Se sei precario ti discriminano anche nel consiglio comunale rosso
Pessima figura della presidente Caselli con Ivan Cantamessi

7/4/2016 – Spostare all’ultimo posto dell’ordine del giorno una mozione del consigliere 5 Stelle Ivan Cantamessi il quale, operaio precario, non può lasciare il lavoro per  arrivare prima al consiglio? Non si può. Per ragioni ignote, a differenza del passato, la presidente del consiglio Emanuela Caselli e il potente capogruppo del Pd Andrea Capelli  sono stati irremovibili e hanno rifiutato lo slittamento. Uno sgarbo che da un lato fa emergere una falla della legge (che non riconosce agli eletti lavoratori precari le guarentigie previste per tutti gli altri), e dall’altro conferma la pesantezza del clima di Sala del Tricolore.

Emanuela Caselli

Emanuela Caselli

Ivan Cantamessi

Ivan Cantamessi

Il fatto è denunciato dal capogruppo M5S Norberto Vaccari: ” Nella giornata di mercoledì si è tenuto la consueta riunione capigruppo del consiglio comunale di Reggio per calendarizzare i lavori del consiglio di lunedì 11 Aprile – scrive Vaccari – ed è stato messo in scena uno spettacolo pietoso da parte della presidente Caselli e del capogruppo Capelli.

Da tempo tutti i capigruppo sono stati messi al corrente dal sottoscritto delle difficoltà lavorative del consigliere Cantamessi Ivan che, in quanto operaio precario a tempo determinato, non può permettersi di partecipare ai consigli fin dall’inizio non potendo usufruire del permesso lavorativo concesso agli eletti – spiega Capelli –
Questa situazione era conosciuta da tutt,i e fino a ieri veniva usata la cortesia di calendarizzare le mozioni del consigliere Cantamessi come ultima della giornata in modo da consentirgli di discuterla al termine del lavoro.
Ma questa cortesia non è stata usata per lunedì 11: nonostante le rimostranze mie e del capogruppo Bellentani, il capogruppo PD e la presidente del consiglio comunale hanno irremovibilmente deciso di non concedere la cortesia, nonostante vi siano solo due mozioni da discutere.
Molto probabilmente non ci si poteva aspettare delle gentilezze dagli esponenti di quel Partito (anti) Democratico che ha fatto approvare a Roma il Job Act e l’abolizione dell’articolo 18 dei lavoratori.
Questo è il trattamento – conclude Vaccari – che i lavoratori precari devono aspettarsi dal PD”.
Sulla questione, in replica a Vaccari e in difesa della presidente Caselli, è intervenuto il capogruppo del Pd Andrea capelli con una dichiarazione sterminata, (della serie “nessuna pietà”) che riportiamo integralmente di seguito.

Capelli (Pd): “Il M5S confonde cosa pubblica e problemi personali. Noi non mettiamo le questioni private sul tavolo delle discussioni politiche pubbliche.

 “La legge consente a tutti i lavoratori dipendenti (a prescindere dalla tipologia a tempo determinato o indeterminato) di assentarsi dal proprio lavoro con permessi retribuiti per svolgere il proprio mandato istituzionale durante le riunioni di Consiglio Comunale e Commissioni consiliari.

La conferenza dei Capigruppo a nostro parere deve condividere un ordine dei lavori del Consiglio comunale in base a valutazioni politiche e amministrative, non riteniamo opportuno entrare nel merito degli impegni personali o lavorativi di ogni singolo consigliere. Ognuno dei 32 consiglieri comunali ha un altro lavoro e ad altri impegni e svolgiamo il nostro mandato con spirito di servizio.

Noi non conosciamo il datore di lavoro del Cantamessi né sappiamo che tipo di contratto di lavoro abbia, ma non vogliamo nemmeno saperlo: la conferenza dei Capigruppo non è il luogo dove si dirimono le controversie sindacali.

Ci sono migliaia di lavoratori precari a Reggio Emilia, che non hanno il privilegio e l’onore che ha Cantamessi di sedere in Consiglio comunale, che ogni giorno conciliano a fatica i tempi di lavoro, famiglia, e tempo libero. L’impegno pubblico è un onore ma anche un onere che Cantamessi, come tutti gli altri consiglieri comunali, ogni giorno concilia con la propria vita privata, che però non va confusa con il ruolo pubblico istituzionale.

 Con questo spirito abbiamo condiviso la proposta dell’ordine dei lavori della Presidente del Consiglio comunale che rispetta la priorità delle delibere amministrative sulle mozioni e che concilia l’ordine cronologico di presentazione delle mozioni con la disponibilità della Giunta ad essere presente e pronta per rispondere in aula durante la discussione.

In passato anche il nostro gruppo ha chiesto di anticipare la discussione di alcune mozioni, da ultima ad esempio la mozione proposta da Sel sulla campagna informativa per il referendum sulle trivellazioni discussa ed approvata lunedì scorso; ma la motivazione della richiesta era tutta politica ed oggettiva (l’avvicinarsi della data del voto del 17 aprile); la richiesta del capogruppo Vaccari invece parte da motivazioni personali e soggettive che non conosciamo e che riteniamo non possano orientare le scelte politiche dei capigruppo.

La gentilezza l’abbiamo sempre usata e dimostrata nei confronti di tutti i consiglieri ed assessori, senza discriminazioni rispetto alle loro condizioni lavorative: è ovvio che se Lunedì 11 dopo aver discusso due delibere e quando sarà il momento di discutere la mozione di Cantamessi, nel caso in cui Vaccari e Guatteri che l’hanno cofirmata non vorranno esporla in sua vece e il consigliere Cantamessi ancora non sarà presente in aula, saremo disponibili a votare una mozione d’ordine per invertire i punti seduta stante.

 Non ci ha ordinato il dottore di candidarci a consiglieri comunali, noi tutti e 32 dedichiamo tanto tempo all’attività politica e amministrativa, tempo che viene sottratto al lavoro (anche per i lavoratori autonomi e professionisti, anche se non hanno bisogno di permessi), alle nostre famiglie e al nostro tempo libero. È davvero spiacevole però dover discutere in conferenza dei capigruppo le condizioni personali di un consigliere e non riteniamo corretto, nemmeno per il rispetto che abbiamo per il consigliere Cantamessi, che queste condizioni diventino oggetto di una discussione politica pubblica.

Vaccari si scusi con Cantamessi per aver reso pubbliche le sue difficoltà personali e Cantamessi si rivolga agli organi preposti se ritiene di non veder rispettato un suo diritto previsto per legge, e se così fosse esprimiamo la nostra solidarietà umana e politica al consigliere Cantamessi, ma le decisioni politiche amministrative che prendiamo ogni giorno rimarranno fedeli ad un interesse pubblico e generale e non a situazioni personali e soggettive”. “Andrea Capelli, capogruppo PD”.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *