Coopbox, scontro sui tagli salariali La vertenza approda al ministero

25/5/2016 – Approda domattina al  Ministero dello sviluppo economico la vertenza Coopbox. La società controllata dal Ccpl che ha uno stabilimento a Bibbiano con 200 lavoratori e uno a Ferrandina (provincia di Matera) con 50 dipendenti, ha disdettato il contratto interno e, nel pieno di una crisi finanziaria che ha portato lo stabilimento a un passo dal blocco, chiede un sacrificio salariale che la Filctem-Cgil valuta nell’ordine di una mensilità all’anno. La risposta è uno stato d’agitazione che si protrae da 5 settimane.

A Roma, domattina, insieme alla delegazioni sindacali e dei lavoratori, interverranno anche i rappresentanti delle Regioni Basilicata e Emilia-Romagna.

Coopbox, è noto, è nel pieno di una crisi finanziaria che nasce principalmente dalla maximulta inflitta dall’Unione Europea (e su cui il Ccpl ha presentato ricorso) da 34 milioni di euro per aver partecipato al cartello europeo dei produttori che fissava i prezzi in violazione delle regole di mercato e antitrust.

“L’azienda – riferisce una nota della Cgil reggiana – ha presentato un piano di ristrutturazione che prevede un risparmio sul costo del lavoro di circa un milione di euro all’anno. Una misura che l’azienda pensa di attuare chiedendo ad ogni lavoratore di rinunciare ad una parte della propria retribuzione annua, circa l’importo di una mensilità”.

Un piano che, secondo il sindacato “scarica di fatto il peso di questa crisi sui dipendenti che,  anche attraverso mobilitazioni articolate in azienda, stanno continuando a rigettare questa misura sottolineando che la situazione di difficoltà attraversata oggi dall’azienda non può essere a loro ascrivibile né ricadere con tale nettezza sulle loro condizioni”.

Con  senso di responsabilità, per dare respiro ai conti aziendali  – spiega Pino Oliverio, funzionario della Fictem Cgil di Reggio Emilia che segue l’azienda –  i lavoratori nei mesi scorsi hanno formulato una proposta che prevedeva una disponibilità a lavorare di più anche nei fine settimana e a rinunciare temporaneamente a una parte di retribuzione, che comunque alla fine di un dato periodo doveva essere restituita.

Tuttavia “la Società non ha ritenuto sufficiente tale disponibilità perché l’importo che continua a ritenere necessario è di circa una mensilità all’anno senza alcuna restituzione. Il rifiuto dei lavoratori ha determinato da parte della direzione aziendale la disdetta di tutta la contrattazione aziendale dal 1 luglio prossimo.

Ora “i lavoratori chiedono il ritiro della disdetta unilaterale della contrattazione aziendale e la ripresa di una trattativa finalizzata alla ricerca di soluzioni economiche che non ricadano sui lavoratori che non hanno la responsabilità della situazione attuale della società e dell’intero gruppo cooperativo. E dal Governo ci aspettiamo una presa di posizione netta nell’invitare la Coopobox a cambiare il piano industriale – conclude Oliverio – Quello che serve sono investimenti in innovazione e in riqualificazione del personale.

 

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2 risposte a Coopbox, scontro sui tagli salariali La vertenza approda al ministero

  1. giuseppe Rispondi

    25/05/2016 alle 18:13

    Se passasse la soluzione proposte si aprirebbe il varco presso tutte le aziende private in difficoltà; stupisce che ciò nasca proprio dal mondo cooperativo.

  2. Fausto Poli Rispondi

    26/05/2016 alle 18:27

    Coopbox fattura milioni di euro all’anno, e speculano su una mensilita’. Che barboni…..

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