Pizzarotti-M5S, una rottura che parte dal lontano
Ma in questo modo Grillo perderà Parma

15/5/2016 –  Il telefono di Federico Pizzarotti è rimasto sempre acceso ma la telefonata, il chiarimento con Grillo e Di Maio  non c’è stato. Ora il sindaco di Parma ha disposizione nove giorni per tornare all’interno del Movimento 5 Stelle, dopo la sospensione arrivata via blog, ma la rottura – peraltro evidente da tempo – sembra insanabile.

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Alle sue spalle il giornalista Francesco Alberti

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Alle sue spalle il giornalista Francesco Alberti

E nella città ducale l’addio non coinvolgerebbe solo il primo cittadino ma praticamente tutto il gruppo dirigente pentastellato, tranne una piccola frazione che si è già staccata da Pizzarotti  nelle settimane scorse (i consiglieri comunali Nuzzo e Savani). Pizzarotti è stato sospeso per non aver comunicato per tre mesi di aver ricevuto un avviso di garanzia per le nomine ai vertici del teatro Regio. Avviso che come la si vede ha una matrice politica: la procura di Parma ha aperto un fascicolo un anno fa a seguito di un esposto del senatore Pd Giuseppe Pagliari. E d’altra parte in una situazione fotocopia a Reggio Emilia (la nomina della presidente di Fcr) la procura del Primo Tricolore non ha ritenuto di muovere un dito. Perché a questa disparità di vedute? Ciò conferma che la sospensione è solo il punto d’arrivo di un processo di deterioramento dei rapporti col vertice 5 Stelle in atto da molto tempo, con un punto di non ritorno rintracciabile nel cedimento di Pizzarotti ai voleri del Pd sulle nomine del cda Iren.
Il gruppo di maggioranza del consiglio comunale del Sass, comunque,  ha giurato fedeltà al primo cittadino di Parma. “E’ cambiato il movimento, non noi”, tuona la vicesindaco Nicoletta Paci, grillina della prima ora in Emilia. E Pizzarotti ribadisce: “Non mi ritengo fuori dal Movimento”. “Fra dieci giorni non potrò più usare il simbolo? Non c’è scritto da nessuna parte che deve essermi sottratto – ha replicato Pizzarotti, ospite del Tg di Tv Parma -. Nel Movimento poi ci sono stati tre pesi e due misure: Fucci non ha detto nulla a nessuno e non è stato toccato, Nogarin si è comportato in altro modo e anche in questo caso nessun provvedimento, invece io sono stato sospeso.

Noi a Parma, ripeto, siamo compatti e sono sicuro che non ci sarà una sospensione collettiva perché è il Direttorio che sta sbagliando, che sta tenendo un comportamento irresponsabile”.
“Stiamo valutando come procedere dal punto di vista formale – ha aggiunto -. Difficilmente comunque qualcuno ci potrà ancora chiedere in modo perentorio documenti o atti oltretutto in modo anonimo. In più ad un sindaco che rappresenta una istituzione e dei cittadini. Stiamo comunque valutando come rispondere, anche adducendo che ci sono stati vizi di forma visto che si parla di un regolamento che, a quanto mi risulta, non c’è”.
Nessun passo indietro nemmeno sull’avere taciuto alla città il suo avviso di garanzia di febbraio, anche se ora, finalmente, quell’atto sarà pubblicato. “Attendo il parere del mio legale ma domani, massimo martedì, pubblicheremo tutto, accompagnato dal parere del mio avvocato – ha precisato -. Perché non l’ho fatto prima? Perché ho rispettato l’ordine delle cose. Prima si parla con la Magistratura, poi si valuta se è ammissibile o meno rendere pubblici gli atti. Io non voglio che tutto sia messo in piazza e che alla fine non si capisca nulla. Non mi pento di non averlo fatto prima, perché dovevo tutelare anche le altre persone coinvolte e perché, in qualità di indagato, potevo anche non aiutare il regolare svolgimento dell’attività giudiziaria”.
Intanto l’opposizione a Parma va all’attacco. Assemblea unitaria e richiesta di verifica della maggioranza in Consiglio comunale perché, sottolinea Nicola Dall’Olio, capogruppo Pd, “la chiarezza su chi ci governa è essenziale”: “Vogliamo sapere chi ci governa. Se è qualcuno che fa parte di un partito, perché anche i 5 Stelle lo sono, che i cittadini hanno votato o se fa parte di altro”. Pizzarotti però replica: “Non chiederò certo di anticipare un Consiglio comunale, non è l’opposizione a stabilire la mia agenda di lavoro. E poi la guida della città è salda. Il Consiglio è fissato per il 24, è confermato in quella data e non c’è motivo di anticiparlo”. Ma il 24 Pizzarotti rischia già di essere un ex del Movimento 5 stelle.

(pierluigi ghiggini e  ansa.it)

Beppe Grillo alla campagna elettorale di Reggio Emilia

Beppe Grillo alla campagna elettorale di Reggio Emilia

PERCHE’ PIZZAROTTI E’ INDAGATO

Il sindaco di Parma ha ricevuto un avviso di garanzia recapitato al suo indirizzo dalla Procura della Repubblica della città emiliana. L’accusa è abuso d’ufficio e con lui sono finiti nel registro degli indagati l’assessore alla cultura Maria Laura Ferraris e altri tre membri del cda della Fondazione Teatro Regio, Giuseppe Albenzio (oggi non più in carica), Silvio Grimaldeschi e Marco Alberto Valenti.

Nel mirino dei magistrati la nomina di Anna Maria Meo a direttore generale del Teatro Regio e di Barbara Minghetti consulente per sviluppo e progetti speciali. Il fascicolo fu aperto in autunno dalla Procura, dopo alcuni esposti fra cui quello del senatore Pd Giorgio Pagliari. Si mira ad accertare se ci siano state irregolarità nell’iter di nomina arrivata dopo un bando che aveva coinvolto sette candidati e conclusosi senza esito. Il cda del Regio, presieduto da Pizzarotti aveva infatti scelto Meo e Minghetti che però non si erano presentate al bando. I sette candidati emersi dalla selezione della ‘manifestazione di interesse’ con una commissione giudicatrice ad hoc erano stati scartati come non all’altezza del ruolo.

Contro l’iter del cda del Regio di Parma si era già espresso duramente anche uno dei candidati esclusi, Carmelo Di Gennaro, che, in una lettera aperta, aveva attaccato Pizzarotti parlando di “soluzione in barba a quegli ingenui che pensavano di partecipare a un concorso pulito”.

Pizzarotti ha preferito rimanere in silenzio replicando alle accuse solo con un semplice comunicato. “Sono tranquillo perché è un atto dovuto, che rispetto pienamente – ha spiegato -. Era già emerso che ci fossero indagini in corso in ragione degli esposti del senatore Pd Pagliari. Sarà utile per chiarire la vicenda, con la Procura consueto atteggiamento collaborativo. Il mio impegno continua senza esitazione”.

 

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    17/05/2016 alle 14:02

    Sul caso Pizzarotti, credo che sia il piu’ lindo di tutti.

    Con tutti glis candali che si susseguono (ultimo qello coopservice)

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