Farmaci letali per Agazzani? Clamorosa ipotesi in una memoria difensiva di Marco Lusetti

10/5/2016 – Qualcuno ha agito volutamente per spingere Alberto Agazzani al suicidio? E’ l’interrogativo intorno al quale ruota la nuova inchiesta aperta dal sostituto procuratore di Reggio Emilia Maria Rita Pantani sulla morte del critico d’arte,  trovato impiccato con due cinture il 16 novembre nella sua abitazione di via Farini a Reggio Emilia. Il perito del pm ha rilevato che il davanzale in legno su cui è caduto il corpo di Agazzani non presentavano nè danni né venture, mentre in un test (con impatto di un peso analogo) lo stesso legno è rimasto scalfito.

Alberto Agazzani alla vernice di una mostra da lui curata

Alberto Agazzani alla vernice di una mostra da lui curata

A sollevare l’ipotesi di un’istigazione al suicidio è stato Marco Lusetti, designato erede universale da Agazzani nell’ultimo dei testamenti ritrovati: lo ha riferito Telereggio in un servizio andato in onda ieri sera. In una memoria difensiva depositato dall’avvocato Erika Romani, l’artista (ex funzionario della Lega Nord, espulso dal movimento, ed ex vicesindaco di Guastalla) sostiene che qualcun altro sarebbe stato interessato alla importante collezioni di quadri di Agazzani, e che per tale ragione avrebbe consigliato farmaci con pesanti effetti collaterali, tra i quali vi sarebbe l’induzione al suicidio. D’altra parte non si può escludere che Agazzani avesse assunto degli alcolici nella giornata conclusa con la sua tragica fine: Agazzani aveva importanti problemi neurologici causati dalla rovinosa caduta in scooter alla rotonda di via Settembrini, nel luglio scorso, ed è noto che alcuni farmaci per tali patologie, quando interagiscono con l’alcol, possono avere effetti devastanti.

Marco Lusetti

Marco Lusetti

Tuttavia non è detto che sia questa la pista seguita dal pm Pantani, che ha ordinato la riesumazione delle ceneri di Agazzani, nel tentativo – assai complesso dal punto di vista scientifico – di individuare possibili sostanze tossiche.

Viaggia su altri binari, invece, il procedimento nel quale Marco Lusetti e Carlo Malvolti sono indagati per la presunta falsificazione dell’ultimo testamento olografo nel quale lo stesso Lusetti è dichiarato erede universale . Secondo la procura sarebbe invece autentico il primo, col quale Agazzani lasciò tutti i beni a Carlo Malvolti.

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3 risposte a Farmaci letali per Agazzani? Clamorosa ipotesi in una memoria difensiva di Marco Lusetti

  1. il cordolo Rispondi

    11/05/2016 alle 20:52

    caro direttore
    il piu’ grande poeta europeo contemporaneo mette da parte
    la propria immaginazione per fare una concreta rivelazione. io sono stato a trovare alberto quando dopo parma venne ricoverato al sm nuova, caro direttore ne ho sentite di cotte e di crude sul conto di alberto post coma. allegro consapevole centrato addirittura provocatorio come prima, io l’ho visto, bene gli ho parlato.
    gli sono stato seduto accanto per quasi mezz’oretta, io e lui da soli. caro direttore la persona con la quale io ho tentato di interloquire non era che il 7 per cento di agazzani alberto da reggio emilia, di fianco avevo una specie di “pupazzo sparlante” che sollecitato rispondeva in modo generico e confuso su tutto e tutti, mi ha accolto con un promettente ve’ chi ghe’ senza poi riconoscermi in alcun modo…….per farla breve caro direttore, agazzani non c’era e anche il ricovero a Correggio per me non ha migliorato la sua condizione. dicono che i matti, come lui era diventato, sono le persone piu’ felici…..allora perché uccidersi……..quindi l’alberto ricco, colto e sopratutto morto a qualcuno faceva comodo in particolare a suoi “cari amici”.

    • Pierluigi Rispondi

      12/05/2016 alle 07:44

      Grazie. Il suo è un contributo alla verità.

  2. Inoltre mi chiedo.. Rispondi

    12/05/2016 alle 09:54

    Date le sue condizioni reali (che facilmente sono verificabili dalle cartelle cliniche e parlando con gli psichiatri e i neurologi che l’hanno tenuto in cura) Alberto
    poteva essere lasciato solo e senza assistenza? Qual’era la REALE AUTONOMIA del compianto Alberto ? ?
    Da cosa e quanto DIPENDEVA da altri ?
    ..
    Le persone che lo assistevano e lo frequentavano dovevano comunque averne ATTENTA ED ESTREMA CURA, io credo.
    INVECE ?
    Spero, in sua memoria, che sia fatta luce su questa tetra e non vorrei squallidissima vicenda.
    COMPLIMENTI AL POETA CHE, TRA TANTI PROCLAMI POCO CREDIBILI SULLO STATO DI SALUTE POST TRAUMA DI ALBERTO, RACCONTA LA VERITA’.

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