La Polfer salva mamma e bimbo in fuga dalla violenza

6/4/2016 – Una ragazza rom, in fuga dalle continue violenze del marito, dopo mille peripezie è arrivata col il suo bambino  da un centro della Francia sino alla stazione Mediopadana di Reggio Emilia, saltando da un treno all’altro, senza mangiare e senza dormire. Disperata e affamata, ormai priva di forze, è stata soccorsa dagli agenti della Polizia Ferroviaria di Reggio Emilia che hanno rifocillato madre e figlio procurandogli anche un biglietto ferroviario che gli ha permesso di  raggiungere la zona di Roma, dove vivono i suoi genitori. Una storia toccante, dove la volontà di riscatto da una vita di umiliazioni si è incrociata con l’intelligenza e la sensibilità umana dei poliziotti, che hanno capito la situazione e hanno dato una mano decisiva alla ragazza che voleva raggiungere la sua famiglia d’origine.

Il fatto è avvenuto sabato 2 aprile alle 8,40 alla  stazione Mediopadna di Mancasale, dove una pattuglia Polfer ha notato nell’atrio della stazione al piano terra la donna di etnia rom, di 21 anni e nata in Romania “in evidente stato di difficoltà, affaticata e smarrita, con al seguito un bambino in tenera età”.

Fermata e interrogata, la donna spiegava di essersi allontana volontariamento dal campo nomadi dove viveva in Francia col figlioletto, per fuggire dalla continue violenze fisiche e psicologiche pepetrate su di lei dal marito e dalla famiglia di lui. Per impedirle di fuggire il marito le avrebbe sottratto i documenti d’identità, ma la situazione era talmente insopportabile che la ragazza, stanca di violenze e umiliazioni. ha deciso egualmente di scappare col bambino.

Dopo un lungoviaggio si è così ritrovata senza cibo e senza soldi alla Mediopadana, probabilmente arrivandovi col trenino  della Reggio-Guastalla dalla stazione storica di piazzale Marconi.

Gli agenti hanno sfoderato tutta la loro pazienza e per prima cosa hanno verificato la veridicità del racconto: dalla banca dati risultava una denuncia di scomparsa presentata dai genitori,  preoccupati dall’allontamento della ragazza dalla Francia. Quindi hanno assistito madre e figlia, facendoli rifocillare in un esercizio vicino all’ufficio di Polizia Ferroviaria, infine hanno fatto intervenire le strutture assistenziali reggiane, che hanno fornito il biglietto ferroviario, e hanno accompagna la donna e il figlioletto a un treno diretto a Bologna.  Nel frattempo hanno avvertito la Polfer del capoluogo emiliano, che a sua volta ha provveduto ad assistere i due durante il cambio obbligato di treno, “avendo cura di rendere edotto  della situazione di particolare disagio e necessità anche il personale ferroviario di bordo, perchè i due fossero assistiti  nel viaggio sino a destino”.

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