Entusiasta Eusebio Di Francesco col Sassuolo a un passo dall’Europa: “Io e i ragazzi meritiamo applausi”.

14/05/2016 – (Carlo Codazzi ) – E’ arrivato tardi Eusebio Di Francesco in sala stampa. Il mister ha dovuto pagare dazio ai festeggiamenti nello spogliatoio neroverde con tanto di doccia fuori programma come lui stesso ha confessato: “Meritiamo tanti applausi io e i ragazzi – ha esordito entusiasta – perché abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Abbiamo gestito bene i momenti topici del match? Sì perché la squadra è maturata, ma non da oggi bensì dall’inizio di campionato.

Giorgio Squinzi euforico dopo il 3-1 rifilato dal Sassuolo all'Inter.

Giorgio Squinzi euforico dopo il 3-1 rifilato dal Sassuolo all’Inter.

Stasera abbiamo anche avuto un pizzico di fortuna – ha sportivamente riconosciuto – che ci siamo meritati per tutto quello che la squadra ha fatto prima. La felicità del patron e della sua famiglia? E’ giustificata perché è affascinante giocare in Europa (finale di Coppa Italia permettendo ndr). Abbiamo sempre fatto meglio in 3 anni di serie A e ora non so cosa potremo fare in più. Se Missiroli può andare in nazionale? Lui vale la nazionale e ha avuto richieste da società importanti nonostante venga da un lungo stop. Comunque, non so se verrà convocato e non mi interessa. Vogliamo tutelare i giovani? Vanno aspettati. Dobbiamo essere più ottimisti verso di loro. Io cerco di tenerli in considerazione perché sono tutti bravi quelli che ho a disposizione. Cerchiamo di valorizzarli. Ho voluto dire questo – si è tolto un sassolino – perché ho letto cose che non mi sono piaciute”.

Di Francesco nella conferenza post Sassuolo-Inter.

Di Francesco nella conferenza post Sassuolo-Inter.

Al mister è stato fatto notare che con Mancini ha vinto sempre ovvero 3 volte su 3, mentre con Mazzarri ha perso 3 volte in 3 confronti. Alla domanda su cosa ha provato a battere Mancini per ben 3 volte, ovvero in tutti i confronti avuti con il tecnico dell’Inter, perdendo però tanti punti con le piccole Di Francesco ha risposto: “Avremmo potuto totalizzare 80 punti e vincere lo scudetto battendo anche le piccole. Ci esprimiamo meglio con le grandi perché fanno la partita e sono più aperte. Avendo attaccanti con meno qualità rispetto alle big e non avendo un uomo da area di rigore quando gli altri si chiudono siamo meno concreti nello sviluppo della manovra. Ma 61 p. sono tanti – ha sottolineato orgoglioso – e io avrei firmato per farne 54”. E’ stato chiesto a Di Francesco di dare un voto alla stagione del Sassuolo e come potenzierebbe la squadra in vista della prossima: ”E’ stata una stagione straordinaria e ripunterei  su giovani di qualità – ha risposto – mantenendo valori e esperienza di questa squadra. Qui c’è l’ambiente ideale per migliorare e crescere se tutti lavoriamo con autostima e umiltà. Bisogna lavorare con grande umiltà e essere sempre disponibili”. In coda alla conferenza stampa del mister ha fatto capolino Nicola Sansone che ha voluto salutare calorosamente il suo tecnico prima di lasciare lo stadio. Lo attende la nazionale. L’ennesimo esempio di come il Sassuolo sia una vera e propria famiglia, ovvero il segreto del successo del club neroverde ad un passo dall’Europa (serve la vittoria della Juve nella finale di Coppa Italia con il Milan ndr). Tanto simpatico è stato il siparietto tra Sansone e Di Francesco quanto è stato inopportuno lo sfogo gioioso di patron Squinzi che è passato in sala stampa, prima dell’arrivo del suo allenatore, per salutare i cronisti alla fine della bella stagione della sua formazione: “Ma chi era quella “squadraccia” che ha giocato contro di noi stasera?” – l’esternazione poco felice del patron, attuale Presidente di Confindustria e notoriamente di fede milanista. Una decisa caduta di stile (non la prima di Giorgio Squinzi nei confronti del club di Thohir che, evidentemente, proprio non gli sta simpatico ndr)  che stride con la serata memorabile per il Sassuolo. (Il resto della conferenza stampa di Eusebio Di Francesco è disponibile sul video pubblicato nella pagina facebook di Reggio Report).

Roberto Mancini perplesso in conferenza stampa dopo il ko col Sassuolo.

Roberto Mancini perplesso in conferenza stampa dopo il ko col Sassuolo.

Roberto Mancini è giunto in sala stampa trafelato e parecchio imbronciato. Conferenza breve quanto l’illusione cullata dall’Inter di poter competere per lo scudetto e la zona Champions. La stagione nerazzurra si è conclusa con un secco ko (nel punteggio, molto meno per ciò che si è visto in campo ndr) che aggiunge altre ombre ad un quarto posto che non soddisfa la tifoseria e, probabilmente, la proprietà del club meneghino. La prima domanda tocca il tasto della prestazione deludente della sua squadra nell’ultima gara stagionale con il mancato raggiungimento, auspicato dal mister nerazzurro alla vigilia, dei 70 punti in classifica: “Speravo di vincere stasera – la risposta di Mancini – e di toccare quota 70 p. e ciò non è avvenuto, ma non cambia molto finire a 67 p. invece che a 70. Abbiamo giocato bene per larghi tratti, ma siamo caduti in errori gravi che hanno cambiato volto alla gara. Poi, c’è stato l’episodio dell’annullamento del gol di D’Ambrosio che non ho capito. Poteva riaprire la partita. Non si capisce perché il guardalinee che è corso verso la metà campo e l’arbitro l’avessero convalidato per poi ritornare sulla loro decisione – ha detto tra lo stupito e l’arrabbiato -. D’Ambrosio era in gioco di mezzo metro”.  La seconda domanda ha toccato il tasto delicato della sua permanenza sulla panchina dell’Inter dopo le esternazioni della vigilia quando aveva “minacciato” di stracciare il contratto qualora la società e i tifosi non fossero contenti del suo operato: “Sono stato all’Inter per tanti anni in passato e abbiamo vinto. Ci vuole tempo per costruire una grande squadra – ha spiegato – e occorre avere pazienza anche se, purtroppo, a volte si subiscono delle delusioni. Ho espresso ieri un mio pensiero: se sono tutti felici e contenti rimango, altrimenti non voglio diventare un problema”. Ulteriormente stuzzicato sull’argomento con la domanda se avesse avvertito che qualcuno in società non fosse contento del suo lavoro ha così replicato: “Ho parlato in generale del club perché, comunque, non ci siamo ancora confrontati sull’argomento. Non c’è stato il tempo per parlare con il presidente che è sempre molto impegnato per queste cose. Non è semplice trovare il modo di parlarsi. Ho detto quelle cose anche per i tifosi . Mi interessa che anche loro siano felici perché sono quelli che devono sostenerci . Mi piacerebbe – ha concluso lapidario – che i tifosi fossero contenti”.

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