Misteri di Reggio: dal Mauriziano è sparito
il dito di Ludovico Ariosto (E non è uno scherzo)

DI PIERLUIGI GHIGGINI

20/5/2016 – Sembra una storia del Decamerone, da fare il paio con l’insuperabile quadretto di Frate Cipolla che vende come reliquia la piuma dell’Agnolo Gabrielo. Invece è vera, è tutta vera, ed è seria.

Un piccolo giallo culturale nel cuore degli anfatti reggiani, venuto alla luce nella visita al Mauriziano (che ha colpito per la sua bellezza le autorità e gli ospiti arrivati da tutta Italia) avvenuta ieri pomeriggio a coronamento della giornata di studio sull’Orlando Furioso.

Ludovico Ariosto, ritratto di Tiziano

Ludovico Ariosto, ritratto di Tiziano

Per dirla in breve, è sparito il dito di Ludovico Ariosto. E non è una bufala di lercio.it: ancora una volta la realtà supera la fantasia.

La sacra reliquia laica, sino a dieci anni fa, era conservata in una teca all’interno del Mauriziano, maora non c’è più. Da quando è stato spostato l’intero archivio del filosofo Antonio Banfi, non si trova più. O meglio, non è chiaro dove sia finita.

Il dito del sommo autore dell’Orlando Furioso (non sappiamo se mignolo o anulare, se destro o sinistro) era stato donato in altri tempi a Reggio Emilia dalla città di Ferrara quando avvenne  la traslazione dei resti del poeta. Era, appunto, conservato al Mauriziano in una delle sale che videro l’Ariosto fanciullo: è stata spostata anni fa, ma dov’è finita? E’ lecito sperare che non sia finito nel rusco su iniziativa di qualche donna delle pulizie troppo zelante.

Del dito scomparso dell’Ariosto si è parlato durante la visita guidata di ieri, e la cosa ha suscitato curiosità e qualche comprensibile sconcerto. Una professoressa bene informata ha ipotizzato che possa trovarsi nei depositi dei Civici Musei (nei quali del resto giacciono autentici tesori, come le sepolture di Remedello) però la cosa non è affatto  certa..

Una sala del Mauriziano dov'era conservato il dito di Ludovico Ariosto

Una sala del Mauriziano dov’era conservato il dito di Ludovico Ariosto

Da oggi dunque si apre la caccia al dito dell’Ariosto, e non per gusto del macabro, che pure va per la maggiore. Perché se è vero che “orma di Dante non si cancella” (come scrisse Roccatagliata Ceccardi), che dire del valore simbolico e culturale di quel polpastrello che strinse la penna con cui Ludovico Ariosto scrisse l’Orlando Furioso? Sempre che non sia diventato trippa per gatti. Speriamo bene.

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2 risposte a Misteri di Reggio: dal Mauriziano è sparito
il dito di Ludovico Ariosto (E non è uno scherzo)

  1. carlo Rispondi

    21/05/2016 alle 11:02

    Si,è stata data questa informazione dalla guida nella visita di Giovedì in occasione dell’evento organizzato da FarStudium Regiense per il 5° centenario della pubblicazione dell’Orlando Furioso Spero che il reperto venga messo alla luce insieme ad un ulteriore valorizzazione del più grande poeta del’500 italiano e perdipiù in gran parte reggiano.
    L’evento anche a Firenze è stato di notevole successo con relazioni dei migliori accademici italiani,
    Carlo Baldi

  2. Diego Rispondi

    27/05/2020 alle 02:05

    Io sono riuscito a vederlo circa 40 anni fa’nella sua casa a Ferrara.

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