Abusi edilizi: sotto processo il costruttore Antonio Olivo, ex consigliere Pd
L’accusa: “Ha ingannato gli acquirenti delle case”

18/5/2016 – L’ex consigliere comunale di Reggio Emilia del Pd Antonio Olivo, costruttore cutrese e cantante molto apprezzato nella comunità calabrese locale, è sotto processo insieme al figlio Gaetano Olivo, 35 anni, legale rappresentante della Edil Olivo srl, e all’ingegner Maurizio Trizzino. Motivo: le palazzine, un unico corpo diviso in tre unità, ai numeri civici 2,4 e 6 di via Bari a San Prospero.

In base alle indagini del sostituto procuratore Maria Rita Pantani, Olivo, il figlio e l’ingegner trizzino sono imputati di una sfilza di reati: truffa, falsità ideologica, errore determinato dall’altrui inganno, falsità materiale, uso di atto falso e persino frode processuale.

Antonio Olivo

Antonio Olivo

 

sette le famiglie che si sono costituite parte civile: secondo l’accuso, furono indotte in errore al momento dell’acquisto degli appartamenti. Pagarono interamente il prezzo solo per scoprire in secondo tempo che l’immobile non aveva l’agibilità a seguito degli abusi edilizi commessi su cui erano pendenti provvedimenti amministrativi e sanzioni: i più gravi l’altezza superiore al progetto, e il cambio di destinazione d’uso degli ambienti del sotto tetto (un genere di abusi abituale negli anni d’oro dei palazzinari cutresi).

Ascoltato in aula insieme ad altri funzionari, riferisce la Gazzetta di Reggio, il geometra Luigi Cingi del Comune ha dichiarato:  “Certo non comprerei un alloggio su cui ci sono limitazioni rispetto alle opere che posso fare”.

L’ingegner Trizzino ha chiarito, a sua volta, di essere subentrato solo nel 2007, incaricato della pratica di sanatoria avviata da Olivo. “l’obiettivo era ottenere dal comune la regolarizzazione degli abusi e l’agibilità parziale. Procedemmo con una variante ordinaria e una più complessa”.

Per evitare l’abbattimento per riportare l’altezza nei limiti della concessione edilizia, fu pagata una sanzione di centomila euro. Ma i tre sono a processo anche per false certificazioni: Trizzino ha affermato di aver firmato solo quelle per le strutture “mai messe in discussione”, e che il direttore delle opere già finite da tempo era stato “il geometra Alberto Zambelli“. La prossima udienza è fissata per il 13 luglio,

 

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