L’incredibile protesta dei maccheroni Salvini spara: “Quei pakistani rimandiamoli a casa”
“E con una scatoletta di pasta cotta come vogliono loro”

29/4/2016 – “Tutti a casa loro da subito, così mangiano quello che vogliono“. Il leader della Lega Nord Matteo Salvini è intervenuto con un post di fuoco su Facebook sulla “protesta dei maccheroni” che l’altra mattina ha visto protagonisti decine di richiedenti asilo, soprattutto pakistani, che si sono presentati davanti alla Questura chiedendo e ottenendo di essere ricevuti dal Questore Isabella Fusiello. Questi presunti profughi, assistiti dalla cooperativa dimora d’Abramo, si lamentano per come vengono cucinati i pasti ( “Non per la qualità, ma per la pasta scotta”). Mangiano tuti i giorni insieme a richiedenti asilo di latre nazionalità in una sala riservata del self service Locomotore, l’ex mensa ferrovieri di via Eritrea (dove per la verità si è sempre mangiato bene).

Matteo Salvini

Matteo Salvini

La protesta dei pakistani è apparsa ai più incomprensibile, anche di fronte al fatto che sono molti i reggiani che stentano a mettere qualcosa in tavola ma non possono contare siu un pasto gratis né al Locomotore né in altri locali.

Lo testimoniano anche i post ricevuti da Reggio Report. Scrive Giorgio:  “Costoro passano il tempo a grattarsi la pancia da mane a sera, a costoro noi forniamo servizi sanitari, vitto alloggio, wifi, iPhone, presto ci chiederanno il bonus escort e chi più ne ha più ne metta. E si lamentano…”.

E Davide: “Perché  non contestano così al loro paese per liberare Asia Bibi? Perché dovremmo accogliere pakistani che al loro paese torturano e condannano a sentenze capitali cristiani completamente innocenti?”.

Il Resto del Carlino di Reggio pubblica oggi un’intervista di Simone Russo proprio a Matteo Salvini: “Sono incredulo, mi verrebbe da dire che non è possibile – dice il segretario del Carroccio -Per me la questione è semplice: biglietto aereo di sola andata e tornino a casa. Se davvero scappano dalla guerra, non penso che il loro primo problema possa essere il menù. Ma questa situazione assurda non è nemmeno colpa loro, ma delle politiche di accoglienza ridicole di un governo ridicolo. Questi signori vengono dal Pakistan, giusto? Bene, si mettano sul primo aereo per il Pakistan con una scatoletta di pasta cotta come vogliono loro. Penso che le loro lamentele siano un insulto alle persone di Reggio che davvero non riescono a mettere insieme un pasto decente”.

Salvini annuncia interrogazioni in Regione e in Parlamento “anche sulla Dimora d’Abramo, la cooperativa che ne gestisce l’accoglienza”. Conclude: ” E’ l’ennesima interrogazione sul tema, perché di casi così ce ne sono diversi. Siamo la barzelletta dell’Europa. Ci chiediamo perché l’Austria si blinda i confini. In ogni caso, visto che solo il 5% delle domande dei richiedenti asilo vengono accettate, penso che su ogni cento potremmo tenerne 5 e rimpatriarne 95″.

 

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8 risposte a L’incredibile protesta dei maccheroni Salvini spara: “Quei pakistani rimandiamoli a casa”
“E con una scatoletta di pasta cotta come vogliono loro”

  1. Ale Rispondi

    29/04/2016 alle 11:09

    Che dire?
    Salvini esprime i suoi concetti in modo un po’ di pancia, ma stavolta visto anche che si parla di cibo e di pasta, ha se possibile ancora più ragione del solito: se non va bene la pasta, che tornino a casa loro, così se la fanno autonomamente come a loro piace.
    A parte che invece che andare dal questore, avrebbero potuto andare dal gestore della Dimora d’Abramo, o ancora più direttamente dal cuoco.
    Il Questore ha fatto bene ad ascoltarli, con una celerità persino eccessiva, ma poi basta.
    Per quanti italiani la vita è difficile, per questioni economiche e non soltanto di pasta scotta, e nessuno neppure li ascolta?
    In Francia mangi la pasta scotta anche nei bar e ristoranti, perchè la usano come contorno e a loro piace così: facciano finta di essere in visita alla Ville Lumiere e tacciano!

  2. Maurizio Rispondi

    29/04/2016 alle 17:55

    Adesso lo sanno i pakistani quale è il punto di cottura della pasta? E quali esperienza al riguardo possono vantare? Forse sono qui da troppo, se sono diventati così esperti!

  3. Con che pasta sono fatti ? Rispondi

    30/04/2016 alle 08:57

    Forse sarebbe meglio aprire gli occhi su quanto questi ‘pakki’ siano bene disposti nei confronti nostri e della nostra cultura (fino a prova contraria il cibo è cultura).
    Per quel che mi riguarda, tranne rare eccezioni, possono pure digiunare a vita.

  4. Giovanna Rispondi

    30/04/2016 alle 09:22

    Consiglio a tutti Voi di leggere su web/pagina : Linkiesta Weekend, l’esauriente intervista a Paolo Bonetti sulla pessima&criminale gestione dell’Immigrazione da parte dell’Italia.
    Non sanno (io mi dissocio e sto piuttosto con quelli che sono capaci di gestire realmente un fenomeno sociale, invece di predicare e blaterare per propria convenienza e totale ignoranza -ovvero ‘i soliti noti’governanti..)applicare le regole europee in materia e neppure utilizzare i Fondi eu per l’Immigrazione.
    L’unica cosa che sanno fare sono le prediche antirazziste, per nascondere tutta la loro incapacità.
    Mi spiace, ma io mi dissocio, da questa massa di coglioni italioti dalla doppia morale SCOTTA.
    Ciao Giorgio

  5. giorgio Rispondi

    30/04/2016 alle 09:27

    Il pakistan è musulmano al 98%, le donne sono esseri considerati inferiori, i cristiani vengono emarginati da qualsiasi carica, a volte uccisi, e se non possono ucciderli li accusano falsamente come nel caso di Asia Bibi appunto, quando un cristiano viene ucciso si fanno cortei di festa.
    Noi invece li dovremmo ascoltare, ma sarebbe niente, li dobbiamo (chi l’ha detto poi?)mantenere, nutrire, riscaldare, dovremmo anche fare attenzione a non fargli fare la fila al pronto soccorso ( eccheccavolo quando mai si fa la fila al pronto soccorso in pakistan!) dovremmo ascoltare le loro fisime, magari rimboccargli le coperte a semplice loro comando e, all’occorrenza, fornire qualche gentil signorina di bell’aspetto, preferibilmente vergine, affinché non siano tentati di fare i cattivi bambini.

    C’è solo una soluzione:
    stracalci in culo al cubo, con progressione geometrica incorporata, meglio se accompagnati, anzi preceduti, da quell’esercito di deficienti che li giustificano e che li lasciano gozzovigliare agggratis sul nostro territorio mentre noi sgobbiamo tutti i santi giorni facendo inoltre salti ad ostacoli per pagare tasse e servizi.
    Altro?

  6. carlo Rispondi

    30/04/2016 alle 16:56

    Non posso convenire con questo linguaggio becero e superficiale, tipico di un razzismo e di una superficialità che purtroppo ancora persiste in molti di noi. Mi ricorda molto l’urlatore del balcone di Piazza Venezia ed il popolo che appalaudiva ad ogni frase urlata. Peccato che il grande Petrolini non sia ancor vivo per ridicolizzarci tutti. Sul caso specifico inviterei il bravo giornalista a dire esettamente come stanno le cose e non a riportare i titoli ad effetto.Infatti in Cina a me hanno offerto il meglio che loro avevano e cioè carne di cane in umido ed in Africa formiche fritte. Per loro è un piatto prelibato. Cioè non si può coinvolgere qualcuno di loro a collaborare in cucina, anzichè presumere di possedere la verità ? Ed ancora perchè non esce qualche norma che permetta di dare un un piatto a chi , in qualche modo , collabora per alcuni servizi sociali . Abbiamo tra l’altro parchi e giardini in degrado. Convengo altresì su chi avverte che non abbiamo una politica per affrontare l’immigrazione: obbligo di imparare lingua ed usi civici nostri ecc. Troppo è lasciato al volontariato , al buon cuore (???) dei cittadini, a strutture di affari ed al laissez faire…..

    • Prego? Rispondi

      01/05/2016 alle 10:09

      Ma per piacere..
      Pensi al suo di linguaggio e anche al suo razzismo e alla SUA di superficialità.
      Qui proprio non ne vedo.
      Se ne deduce che il problemino sia suo (e non solo).

  7. giorgio Rispondi

    01/05/2016 alle 09:20

    Certo Carlo, lei può benissimo non condividere ma cosa le permette di definire becero e superficiale la difesa del nostro territorio, dei nostri usi e costumi, della nostra cultura e in definitiva cosa ci obbliga a mantenere eserciti di fannulloni senza alcun titolo per essere definiti profughi?
    Quando e se, si sarà dato queste risposte magari ritorni evitando di ergersi in cattedra che, a occhio non ne possiede i titoli, difatti definisce razzismo ciò che razzismo non è, definisce superficiale ciò che in realtà evidenzia il problema del “troppo pieno”, anche potrebbe chiedersi come possa un vaso da un litro contenere un litro e tre quarti di un qualsiasi liquido.

    Oppure potrebbe sforzarsi di dubitare che non sia affatto un OBBLIGO essere solidali, e soprattutto cosa sottenda la politica ipocrita e dannosa dell’accoglienza a tutti i costi e senza regole, cosa nasconda in realtà se non una vera e propria sostituzione etnica mirante e creare un vastissimo parco del CONSENSO.

    La solidarietà va motivata e motivarla per chi si dimostra ingrato e arrogante parrebbe piuttosto difficile. Giusto invece sarebbe, ma anche qui c’è da discutere parecchio, farli lavoarre in cambio dell’ospitalità che ricevono.
    Ma i nostri giovani, e meno giovani, che non hanno un lavoro?
    Ah, già, la vecchia e falsa storia del “noi non facciamo certi lavori”.
    Basta, prego.

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