La pasta è scotta? “Se non ti sta bene, quella è la porta”

di Mario Guidetti*

28/4/2016 – Al tav0lo Hemingway, dove si definiscono “costruttori di ponti e non di muri” e conseguentemente ritengono che il nostro Paese debba perseguire nella politica di accoglienza dei profughi che approdano in Italia, sono rimasti colpiti dalle proteste dei profughi in questura sul cibo che viene loro servito nelle strutture di accoglienza dove sono ospiti nella nostra città (strutture alberghiere…chi da un anno e chi da due).

Al tavolo molto si è riflettuto e dibattuto apprezzando sia le dichiarazioni di Luigi Cadoppi, presidente della Dimora di Abramo che gestisce l’accoglienza degli stranieri nella nostra provincia che la disponibilità all’incontro dimostrata dal questore Isabella Fusiello. Non abbiamo difficoltà a credere nelle parole di Codeluppi quando sostiene che il “menù è ottimo…siamo disponibili a parlare con questi gruppi (sono 16 che provengono da diversi Paesi), migranti che hanno subito uno choc, cercare di venirci incontro reciprocamente….).

Detto questo, un membro del tavolo Hemingway  ha rimarcato come sua moglie, a fronte di una sua rimostranza sulla pasta scotta servitagli il giorno precedente, si sia sentito rispondere non come Codeluppi, ma con un perentorio: “Se non ti sta bene, anda, lì c’è la porta”. Lui ha abbozzato e, non sapendo dove andare, (pur con una situazione molto diversa rispetto a quella, tragica, dei migranti), ha scelto la strada del dialogo e dal quel momento ha ristabilito l’armonia “con chi tutti i giorni, come fanno le rezdore, gli prepara il pranzo e la cena”…

Morale:  dialogare, dialogare, dialogare – regola che a Reggio Emilia, con chi è disponibile, non è mai mancata.

 *Portavoce del “tavolo Ernest Heminway”

                     

 

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2 risposte a La pasta è scotta? “Se non ti sta bene, quella è la porta”

  1. Giorgio Rispondi

    29/04/2016 alle 08:13

    Lì c’è la porta ..anda!
    E’ la cosa più gentile che si possa esprimere.
    Comprendo che sia difficile oggigiorno chiamare le cose con il loro nome poiché la libertà di espressione, come il corretto uso della lingua, sono diventati materia difficilmente gestibile, però questi clandestini, tali sono visto che provengono dal pakistan ove non c’è alcuna guerra in corso, sono stati ricevuti dopo cinque minuti dal questore.
    Cinque minuti, c’è gente che per questioni molto più gravi ha dovuto aspettare due giorni.
    Il problema dunque dove sarebbe, a parte i “tavoli” buonisti, che dovrebbero essere sparecchiati in tutta fretta vista la contingenza, ci si cominci a chiedere come mai si permette a persone che stiamo mantenendo di lamentarsi per il cibo, che da noi è eccellente fra le altre cose.
    Costoro hanno capito che siamo un popolo imbelle, votato ala suicidio culturale, facilmente sottomettibile, privo di spina dorsale ancor prima che di buon senso.
    Costoro passano il tempo a grattarsi la pancia da mane a sera, a costoro noi forniamo servizi sanitari, vitto alloggio, wifi, iPhone, presto ci chiederanno il bonus escort e chi più ne ha più ne metta.
    E si lamentano.
    Perciò “anda!” è la cosa più cortese che viene in mente.
    La cosa più sensata sarebbe: Sparite!

    • Menù Rispondi

      29/04/2016 alle 16:57

      Caro Giorgio,
      forse mirano ad un menù etnico locale..?
      Con ‘la Boldrina’& C. in Parlamento non mi stupirebbe affatto che sia già dietro stamparne..
      Comunque se non mangiano non hanno fame davvero.
      Quindi : prima di sparire, sparecchiate!!
      😀
      G.

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