Tra francobolli patafisici e ravioli d’autore
Il politico dà il meglio di sé quando cambia mestiere

DI PIERLUIGI GHIGGINI

1/4/2016 – Non si può negare che a sinistra-sinistra si manifestino tassi di creatività per così dire, divergenti, praticamente patafisici. Altr0 che apericene politiche, HDemie, varie leopoldate,  comunicati interminabili, tavolate azzimate, flatulenze su Facebook. Il mondo crepuscolare dei Comunisti Italiani, forse proprio perchè al lumicino, esprime in tal senso esempi significativi capaci di strappare applausi trasversali.

L’ex consigliere comunale reggiano Donato Vena, tra un’analisi economica e un romanzo a quadruplo finale, ha realizzato una performance di politic-art da antologia con i falsi francobolli (ma regolarmente timbrati) per propagandare il voto al referendum sulle trivellazioni in mare.

Enrico Vesco

Enrico Vesco

Un altro esempio parallelo, sempre in quello che fu il favoloso mondo di Diliberto,  arriva dalla Lunigiana dove Enrico Vesco, per due legislature assessore ai trasporti della Regione Liguria con Burlando, ha mollato la politica per indossare il cappello dello chef. Ha rilevato insieme a due amici la Locanda del Viandante di Vezzano Ligure, antichissimo e magnifico borgo che domina la Val di Magra.  Vesco, già segretario di Nerio Nesi in parlamento, realizza se stesso: la vocazione di gourmet si era espressa sino ad oggi essenzialmente nel ravioli e nella qualità della cucina popolare che avevano reso giustamente celebri, nello spezzino, le “sue” feste dei Comunisti Italiani.

“La cucina è sempre stata una grande passione, in molti ricordano le cene a casa mia dove spesso si riuniva, con frequenza, anche tutta la giunta. Inoltre ho alle spalle una grande esperienza con le sagre di partito, fra tutte quella del Minestrone di Arcola, e con l’associazione “Barra a sinistra” – ha dichiarato Vesco – Da qui, dopo più di vent’anni impegnativi nei quali ho sempre dato tutto, ho deciso di fermarmi e cambiare perché la politica resterà sempre il grande amore della mia vita, ma ora voglio dedicarmi un po’ alla famiglia e a questo nuovo capitolo che inizio con due persone care”. Ma “non potevo passare dal comunismo al capitalismo, così ho fondato “Castro”, (acronimo di cooperativa accoglienza servizi turistici ristorazione e ospitalità) che gestirà la Locanda del Viandante dove io starò in cucina. Non sarà facile,  ma non sarò solo e soprattutto ci metterò grande orgoglio e determinazione. Vezzano poi mi ha accolto benissimo mentre l’attenzione che ha suscitato questa mia scelta mi ha colpito positivamente facendomi molto piacere. Nel menu ci saranno prodotti a chilometro zero, tutto fatto in casa dal pane alla pasta e poi carne, salumi, acciughe fritte e muscoli ripieni, e ovviamente vini del territorio. Una cucina popolare ma di qualità, come quella della nonna”.

Il falso francobollo annullato dal Centro postale di Bologna

Il falso francobollo annullato dal Centro postale di Bologna

Ma cosa lo ha spinto al grande passo, con l’addio alla politica? “L’esito delle ultime regionali ha pesato -ha spiegato Vesco –  Il sipario si è chiuso inaspettatamente, è stato un duro colpo e se fosse andata meglio forse avrei proseguito ma alla fine ho ritenuto giusto così, d’altronde… i grandi attori capiscono quando è il momento di uscire di scena”.

Donato Vena

Donato Vena

Chi ha assaggiato almeno una volta i suoi ravioli, non dubita che Vesco avrà successo. Onore al merito, e al coraggio di cambiare vita scommettendo su se stessi. E onore a chi riesce ancora un mettere uno sberleffo da artista nel grigio della politica. Sommessamente, vogliamo ricordare che anche a Reggio molti fornelli e banconi di bar attendono nuovi protagonisti: alla fine, un sapido tortello festosamente ci seppellirà. Speriamo di non restare, prima, sotto le macerie della politica.

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