L’ultimo bilancio di Coop Nordest: la svalutazione delle partecipazioni genera una perdita di 54 milioni
Ai minimi storici i debiti con le banche

30/5/2016 – I soci reggiani di Coop Nordest hanno approvato sabato, nell’assemblea al centro Malaguzzi, l’ultimo bilancio della storica cooperativa reggiana di consumatori, che dal primo gennaio si è unificata con Coop Adriatica e Coop Estense dando vita a Alleanza 3.0. Un sì quasi all’unanimità: un voto contrario su 470 presenti.

Il bilancio si è chiuso con una perdita di 54 milioni 888 mila 788 euro, rispetto a un utile netto di 3 milioni 72 mila 995 conseguito nel 2014 (la perdita del bilancio consolidato è inferiore: 51 milioni). Ciò ha comportato la riduzione del patrimonio della cooperativa da 799 milioni 666 mila 995 euro a  745 milioni 888 mila 788   euro, che comunque rimane cospicuo  e permette di garantire ampiamente il prestito sociale: il totale del valore dei titoli in portafoglio ammontava a fine 2015 a 430 milioni di euro, investiti per il 45% in mezzi liquidi e a breve termine, secondo una logica di gestione prudenziale.

La perdita si spiega soprattutto con la svalutazione di alcune controllate e collegate (la sola immobiliare Aurora ha accusato una perdita di oltre 24 milioni di euro), con gli oltre  dieci milioni spesi per l’acquisizione di 11  punti vendita delle Cooperative Operaie di Trieste, Istria e Friuli finite in concordato preventivo, e anche con l’andamento degli incassi da vendite,che  nel complesso aumentano grazie alle nuove aperture e alla tenuta dei clienti (+0,68% nell’anno),  ma accusano una riduzione dello scontrino medio a seguito non solo della minore capacità di spesa delle famiglie. ma anche della politica di taglio permanente dei prezzi su un ampio paniere di prodotti decisa  da Coop Nordest come strategia di tenuta sul mercato.

PRESTITO SOCIALE: RESTITUITI 75 MILIONI. AI MINIMI L’INDEBITAMENTO CON LE BANCHE

Sul risultato di bilancio ha pesato anche la riduzione del prestito sociale che a fine dicembre ammontava a 1 miliardo 368 milioni 819 mila 990  euro  rispetto a 1 miliardo 444 milioni 611 mila 457 euro. Ciò significa che la cooperativa ha rimborsato alle famiglie, che hanno dato fondo ai risparmi per fronteggiare la crisi, oltre 75 milioni di euro, e con risorse proprie.

L’indebitamento bancario, infatti, continua a essere molto basso, ed è ancora calato: 15 milioni  250 mila euro a fine 2015, rispetto ai  19 milioni 250 mila di un anno prima. E? il livello di gran lunga migliore fra le tre cooperative che hanno dato vita a Alleanza 3.0.

si può dire che, se la redditività è insoddisfacente per questo insieme di fattori, Nordest è arrivata alla fusione con una solidità patrimoniale indiscutibile, dopo aver superato gli anni difficili delle disavventure finanziarie e dei derivati che nel 2008-2009 generarono perdite per centinaia di milioni, e portarono allo scorporo del patrimonio edilizio in Immobiliare Nordest.

SUPERFICIE DI VENDITA CRESCIUTA DEL 10%. LUCI E OMBRE NELLE VENDITE

Nel complesso la superficie totale di totale di vendita di Nordest aveva raggiunto a fine dicembre i 117 mila 130 metri quadrati, con un  aumento di 17. 525 mq quasi 10%.

In proposito, la relazione al bilancio rileva che “nel 2015 le vendite sono pari ad euro 904.261 mila e rispetto a quelle dell’esercizio precedente evidenziano un incremento di oltre euro 23.204 mila, ma questo risultato è il frutto di diversi fattori con segni anche opposti.  L’andamento delle vendite dell’esercizio, a rete omogenea, è stato nel canale ipermercati inferiore all’anno precedente del 4,60% (rispetto al preventivo -4,50%) dovuto ad una forte riduzione dello scontrino medio pari al 3,98% e ad una sostanziale tenuta del numero dei clienti (0,65%).

Sempre a rete omogenea, nel canale supermercati le vendite sono calate rispetto all’esercizio precedente dell’1,5% (rispetto al preventivo -1,76%) dovuto ad una riduzione dello scontrino medio dello 0,81% e ad un leggero calo dei clienti (0,70). Questi risultati sono spiegati, in buona parte, dalla manovra di riposizionamento prezzi (“Prezzi bassi sempre”) avviata ad inizio anno”. Mentre stentano ancora a decollare le vendite on line (che aumentano del 27%, ma restano ben al di sotto degli obiettivi di budget)  “permane un andamento ancora particolarmente critico dei consumi alimentari anche se non in flessione e una forte dinamica di nuove aperture sui territori di insediamento della Cooperativa. Mentre,con riferimento ai territori, quello di Reggio Emilia ha registrato un risultato positivo, grazie all’apertura dell’ipermercato di Baragalla, mentre risultano in flessione Piacenza-Parma-Mantova-Brescia, il Veneto Orientale e Occidentale”.

 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *