Spallanzani ha venduto le frequenze tv a coop Alleanza 3.0
Rete 7 in liquidazione: dipendenti in sciopero

22/4/2017 – Rete 7 e “Comunicare srl” hanno raggiunto ieri pomeriggio, nella sede di Coop Alleanza 3.0 di Reggio Emilia, un accordo per la cessione del 100% delle quote della societa’ ”Antenna”, attuale operatore di rete sul CH 42 UHF. Dopo questa notizia, comunicata in mattinata al personale dal direttore Giovanni Mazzoni, i dipendenti di Rete 7 sono scesi in sciopero per tutto il giorno: la prima di dieci giornate di sciopero la cui gestione è affidata agli organismi sindacali.

Il gruppo Spallanzani dunque ha ceduto le frequenze su cui trasmettono Rete 7 di Bologna e  Teletricolore (ora Medianews) al colosso cooperativo del consumo nato dalla fusione tra Adriatica, Coop Estense e Nordest, che già controlla diverse emittenti tv in Emilia. e tra queste Telereggio. La Comunicare Srl, con cui Rete7 ha concluso la cessione, è appunto la società a cui fa capo Telereggio.

L’atto di ratifica dell’accordo sarà inviato alle autorità competenti nel rispetto delle comunicazioni previste dalla normativa.

In una nota congiunta “le due societa’ dichiarano di avere raggiunto un accordo importante che consentirà di valorizzare ulteriormente il principale canale di trasmissione televisiva assegnato alle tv locali in Emilia-Romagna. L’impegno di entrambe le società è di arginare la grave crisi del settore radiotelevisivo privato e salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro”, specificano Rete 7 e Comunicare.

Ma non è solo e non tanto la cessione delle frequenze, asset principale di Rete 7, ad aver spinto alla sciopero i venti dipendenti della tv: in settimana, durante il tavolo regionale alla presenza del sottosegretario Andrea Rossi, il gruppo Spallanzani ha annunciato la messa in liquidazione della società di Rete 7 per il 31 maggio.  Una situazione per la quale i dipendenti “esprimono forte preoccupazione” in quanto apre un periodo di incertezza sulla sorte dei posti di lavoro e della stessa emittente. In un documento chiedono all’editore Nino Spallanzani di non avallare più l’operato del direttore Giovanni Mazzoni e di cercare un compratore che si faccia carico dei posti di lavoro. Ad Alleanza 3.0 chiedono di aprire un tavolo negoziale.

IL COMUNICATO DEI DIPENDENTI DI RETE 7

I dipendenti del gruppo Rete 7 èTv esprimono forte preoccupazione per la
decisione dell’editore Spallanzani di mettere in liquidazione la società,
nonostante la possibilità di un contratto di solidarietà in deroga fino al 31
dicembre.

Per sette anni i lavoratori hanno accettato ammortizzatori sociali e
decurtazioni salariali allo scopo di dare un futuro all’emittente che continua
a non pagare le retribuzioni con regolarità.

L’azienda, nonostante i consistenti finanziamenti pubblici ricevuti, ha saputo
solo depotenziare le produzioni, l’informazione giornalistica, il reparto
commerciale, la presenza sul territorio, a differenza dei gruppi più virtuosi
che stanno investendo per superare la crisi e riguadagnare mercato.

Sono emersi gravi e reiterati errori gestionali della proprietà. Come la
“finta” chiusura delle sedi di Modena e Reggio Emilia, annunciata ai sindacati
come inevitabile per ragioni di bilancio. Quelle sedi sono state invece
trasferite ad altre società del gruppo allo scopo di ricorrere a lavoro
precario e irregolare.

L’azienda ha aperto anche una procedura di licenziamento collettivo senza
rispettare le previsioni di legge e di contratto. La proprietà è arrivata
persino ad ammettere ai tavoli sindacali ed istituzionali tali irregolarità,
ma non ha ritenuto in alcun modo di revocare quell’atto palesemente
illegittimo.

L’editore Spallanzani non può continuare ad avallare la linea
dell’amministratore delegato Giovanni Mazzoni che, da anni, naviga a vista e
senza alcun piano industriale, nonostante le reiterate sollecitazioni dei
sindacati.

Se l’intenzione della famiglia Spallanzani è quella di disimpegnarsi
completamente dal settore televisivo occorre individuare una strada non
traumatica, con uno sforzo vero alla ricerca di un compratore che assicuri una
prospettiva industriale e che si faccia carico dei dipendenti rimasti,
diminuiti da 50 a 20 in pochi anni ed ora ben al di sotto dell’organico
necessario alle funzionalità minime dell’azienda.

In questo senso i lavoratori si rivolgono anche a Coop Alleanza 3.0: in un
comunicato stampa insieme a Rete 7 ha, infatti, appena confermato
l’acquisizione del canale 42, il principale asset del gruppo. Ad oggi questo
significa, di fatto, venti licenziamenti. Non crediamo sia questa l’idea di
responsabilità sociale d’impresa di Coop Alleanza 3.0 che, tuttavia, ha finora
rifiutato il dialogo coi sindacati sulle gravi conseguenze determinate da
quella operazione. Coop Alleanza 3.0, che ha dichiarato di avere agito “per
arginare la grave crisi del settore radiotelevisivo privato e salvaguardare il
maggior numero di posti di lavoro” accetti di aprire un tavolo negoziale con
le rappresentanze sindacali per individuare soluzioni condivise.

A difesa dei posti di lavoro i dipendenti di Rete 7 èTv proclamano lo stato di
agitazione e affidano alle rappresentanze sindacali un pacchetto di 10
giornate di sciopero, compresa una giornata di sciopero immediato.

 

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    22/04/2016 alle 22:10

    Si’, gia’ a Parma con l’Informazione, lo stesso Mazzoni ha lasciato un buco di 350.000 euro all’editore Valentino che edita Parmasette.

    Il Mazzoni avrebbe dovuto farsi ben consigliare. Che si sia fatto consigliare da un tipo alla Foglia ?

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