Auto saccheggiate nei parcheggi: banda di sinti sgominata dalla Polizia
Reinvestivano in cocaina i proventi dei furti

4/5/2016 – I furti nelle auto, spesso con gravi danni, sono una delle piaghe di Reggio Emilia. Un’operazione condotta dalla Squadra Mobile di Reggio Emilia conferma quanto sospettano in molti, e non certo per razzismo: il centro delle bande dei topi d’auto va cercato nei campi nomadi dove purtroppo,  a onta di non pochi tentativi e progetti d’integrazione, sono cresciute nuove generazioni di malviventi.

Con l’operazione Crash la Squadra Mobile di Reggio Emilia guidata da Guglielmo Battisti ha sgominato una banda di sinti dedita proprio ai furti nelle auto in sosta ni parcheggi cittadini, in particolare in zona acquedotto, ai Petali e nel parcheggio dello stadio Mapei.

L’operazione Cresh è culminata ieri con l’esecuzione di misure cautelari per furto pluriaggravato e ricettazione, disposte dal Gip Giovanni Ghini su richiesta del pm Forte nei confronti di Pablitos Torre e Denis Esposti, entrambi di 32 anni,  agli arresti domiciliari, Pietro Truzzi, 31 anni (obbligo di firma) e il tunisino Ahmed Salim di 41 anni (obbligo di firma). Torre, Esposti e Salim sono residenti a Reggio, mentre Pietro Torre vive a Cavriago.

Gli investigatori hanno accertato a loro carico almeno sei furti, tutti realizzati in modo distruttivo: agivano sempre in due, arrivando in macchina nel parcheggio, e dopo aver scelto l’auto da derubare spaccavano il finestrino, arraffavano quello che trovavano (borse, computer etc.) e scappavano.

Gli inquirenti sospettano che abbiano commesso molti più furti, almeno una quindicina in un solo mese: “Si dedicavano in modo sistematico a queste attività criminose – ha detto Battisti – Partivano al mattino dicendo “andiamo a girar”, che in gergo significa “andiamo a rubare”.

La particolarità è che il provento dei furti veniva per lo più reinvestito in cocaina, che evidentemente veniva spacciata al minuto. In certi casi i fornitori accettavano in pagamento la merce rubata.

L’indagine aveva preso il via in settembre dalla segnalazione di un’auto sospetta, dopo un furto nel parcheggio dello stadio. Nell’ambito dell’operazione crash erano già finite in carcere sei persone : il 10 settembre 2015 Giosuè Esposti, di 23 anni; il 21 settembre l’albanese Gjergj Zefir di 24 anni; l’8 ottobre Pablitos Torre e suo cugino Denis Esposti (ora finiti di nuovo ai domiciliari) il 9 ottobre Fabio Torre e Milena Villani di 34 e 33 anni; e infine due minori arrestati il 26 ottobre per furto in abitazione in concorso. 

In proposito, il questore Isabella Fusiello ha voluto sottolineare come all’attività repressiva seguirà un’attività di prevenzione, in particolare con accertamenti personali e patrimoniale sulle persone sotto inchiesta. Potranno essere assunte diverse misure preventive, dall’allontanamento coatto (se non residenti in provincia) al richiamo orale sino alla sorveglianza speciale. “In un anno e mezzo – ha detto Fusiello – abbiamo assunto 25 misure di prevenzione nei confronti di altrettante persone”. Le indagini patrimoniali serviranno a verificare la possibilità di procedere con sequestri di beni.

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