Lega Nord di Reggio Emilia: “La notizia la concessione di un cuoco pakistano e l’istituzione di un menu alternativo per i finti profughi che hanno inscenato una protesta in Questura e che ha sollevato lo sdegno di tanti cittadini anche di origine extracomunitaria, risulta essere uno schiaffo a tutti i cittadini reggiani che devono affrontare la crisi in silenzio dato che lo Stato italiano per loro non prevede nulla.

Persone che in teoria scappano dalla guerra non dovrebbero avere di questi problemi anzi, dovrebbero ringraziare il Paese che li ospita aggiunge –  Questa situazione insegna che per le istituzioni italiane ci sono persone di serie A e persone di serie B dove, purtroppo, quelli di serie B sono i reggiani o gli italiani in particolare.

La Lega Nord chiede di verificare al più presto lo status di queste persone; quando avranno riscontrato che sono finti profughi chiediamo l’espulsione immediata”.

“Per manifestare lo sdegno di tutta la cittadinanza” verso questo vicenda la Lega Nord effettuerà un presidio di protesta sabato 14 maggio davanti la sede del Consorzio Oscar Romero, di cui fa parte la Dimora D’Abramo, luogo simbolo del sistema di accoglimento messo in piedi dalla sinistra”.

Nell’occasione la Lega Nord chiederà “lo stop immediato all’accoglimento di nuovi immigrati sul territorio reggiano, l’accelerazione immediata della verifica dello status di tutti i finti profughi e  la loro immediata espulsione.”

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3 risposte a Profughi, dopo la rivolta della pasta arriva il cuoco pakistano
E la Lega Nord manifesta davanti al consorzio Romero

  1. Premonizione Rispondi

    03/05/2016 alle 10:57

    L’avevo scritto 🙂
    Forse, non avendone di loro, hanno rubato l’idea..

  2. carlo Rispondi

    03/05/2016 alle 18:22

    Non esageriamo. E’ giusto un cuoco loro che consiglia i nostri. Lo facciamo anche noi quando andiamo all’estero. Anzi coinvolgerei in cucina anche altri extracomunitari e gente in difficoltà che chiedono un piatto.
    Carlo Baldi

    • Pierluigi Rispondi

      03/05/2016 alle 21:38

      Va bene, però almeno che sia stellato…

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