Appalti pilotati al Policlinico : chiesto rinvio a giudizio per Roberto Olivi (Coopservice) e Facchini (Servizi Italia)
Presunte tangenti attraverso società di promozione del giro di sinistra

17/5/2016 – Sono una cinquantina le richieste di rinvio a giudizio firmate dal procuratore capo di Modena Lucia Musti e dai sostituti Pasquale Mazzei e Marco Niccolini per la maxinchiesta sugli appalti truccati del Policlinico di Modena ai tempi del direttore Stefano Cencetti. Secondo le accuse, fior di appalti venivano pilotati attraverso un presunto giro di tangenti mascherate da sponsorizzazioni.

Numerosi i big dell’arcipelago sanità e del mondo cooperativo che rischiano il rinvio a giudizio per diverse ipotesi di reato. Fra questi il presidente di Coopservice Roberto Olivi, Giorgio Benedetti direttore commeciale del Ccc di Bologna (consorzio cooperativo specializzato nella partecipazione alle gare d’appalto di ogni settore della produzione e lavoro), Wainer Reggiani rappresentante del Consorzio nazionale Servizi e di Coopservice, il reggiano Mauro Amadei (all’epoca della Multiline), Luciano Facchini della Servizi Italia (controllata Coopservice e quotata in Borsa), Tommaso Fabbri professore di Economia di Unimore, l’ex deputato del Pd Vasco Gianotti di Arezzo, titolare della società di promozione Gutenberg, Sandro Piacentini della Core consulting.

Roberto Olivi

Roberto Olivi

Le società coinvolte sono: Poliambulatorio Aquatic, Centro Studi e ricerca Hfm (che fa capo a Cencetti e a sua moglie Maurizia Viviani) , Gutenberg srl, Ccc, Cmb di Carpi) , Siram spa, Nex srl, Coopservice, Servizi Italia, Padana Everest, Lavanderia industriale Zmb, Spid spa, Serrvizi Italia Medical srl, Airnova srl; Zotti Engeneering  srl; Swisslog Italia; Giusti srl; Laerdal srl; Modix Italia srl.

Escono dal procedimento, con posizioni per le quali è stata chiesta l’archiviazione, i dirigenti del Policlinico Ilio Patacini, Gianfranco Baraghini, Barbara Trevisani e Monica Pantaleoni.

Secondo la Procura modenese  il sistema corrutivo ruotava intorno a tre associazioni di promozione:  la Hospital Facility Management di Carpi (che fa capo a Cencetti ), la Multiline  di Mauro Amadei con sede a Reggio Emilia in via fratelli Cervi 68 e la Gutenberg di Arezzo che con la fondazione Sicurezza in Sanità fa capo all’ex senatore Vasco Giannotti, già noto esponente nazionale del Pci. La Multiline, sottoposta a sequestri di beni, esce dal processo, ma non il titolare Amadei.

 COOPSERVICE: “TOTALMENTE ESTRANEI AI FATTI CONTESTATI”

 In una nota diffusa oggi Coopservice ribadisce “come già affermato in altri comunicati precedenti, la propria  totale estraneità ai fatti contestati. Il Presidente Roberto Olivi, interessato dal procedimento in quanto legale rappresentante dell’azienda e Coopservice attendono con fiducia gli esiti delle attività giudiziarie, convinti di poter dimostrare in ogni sede le proprie ragioni”.

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    17/05/2016 alle 14:01

    Lo Studio Amadei, era prima entrando nella tangenziale, sulla destra, zona Villa dei Lombardini.

    Ora si scopre che e’ tutto PCI, coopservice e’ PCI, e tutto il resto.

    Bene, spero solo che facciano unnuovo processo: oltre ad Aemilia, Coopemilia.

    Ma non tanto per il colore politico, e’ evidente che devi sempre leccare il culo ai capi dirigenti di partito.

    Ma e’ che se ci sono delle leggi, vanno rispettate.
    Ma che schifezza sta politica.

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