Cadelbosco, il Pd scatena la caccia al revisionista
Stasera in consiglio comunale processo staliniano all’associazione Dea Minerva

di Pierluigi Ghiggini

31/5/2016 – Per l’ennesima volta dobbiamo chiederci se Reggio sia una terra in libertà vigilata, dove taluni dirigenti del centro sinistra in varie declinazioni, quantitative e qualitative, vorrebero avocare il potere di decidere chi ha il diritto di parola e chi no. Dopo la memorabile chiamata alle armi antifasciste contro la manifestazione invernale della destra cittadina (che, si badi bene, non invocava il ritorno del Duce ma attaccava settanta anni di governo locale della sinistra) ora tocca alla giovane associazione Dea Minerva di Letizia Iori trangugiare l’olio di ricino del nuovo fascismo “rosso”.

Questa sera il consiglio comunale di Cadelbosco Sopra discuterà un ordine del giorno della lista di centro sinistra per mettere il bavaglio a Dea Minerva, accusata di immonde pratiche revisioniste (dal punto di vista storico, va da sé) e bollata come un manipolo di “fascisti e nostalgici”. La condanna coinvolge anche il gruppo di opposizione guidato dal bluesman e consigliere “Oracolo” Brunazzi.

L’impressione è che il documento in discussione  non sia solo illiberale, ma minaccioso: in una situazione in cui gli skin rossi, organizzati in modo paramilitare, si sono appena organizzati a Reggio Emilia, c’è chi teme che l’iniziativa possa offrire una base giustificativa ad atti di violenza. Il clima è pesante, e comunque a  Cadelbosco Sopra – dove alla fine della guerra i partigiani fecero fuori decine di persone – viene apertamente messa  in discussione l’agibilità democratica da parte di chi non è allineato al Pd e alla sinistra.

Il torto di Dea Minerva  è aver organizzato in un breve lasso di tempo a Cadelbosco, con il concorso del Centro Studi Italia e dell’associazione Pietro e Marianna Azzolini, tre iniziative pubbliche di successo, con un imprinting revisionista che ha catalizzato soprattutto un pubblico di destra: la proiezione del film “Il segreto di Italia”, storia di una famiglia travolta dalla strage partigiana di Codevigo, la presentazione del libro “Donna Rachele mia nonna”con le autrici Edda Negri Mussolini e Emma Moriconi, e infine , venerdì sera all’agriturismo Aquila Nera, un confronto fra storici sul libro che Luca Tadolini ha scritto sulla Rsi a Reggio Emilia negli ultimi mesi di guerra. In una sala strapiena ne hanno discusso, con Tadolini, Mirco Carrattieri ricercatore e storico di Istoreco e l”onorevole Mauro del Bue, direttore dell’Avanti! on line,  che ha appena dato alle stampe il suo nuovo libro “Il primo cooperatore” dedicato alla figura di Contardo Vinsani.

Dibattito all'Aquila Nera di Villa Seta: parla Mirco Carrattieri, accanto a lui Luca Tadolini

Dibattito all’Aquila Nera di Villa Seta: parla Mirco Carrattieri, accanto a lui Luca Tadolini

E’ stato un momento di confronto civile e  approfondito sui mesi più drammatici della guerra dal gennaio all’ aprile 1945, con una gran voglia di dialogo diventato inevitabilmente appassionato quando alla fine si è affrontato il tema dei morti del dopoguerra. Una serata in cui è stato rotto il muro dell’incomunicabilità- che a Reggio resiste al di là di ogni ragionevole dubbio –  fra intellettuali e storici di sponde differenti.

Il pubblico alla conferenza all'Aquila Nera

Il pubblico alla conferenza all’Aquila Nera

Di fronte a un evento del genere, l’appello per la libertà e l’antifascismo contro Dea Minerva appare non solo sbagliato, ma un rigurgito di stalinismo bello e buono. Il buon senso dovrebbe consigliare il ritiro dell’odg, per spostare la discussione su un altro piano. A cominciare dal problema della memoria, rimosso da settanta anni,  delle persone inermi massacrate dai partigiani subito dopo la Liberazione.

Da sinistra: Pierluigi Ghiggini, Luca Tadolini, Mirco Carrattieri, Letizia Iori di Dea Minerva e Mauro Del Bue

Da sinistra: Pierluigi Ghiggini, Luca Tadolini, Mirco Carrattieri, Letizia Iori di Dea Minerva e Mauro Del Bue

Intanto Letizia Iori, presidente dell’associazione Dea Minerva, ha inviato una lettera al sindaco, alla Giunta, ai consiglieri comunali e al Segretario comunale chiedendo di poter prendere la parola seduta del consiglio di questa sera.  “Siamo stati citati negativamente nell’ordine del giorno al punto nr.4 –  scrive dea Minerva – con questo non vogliamo giustificarci di nulla , ma anzi chiarire alcuni aspetti che ci riguardano”. Sinora non è arrivata alcuna risposta: avrà il coraggio, il Pd, almeno del confronto delle idee?

 

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