“Processo staliniano” a Cadelbosco: vietata la parola in consiglio a Dea Minerva

31/5/2016 – L’associazione Dea Minerva non potrà prendere la parola, per spiegare le proprie finalità, nella seduta del consiglio comunale di Cadelbosco Sopra in programma questa sera, martedì 31. Lo ha comunicato in mattinata il segretario generale del Comune alla presidente Letizia Iori, che aveva chiesto con una lettera di poter parlare nella riunione in cui verrà discusso l’ordine del giorno del centro sinistra sulla “difesa della libertà e dell’antifascismo”, in realtà una pesante condanna – al limite dell’intimidazione – delle iniziative “revisioniste” (parola nobile, ma che fa obbrobrio alla parte della sinistra egemone a Reggio) di Dea Minerva.

Nella lettera, il segretario generale del Comune, spiega che a norma di legge i cittadini possono assistere al consiglio comunale , ma non intervenire e anzi devono “astenersi da ogni manifestazione di assenso o dissenso dalle opinioni espresse dai Consiglieri o dalle decisioni adottate dal Consiglio“. Fanno eccezione le “adunanze aperte” che hanno carattere straordinario e nelle quali gli invitati (associazioni, partiti, sindacati, organi della partecizioni, parlamentari, consiglieri regionali etc) possono esprimere le loro opinioni.

Conclude il segretario: “La seduta convocata per il 31 maggio p.v. è pubblica (in quanto può assistervi chiunque vi abbia interesse) ma non è “aperta”, per cui, nel corso dell’adunanza, i  rappresentanti di associazioni non possono intervenire per esprimere le proprie opinioni”.

E’ già qualcosa che sia arrivata una risposta scritta, il cui contenuto peraltro era prevedibile.

Resta il fatto che in consiglio comunale si parlerà di Dea Minerva con termini molto pesanti, mentre l’associazione non potrà spiegare cos’è e cosa fa realmente. L’ordine del giorno del Pd ha bollato l’associazione di Letizia Iori alla stregua di un “manipolo di fascisti e nostalgici”, che si è macchiata di rigurgiti revisionisti, naturalmente imperdonabili e assimilabili persino al fascismo. Tutto per aver promosso la proiezione del film sulla strage di Codevigo, la presentazione del libro Donna Rechele mia nonna, con l’intervento di Edda Negri Mussolini, e del volume  sugli ultimi mesi della Rsi a Reggio Emilia -dal gennaio 1945 sino alla fine della guerra – con l’intervento dell’autore Luca Tadolini, di Mirco Carrattieri di Istoreco e del direttore dell’Avanti! on line Mauro Del Bue.

A questo punto, al presidente del consiglio comunale non resta altro che convocare un’adunanza aperta, in cui possano intervenire l’associazione Dea Minerva e altre voci. E il Pd, vista la situazione, farebbe bene a ritirare il suo ordine del giorno.

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Una risposta a 1

  1. alberto Rispondi

    31/05/2016 alle 16:48

    La democrazia delle ZECCHE!!!

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