Via a “Noi contro le mafie”: “Nuova liberazione contro ndrangheta, corruzione e nepotismo”
Purchè a guidarla non siano i responsabili politici del disastro

12/4/2016 – “Linguaggi dell’arte & crescita civile” è il tema che ha aperto ieri mattina nell’aula magna dell’Università “Noicontrolemafie”, il Festival della legalità promosso per il sesto anno alla Provincia di Reggio Emilia in collaborazione con diversi Comuni e Rosa Frammartino e con la direzione scientifica dello scrittore e studioso di mafie Antonio Nicaso.

Nicaso, aprendo la giornata e parlando dello scenario disvelato dal processo Aemilia, ha sottolinea come sia “opportuno non farsi distrarre dal frastuono dell’albero che cade, ma concentrarci anche sul rumore della foresta che cresce, come lo straordinario lavoro che da sei anni qui a Reggio Emilia si sta facendo nelle scuole e con le scuole per far comprendere ai giovani la pervasività e la pericolosità delle mafie, nonché l’importanza di scegliere subito da quale parte stare”.

Giammaria Manghi parla agli studenti all'inaugurazione di "Noi contro le mafie"

Giammaria Manghi parla agli studenti all’inaugurazione di “Noi contro le mafie”

“Non è più tempo dell’impegno straordinario di pochi  – ha aggiunto –  ma dell’impegno ordinario di molti, un impegno che deve partire dal non dimenticare, perché purtroppo abbiamo sempre tradito la memoria collettiva in questo Paese gattopardesco in cui tutto cambia per restare com’è”: per Reggio è arrivato “il momento di una Nuova Liberazione”. Legittimo tuttavia chiedersi chi siano i protagonisti di questa nuova Liberazione: forse il personale politico di sinistra che si cullava nella teoria degli anticorpi formulata dai sociologi antimafia? Forse i sindaci che hanno assecondato oltre ogni misura il sacco edilizio del territorio reggiano? Forse gli amministratori e i funzionari che hanno dato fondo alle escavazioni di ghiaie e sabbie?

Sarebbe stato utile ragionare a priori proprio sulla nuova Liberazione e i suoi alfieri, visto che ogni iniziativa di Noi contro le mafia vedrà protagonista un sindaco: purtroppo questo lavoro, ancora una volta non è stato fatto, quindi accontentiamoci di quel che passa il convento. Eppure c’era un anno di tempo per farlo.

Torniamo all’apertura del festival:  Nicaso ha ricordato agli studenti degli istituti superiori reggiani, presenti alla manifestazione, che possono “fare davvero tanto, innanzitutto capire l’importanza delle regole e dell’onestà, non cedere alla logica dei compromessi che ci spinge a trovare scorciatoie nella vita e capire da quale parte stare: una scelta che io, purtroppo, ho dovuto fare a soli 6 anni, quando il papà del mio compagno di banco, che da quel giorno ha smesso di sorridere, è stato ammazzato come un cane in piazza davanti a tanta gente che ha preferito passare 48 ore in carcere più di dire quello che aveva visto…”.

Sul rumore della “foresta che cresce” si è soffermato anche il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi: “E’ vero, a un paio di chilometri da qui si sta celebrando il processo Aemilia, la giustizia farà il suo corso, ma la comunità reggiana, di cui voi giovani siete la componente più importante e preziosa, per una settimana a partire da oggi rifletterà e si confronterà sul pericolo delle mafie e sulla volontà di opporci alle infiltrazioni. E al vostro fianco ci sono tutti gli enti locali, dalla Regione ai Comuni passando per la Provincia, che con umiltà e disponibilità hanno voglia di faticare, di mettersi in discussione per vedere cos’altro si può fare per respingere ogni forma di mafia. E ci sono anche tutte le istituzioni, dalla Prefettura alle forze dell’ordine, perché tutti noi, come direste voi ragazzi, andiamo d’accordo e lavoriamo insieme per generare un sistema che sia efficace contro le mafie”.

“Questo è un territorio che è stato resistente e che resistente vuole rimanere, ma ci riuscirà solo attraverso la scelta di una intera comunità, perché l’impegno parziale di qualcuno non basta”, ha concluso il presidente Manghi.

Dopo i saluti portati da Felicita Buscaino a nome del dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Reggio Emilia Antimo Ponticiello, Donato Santeramo – ordinario di letteratura italiana e di teatro e spettacolo all’Università di Queen’s del Canada – ha svolto la prima relazione, incentrata sull'”influenza della cultura nelle cose degli umani, a partire da come è percepito il crimine organizzato e soprattutto la mafia, oggi un nome-contenitore che si utilizza per qualsiasi organizzazione criminale”.

Dal debutto di questo termine in un dramma teatrale del 1863 al cortometraggio muto The black hand del 1906, sino ai film della saga del Padrino con le romanze della “Cavalleria rusticana” e a un “terribile spot della Pepsi” (mai per fortuna giunto in Italia…), Santeramo si è soffermato sui pericoli della creazione del “mito-mafia“, sottolineando come “simbolismo, riti e miti alimentino più del denaro e del potere la cultura mafiosa e la facciano perdurare nel tempo”. “Demistificare le mafie significa allora anche decostruire i significati artificiosi e falsi dei loro simboli e rivelare la loro vera brutale natura e ragion d’essere”, ha concluso.

Da Francesco Maria Gallo, mass-mediologo e director Public affairs di @Publivideo2, il primo riferimento alla discussa intervista del figlio del boss dei boss Totò Riina a “Porta a porta”: ” Bisogna evitare che la tivù  di Stato possa garantire palcoscenici a chi lancia messaggi e non contribuisce a farci conoscere il fenomeno mafioso”

Gallo ha parlato del nepotismo come figlio della mafiosità, e in proposito ha citato il caso del “mio caro amico  Alessandro Valtulini, straordinario talento musicale e giovanissimo direttore di orchestra che ha scritto opere sinfoniche meravigliose, le ha sottoposte alla Scala di Milano e a diversi impresari senza neanche ricevere una mail di rifiuto, e che a 25 anni è stato chiamato a Londra a dirigere la Philharmonia Orchestra, perché là non esiste il nepotismo”.

Nepotismo  che è un “fenomeno di mafiosità – ha aggiunto – Anche il non riconoscimento del talento altrui porta a una concezione distorta e sbagliata del nostro modo di essere, spinge a scendere a compromessi,  significa contaminarsi, annegarsi nella pratica della criminalità”. Dopo aver definito “veri e propri eroi sociali gli insegnanti che tra mille difficoltà si impegnano a farvi crescere e a scegliere bene”, Gallo ha quindi esortato gli studenti a studiare, leggere e informarsi “perché solo la formazione e la conoscenza portano al cambiamento e a comprendere ciò che è bene e ciò che è male”.

Ultimo intervento quello del sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, che ha pure fatto riferimento all’intervista a Salvo Riina: “Come hanno smascherato le Iene, il figlio del boss ha preteso e ottenuto di avere le domande in anticipo, non siamo più dunque nel genere giornalismo, ma nella fiction, e quella intervista contribuisce purtroppo a pieno titolo a  propagare il mito della mafia e, come si diceva giustamente prima, a intossicare la nostra società: esattamente come l’atteggiamento di quella famiglia di camorristi che arrivò a Rubiera negli anni Settanta e che, presentandosi al bar col “Ferrarino”, lanciava un chiaro messaggio di come i soldi facili e rapidi li facessero i furbi e i prepotenti”.

A conclusione della mattinata, Nicaso ha sottolineato l’attenzione con cui le classi di Ariosto, Canossa, Chierici, Galvani-Iodi e Zanelli hanno seguito le relazioni e ha invitato gli studenti a prendere carta e penna per annotarsi un aforisma dello statista e filosofo irlandese Edmund Burke sul quale riflettere: “L’unica cosa necessaria perché il male trionfi è che i buoni non facciano nulla”.

 IL PROGRAMMA DI OGGI MARTEDì 12 APRILE

 

REGGIO EMILIA

ORE 9.30/12.30 Aula Manodori UNIMORE Viale Allegri 9

UNA COSTITUZIONE DA VIVERE E PRATICARE

Valori e regole della legalità democratica

Introduce ANTONIO NICASO

Scrittore e Studioso delle mafie. Direttore Scientifico Noicontrolemafie

Conduce ELIA MINARI

Coordinatore dell’Ass.ne antimafia CORTOCIRCUITO di Reggio Emilia

SALUTO DELLE ISTITUZIONI

 

ALBERTINA SOLIANI Pres. Istituto A. Cervi, già Senatrice della Repubblica

RITA BERTOZZI Docente di Sociologia dell’Educazione UNIMORE

VALERIO ONIDA Presidente Emerito della Corte Costituzionale, nonché presidente della Scuola Superiore della Magistratura

DONATELLA LOPRIENO Costituzionalista, Università della Calabria

MARCO IMPERATO Sostituto Procuratore della Repubblica Tribunale di Modena

 

SANT’ILARIO D’ENZA

ORE 17/19 Sala Consiglio Comunale Via Roma, 84

La Costituzione come guida

 

saluto di MARCELLO MORETTI Sindaco di Sant’Ilario d’Enza

Incontro CON DONATELLA LOPRIENO

Costituzionalista, Università della Calabria

 

RUBIERA

ORE 17/19 Corte Ospitale Via Fontana, 2

TEATRO A SCUOLA A SCUOLA DI TEATRO. GIOVANI TALENTI CONTRO LE MAFIE

 

SALUTO DELLE ISTITUZIONI

EMANUELE CAVALLARO Sindaco di Rubiera

 

INTERVENTI

ILENIA MALAVASI Presidente Associazione Teatrale Emilia-Romagna

DONATO SANTERAMO Professore Università di Queen’s CANADA

FABIO ABAGNATO Assessore Cultura di Casalecchio Bologna

Pascal Ladelfa Teatro civile/Comunità S. Patrignano

 

Coordina ALESSANDRO GALLO  Educatore teatrale e Presidente Ass.ne Caracò

 

Contribuiscono al dibattito

rappresentanti del mondo delle Istituzioni, della Cultura e della Scuola

 

 

ORE 21 Teatro Herberia Piazza A. Gramsci, 1/B

KNOCKOUT

Spettacolo teatrale scritto e diretto da Alessandro Gallo e Marco Ziello

Studenti del Laboratorio “Raccontare la Costituzione”

Progetto “LEGALITA’ & CITTADINANZA RESPONSABILE” / RUBIERA

 

Studenti del Laboratorio Teatrale /Liceo Salvemini Progetto Politicamente Scorretto (Casalecchio di Reno/BO)

 

Studenti del Laboratorio Teatrale / Istituto Zanelli Progetto Noicontrolemafie (RE)

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