Basta con lo slot nei centri sociali
Dopo dieci anni il comune di Reggio corre ai ripari

31/5/2016 – Dopo una decina d’anni di liberi tutti, finalmente il Comune di Reggio Emilia ha deliberato di vietare ai centri sociali di installare video lottery e slot machine. Il divieto è contenuto in una delibera sulle convenzioni con i centri di quartiere presentata dall’assessore Valeria Montanari e approvata in Sala del Tricolore con 20 voti favorevoli (Pd, Movimento 5 Stelle e Sel) e un voto contrario (Lega Nord) e 5 astenuti (Forza Italia, Grande Reggio-Alleanza civica e Lista civica Magenta-Alleanza civica).

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Oltre allo stop a VLT e slot, la delibera prevede l’affidamento del servizio bar a terzi tramite avviso pubblico, partecipazione attiva ai Laboratori di cittadinanza, cura e gestione di infrastrutture che sviluppano socialità come orti urbani, impianti sportivi e altri.

Le linee guida introducono modifiche su cosa si intende per attività dei Centri, i cambiamenti relativi alle manutenzioni straordinarie, al concorso nelle spese di gestione, alle attività di somministrazione, e i criteri di assegnazione, che privilegiano i giovani e i soggetti in stato di svantaggio sociale.

Oltre alle attività principali di cura della comunità — ricreative, culturali, di animazione dei quartieri, di incontro e scambio con le associazioni, di volontariato sociale, di collaborazioni attive con attori e servizi del territorio, di raccolta di segnalazioni su situazioni di fragilità — i Centri sociali sono chiamati a svolgere anche azioni di cura della città: manutenzione e tutela degli immobili e delle aree verdi, attività di volontariato nella cura del verde, gestione di impianti sportivi, degli orti presenti o di futura realizzazione, presidio sul territorio, organizzazione feste di quartiere.

Particolarmente significativ0, come detto, il divieto di installare le slot machine: alcuni centri sociali ormai sono attrezzati con sale apposit, come se fossero piccoli casinò. Il che stride pesantemente con le finalità di queste strutture, che dovrebbero lottare contro le ludopatie, anziché favorirle di fatto con le gestioni.

Sul tema il Comune ha dormito della grossa per anni: risale al 2006 l’interrogazione dell’allora consigliere comunale Achille Corradini proprio sull’invasione delle slot nei centri sociali. Ora, batti e ribatti, il vento è cambiato.

Il Movimento 5 Stelle, che ha votato favorevolmente, chiede all’amministrazioni interventi più incisivi per ridurre il rischio delle azzardopatie: “Nei prossimi giorni – annuncia il gruppo consigliare – presenteremo una proposta di delibera  per la limitazione oraria del gioco d’azzardo su tutto il Comune sulla falsariga del provvedimento in via di approvazione a Bergamo. Le associazioni no-slot attive in Italia ci hanno già fornito la delibera e la bozza di regolamento”.

CENTRI SOCIALI REGGIANI: NUOVE FUNZIONI E NUOVI OBBLIGHI

MANUNTENZIONE – L’Amministrazione raccoglierà il fabbisogno manutentivo dei Centri sociali entro l’approvazione del bilancio di ogni anno, e l’elenco degli interventi da effettuare sarà valutato dalla Consulta. A carico dei Centri sociali, oltre la manutenzione ordinaria, ci sono interventi di manutenzione conservativa, riparativa per realizzare migliorie o adeguamenti a mutati standard normativi. I criteri presenti sulle linee guida per programmare le manutenzioni straordinarie sono volti a garantire la salubrità delle strutture, evitando situazioni di degrado, a svolgere azioni di adeguamento normativo e miglioramento della sicurezza, di eliminazione delle barriere architettoniche, in modo da garantire un uso ottimale degli spazi e ridurre i consumi energetici. Le spese di manutenzione straordinaria sono a carico dell’Amministrazione comunale, ma è facoltà del Comune concordare che alcuni interventi siano fatti in compartecipazione o totalmente a carico dei Centri sociali, previo accordo e approvazione dei servizi tecnici competenti. In questo caso è prevista una riduzione del contributo dovuto dal Centro sociale, valutata caso per caso.

SPESE DI GESTIONE — Le linee contengono i criteri per la riduzione della somma richiesta ai Centri sociali, a titolo di concorso, nelle spese di gestione. La somma — generalmente quantificata secondo la stima patrimoniale (valore dell’immobile, e canone locativo) e il numero degli associati — viene ridotta in riconoscimento del valore sociale insito nell’attività e a seconda degli impegni di cui il Centro sociale si farà carico.

I criteri di valutazione adottati per la riduzione del concorso alle spese sono: la partecipazione attiva ai Laboratori di cittadinanza, tramite la realizzazione deglin impegni sottoscritti negli Accordi di cittadinanza; il farsi carico della cura e della gestione di infrastrutture di socialità (orti urbani, impianti sportivi); la gestione di sale civiche esterne al Centro sociale (in conformità con le regole e tariffe stabilite dall’Amministrazione); interventi di manutenzione straordinaria o migliorie concordate; le modalità di gestione dell’attività, privilegiando la conduzione con soci volontari, imprese giovanili o femminili, cooperative sociali di tipo B; e la presenza di quote rosa (una presenza femminile nel Consiglio direttivo pari almeno al 50% dei consiglieri).

SOMMINISTRAZIONE DI CIBI E BEVANDE — La gestione dei ‘punti ristoro’, con somministrazione di cibi e bevande, può essere autogestita, mediante opera volontaria dei soci o del personale pagato dal Centro, rispettando ovviamente le normative vigenti in materia di lavoro dipendente, adempimenti sanitari, previdenziali e di sicurezza. Oppure può essere affidata a un esercente esterno, tramite un contratto stipulato direttamente con il Centro sociale.

Se appaltata a un esercente esterno, l’assegnazione dovrà essere preceduta dalla pubblicazione da parte del Centro sociale di un avviso pubblico, al fine di dare massima trasparenza e pubblicità all’assegnazione. Nell’affidare la gestione a un esterno viene data preferenza a cooperative e imprese giovanili under 35 o femminili, cooperative di tipo B (finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate), disponibilità a collaborare alle attività sociali del Centro, e al coinvolgimento di fasce giovani o soggetti svantaggiati.

Nelle Linee di indirizzo è inoltre specificato che, nel caso l’attività di somministrazione sia affidata a un esercente, il contratto con il gestore dovrà avere durata non superiore alla scadenza della convenzione (31 dicembre 2019), e non sarà tacitamente rinnovato.

 

 

 

 

 

 

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