La morte per parto di Jessica a Guastalla: interrogazione in Regione. “Perché al S. Maria Nuova non si fa l’epidurale?”

18/5/2016 – Il gruppo della  Lega Nord in consiglio regionale  ha indirizzato un’interrogazione alla Giunta sulla morte di Jessica Cerlini, la mamma di 34 anni di Bagnolo in Piano deceduta all’ospedale di Guastalla durante il parto.

Nell’atto ispettivo, si ricostruisce la vicenda e si elencano le norme e le prassi seguite in questo caso, sottolineando come la scelta di partorire all’ospedale di Guastalla fosse stata dettata dalla volontà di avvalersi dell’anestesia epidurale, che consente di ridurre notevolmente i dolori procurati dal parto, e come quell’ospedale sia l’unico in provincia di Reggio Emilia ad eseguire l’anestesia epidurale.

La Lega chiede alla Giunta spiegazioni sul perché all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia non venga effettuata l’analgesia epidurale in fase di travaglio, come avviene nell’ospedale di Guastalla, “in quanto le modalità di sollievo praticate nel capoluogo reggiano non sono altrettanto efficaci”.

L’interrogante chiede, inoltre, se sia prevista l’integrazione dell’analgesia epidurale anche nell’Arcispedale di Reggio Emilia, considerando inappropriato avere l’unico ospedale che pratica quel trattamento in una zona non centrale del territorio reggiano.

La morte è avvenuta giovedì scorso. Il suocero di Jessica, Renzo Tirabassi, ha raccontato che nella notte il figlio Massimiliano gli ha telefonato in lacrime nella notte: “Papà, me la stanno facendo morire”.

Il bambino è stato salvato con un cesareo d’emergenza, ed è stato trasportato a neonatologia del Santa Maria Nuova

«Mio figlio mi ha telefonato e mi ha detto: me la stanno facendo morire». Non è facile per Renzo Tirabassi, suocero di Jessica Cerlini, parlare di quanto accaduto alla nuore nella notte fra mercoledì e ieri. La famiglia si sta dividendo tra Guastalla (dove è rimasta la salma della 34enne) e Reggio Emilia dove – nel reparto di neonatologia dell’ospedale Santa Maria Nuova – è invece ricoverato il neonato, salvato dai medici con un taglio cesareo d’urgenza in quegli attimi convulsi nei quali sua madre ha perso la vita.

«Prima del parto non si era manifestato alcun tipo di problema – spiega Tirabassi – e Jessica si era già recata il giorno prima all’ospedale, ma era stata rimandata a casa in quanto non vi erano le condizioni giuste per procedere con il parto. E poi mercoledì sera invece ero a casa, e a un certo punto mi ha chiamato mio figlio in lacrime dicendomi che stavano facendo morire Jessica».

E’ stato proprio Tirabassi a presentare ai carabinieri un esposto con il quale intende chiedere un’approfondita indagine su quanto avvenuto in sala parto a Guastalla. «Avevano scelto quell’ospedale – racconta – perché in occasione del primo parto Jessica aveva avvertito molto dolore, e voleva un’anestesia epidurale. Ma non hanno fatto in tempo a fargliela. So che il termine per la gravidanza era scaduto da dieci giorni, e che in ospedale hanno tentato di indurle il parto. Poi all’improvviso è stata male».

Jessica gestiva il centro estetico “Beauty Paradise” a Bagnolo e, proprio grazie alla sua attività, era molto conosciuta in paese. Era sposata con Massimiliano Tirabassi, che lavora alla Csa di Mancasale. Insieme avevano avuto il piccolo Alex, che da poco ha compiuto quattro anni. «Lo teniamo qui con noi – conclude il suocero di Jessica – ma continua a chiedere se il suo fratellino è nato. Ovviamente non sa ancora nulla della mamma».

Jessica e Massimiliano Tirabassi il giorno del matrimonio (da Facebook)

Jessica e Massimiliano Tirabassi il giorno del matrimonio (da Facebook)

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