“Italia sfigurata dalla corruzione, avvilente caduta etica”
L’allarme di Pietro Grasso al 25 aprile di Reggio

25/4/2016 – Un’Italia preda della corruzione e di un’avvilente caduta etica, dove crescono le diseguaglianze e le marginalità. Un’Europa che di fronte alla crisi economica e all’emergenza rifugiati si èscoperta “divisa e incapace di solidarietà” in cui si vedono ritornare “rigurgiti di nazionalismo e recinti di filo spinato”.

E’ un durissimo atto d’accusa, un allarme per le sorti stesse del Paese e dell’Unione europea, quello lanciato oggi a Reggio Emilia dal presidente del Senato Pietro Grasso, nel suo discorso ufficiale alla manifestazione del 25 aprile in piazza Martiri del 7 luglio.

Il presidente del senato Pietro Grasso nel corteo di Reggio Emilia

Il presidente del senato Pietro Grasso nel corteo di Reggio Emilia

Secondo Grasso, il Paese deve rispondere al disastro ritrovando lo stersso spirito di sacrificio, di giustizia e di libertà che animò la resistenza: i 7 fratelli Cervi sono l’esempio di come dovrebbero essere gli italiani di oggi.

25 Aprile con Pietro Grasso a Reggio Emilia: la folla in piazza MARTIRI

25 Aprile con Pietro Grasso a Reggio Emilia: la folla in piazza MARTIRI

Naturalmente dal presidente di palazzo Madama non una parola sulle vittime e sugli eccidi perpetrati nel reggiano e nel Nord da quei partigiani comunisti che infangarono la Resistenza col sangue di migliaia e migliaia di innocenti, e nonostante tutto sono considerati degli eroi. Forse sarebbe stato chiedere troppo, alla terza carica di uno Stato che non ha mai trovato il coraggio di dire la verità. Il Chi sa parli è stato respinto lontano, la Liberazione è ancora oggi una festa solo per una parte dell’Italia.

Grasso con Vecchi e Manghi mentre depone la corona d'alloro al monumento ai caduti del 7 luglio

Grasso con Vecchi e Manghi mentre depone la corona d’alloro al monumento ai caduti del 7 luglio

Nel pomeriggio, il presidente Grasso ha aperto la festa della Liberazione a Casa Cervi a Gattatico.

“La vicenda umana dei Cervi – ha detto fra l’altro – è un esempio ancora oggi n grado di scuotere le nostre coscienze. Una storia che non dobbiamo mai smettere di raccontare ai nostri figli e ai nostri nipoti, perché ha in sé la parabola intera del nostro essere cittadini di questo Paese. Unisce le tradizioni cattoliche e socialiste, la cultura contadina e la capacità di rinnovarsi e crescere, la giusta aspirazione allo spezzare le proprie catene e lo sguardo limpido a un futuro solidale e internazionalista”.

“Ci ricorda come la Liberazione fu possibile proprio perché uomini e donne di diversa estrazione, con profonde divergenze culturali, politiche e religiose scelsero di essere parte di un più ampio progetto di riscatto sociale e morale

UNA CORONA PER ROLANDO RIVI, IL MARTIRE BAMBINO AMMAZZATO DAI COMUNISTI

25/4/2016 – Come preannunciato, oggi la Lega Nord ha commemorato il Beato Rolando Rivi nella pieve di San Valentino di Castellarano, dove sono costudite le reliquie del martire bambino.
La Lega Nord a San Valentino per il Beato Rolando Rivi

La Lega Nord a San Valentino per il Beato Rolando Rivi

Una cerimonia alla quale hanno partecipato delegazione dei giovani della Lega Nord Emilia provenienti da Parma, Reggio, Modena e Bologna, e che ha voluto simbolicamente riunire nel ricordo i sacerdoti e tutte le vittime innocenti trucidate durante e dopo la Liberazione dai partigiani comunisti. Vittime che le istituzioni locali, la Regione e lo Stato si ostina a dimenticare, senza però riuscire a cancellare una pagina scomoda e tragicamente vera della storia italiana.
A San Valentino è stata deposta  una corona di fiori con  la scritta: “Per non dimenticare”
rolando rivi lega 2
Rolando Maria Rivi, seminarista di 14 anni fu rapito, torturato e a Monchio di Modena il 13 aprile 1945 da un gruppo di partigiani della Brigata Garibaldi.
“A oltre settant’anni da quella barbarie- dichiara il segretario della Lega Nord Emilia Gianluca Vinci –  è giunto il momento che nel giorno della Liberazione avvenuta grazie alle Forze Alleate, i cittadini reggiani prendano coscienza dei crimini efferati commessi da alcuni partigiani rossi nel cosiddetto Triangolo della Morte.
Tra Reggio, Modena e Bologna morirono 93 sacerdoti, quasi tutti per mano dei partigiani”.

IL DISCORSO DEL PRESIDENTE DEL SENATO PIETRO GRASSO A REGGIO EMILIA

Care partigiane, cari partigiani, Presidente Manghi, Sindaco Vecchi, Autorità civili, militari e religiose, ragazze e ragazzi,

sono sinceramente felice ed emozionato di essere a Reggio Emila a festeggiare insieme a voi il 71° anniversario della Liberazione. Durante la pagina più buia per il nostro Paese, donne e uomini valorosi si misero al servizio della Patria, rischiando la propria vita e tutto quello che avevano, per riscattare l’Italia dalla vergogna della dittatura fascista e dell’oppressione nazista. Ciascuno aveva radici, ragioni e sentimenti differenti, eppure tutti erano uniti dall’unico grande ideale di liberare il Paese e renderlo migliore. Reggio Emilia ha contribuito a quella causa in maniera straordinaria, pagando un prezzo altissimo e doloroso: 626 caduti fra i suoi oltre 9.500 combattenti volontari; 1200 civili deportati; più di 8.000 militari internati nei lager tedeschi; l’incendio di interi paesi; la vile uccisione di centinaia di civili, fra cui donne e bambini, vittime della barbara regola fascista della rappresaglia contro popolazioni incolpevoli e inermi.

GRASSO REGGIO 2

Un sacrificio giustamente riconosciuto con il conferimento alla città della Medaglia d’oro al valor militare, e con la gratitudine dell’Italia intera di cui oggi mi faccio interprete con commozione.

Pietro Grasso parla a Reggio Emilia

Pietro Grasso parla a Reggio Emilia

 

Oggi festeggiamo insieme il giorno nel quale le ambizioni di quelle donne e di quegli uomini coraggiosi iniziarono a realizzarsi, un giorno dedicato alla libertà, ai diritti, alla dignità di cui il popolo italiano si riappropriò 71 anni fa. A coloro che hanno permesso i primi passi della nostra grande democrazia tributiamo affetto, riconoscenza e ammirazione. Ma ricordare, cari amici, non è un formale rituale , un esercizio retorico, un dovere protocollare. E’ un atto di rispetto e una promessa di impegno. Rispetto per chi ha sofferto, e impegno a mantenere vivi e fare crescere quegli ideali di eguaglianza, giustizia, democrazia, libertà: gli ideali della Resistenza. Valori ai quali i nostri costituenti, pur diversi per credo politico e religioso, si ispirarono per edificare la Repubblica in quella meravigliosa sintesi che è la nostra Costituzione.

Il Paese oggi è scosso da un’avvilente caduta etica, dalla corruttela, dall’abuso delle funzioni e delle risorse pubbliche, dal crescere delle diseguaglianze e della marginalità, da un allontanamento dei cittadini dai partiti e dalla politica.

Ebbene, dobbiamo reagire con la nostra opera, con la nostra intelligenza e il nostro cuore per opporre al cinismo, all’egoismo e all’indifferenza lo spirito di quegli anni, quello spirito che la Resistenza ha impresso per sempre nel concetto stesso di cittadinanza e di libertà. Un dovere che grava soprattutto sulla politica, che deve tornare a servire il bene comune; ad animare spinte ideologiche soprattutto fra i giovani; a pensare e costruire progetti strategici per il futuro del Paese; ad offrire a tutti l’opportunità di realizzarsi. Anche ciascun cittadino deve sentire lo stesso dovere, sforzandosi di perseguire gli stessi ideali, di ricondurre ad unità i propri valori individuali, come i sette fratelli e papà Cervi, in modo da fornire il proprio contributo alla nostra democrazia.

Dagli orrori della guerra nacque anche il grande sogno dell’Europa unita, che si è realizzato nel più grande spazio di libertà, diritti e pace della storia dell’umanità. Un sogno che oggi rischia di sgretolarsi sotto i colpi dell’egoismo, dell’indifferenza e del tradimento dei valori comuni. L’Unione, di fronte alle prime grandi crisi che ha dovuto affrontare, quella economica e quella dei rifugiati, si è scoperta divisa e incapace di solidarietà. Nel cuore dell’Europa stiamo vedendo tornare rigurgiti di nazionalismo e recinti di filo spinato, proprio tutto ciò contro cui hanno combattuto le nostre partigiane e i nostri partigiani. Proprio loro che hanno dato la vita, che hanno subito le rappresaglie, per avere aiutato i fuggiaschi e i perseguitati, per avere difeso la libertà e la dignità degli altri, posso immaginare cosa penserebbero oggi del cinismo con cui certi Paesi vorrebbero abbandonare chi fugge da guerre, persecuzioni e povertà, quei Paesi che rispondono alla disperazione con muri e barriere.

Concludo. Domenico Caporossi aveva solo 17 anni quando da condannato scrisse: “Vado a morire, ma da partigiano, col sorriso sulle labbra e una fede nel cuore”. Io credo che ripercorrere la storia degli uomini e delle donne che furono protagonisti di quella stagione di lotta, di liberazione, di rabbia e d’amore, debba accendere in ciascuno di noi una scintilla, l’ambizione di costruire un futuro rispettoso dei valori della nostra Costituzione. Insieme, amando e difendendo le istituzioni, possiamo recuperare la speranza e la fiducia nel futuro e “col sorriso sulle labbra e una fede nel cuore”, costruire questo grande Paese come i partigiani lo immaginarono. Viva la Resistenza, Viva Reggio Emilia, Viva l’Italia!

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2 risposte a “Italia sfigurata dalla corruzione, avvilente caduta etica”
L’allarme di Pietro Grasso al 25 aprile di Reggio

  1. Pasta col pomodoro Rispondi

    25/04/2016 alle 14:44

    Bruciate i vostri simboli obsoleti
    spogliatevi delle vostre medaglie insaguinate
    riponete le vostre maschere tragiche
    rinunciate ai vostri conti in banca..
    Ora riflettete su chi cazzo siete davvero.

  2. SANDRO PERTINI Rispondi

    26/04/2016 alle 09:37

    Mi sto ribaltando nella tomba e non mi fermo.

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