Cambiali falsificate, un farfallone da 24 mila euro a Antonio Olivo: sotto processo Marina Ligabue , esponente delle donne Pd

12/5/2016 – Un prestito da 24 mila euro, un’esponente del Pd – attiva nella “Fabbrica” prodiana, in prima fila a a convegni e iniziative politiche di rilievo,tra le fondatrici della Conferenza permanente delle donne – un consigliere comunale del Pd e un noto imprenditore implicato in Aemilia, una mazzetta di cambiali (una da 24 mila euro) per un totale di 94 mila euro che la Proura della Repubblica ritiene falsificate . Sono gli ingredienti di una storia di strapaese che si mescola il milieu della politica locale, e di cui é protagonista Maria Ligabue,  personaggio in vista del Partito Democratico, finita sotto processo a Reggio Emilia con l’accusa di aver taroccato alcune cambiali, tra il 2008 e il 2009, falsificando firme e timbri di uno studio legale di Ferrara con quale collaborava alcuni anni fa. Il reato contestato dal procuratore Grandinetti è di  falsità in scrittura privata e falsità in cambiale.

 

Marina Ligabue

Marina Ligabue

Marina Ligabue non si è mai presentata al processo, tanto da essere difesa dall’ avvocato d’ufficio Rosanna Beifiori,  e neppure ieri si è presentata in udienza. Tuttavia il giudice Luca Ramponi ha riconosciuto il legittimo impedimento invocato dalla donna, e ha rinviato il processo a setembre.

A prestarle i soldi erano stati l’imprenditore cutrese Antonio Olivo, già consigliere comunale del Pd, molto popolare anche come cantante e chitarrista tra i calabresi di Reggio, e il patron della Reggiana Gourmet Mirco Salsi (al quale peraltro l’imputata ha restituito il denaro prestato) a suo volta implicato nell’operazione Octopus sul giro di finanza illegale che faceva capo a Marco Gibertini, e imputato nel processo Aemilia.

Antonio Olivo

Antonio Olivo

Salsi, arrivato a palazzo di giustizia per la deposizione come testimone, riferisce la Gazzetta di Reggio di oggi, ha detto di averle dato i soldi “per un investimento immobiliare a Bologna poi mai realizzatosi, fidandomi perchè era una pesona che non aveva mai avuto guai con la legge, esponente politico del Pd su cui non avevo alcun dubbio”.

Nel decreto di citazione in giudizio della Ligabue, il procuratore della Repubblica scrive fra l’altro che “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso al fine di procurare vantaggio a sé o agli altri, ha compilato una cambiale di 24 mila euro indicando quale debitore lo studio legale di Ferrara di cui vi si opponeva falsa sottoscrizione e timbro, facendone quindi uso per averla consegnata a Olivo Antonio in garanzia a fronte di denaro contantre da questi ricevuto, e il quale a sua volta tentava di ottenere il pagamento per le circostanze che apparentemente legittimavano l’esercizio di un diritto”.

 

 

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