Iren, l’assemblea slitta al 9 maggio
Cda e voto maggiorato, una multiutility occupata dal Pd

21/4/2016 – L’assemblea di bilancio del Gruppo Iren, originariamente prevista per venerdì 22 aprile, è slittata al 9 maggio, sempre nella sede legale di via Nubi di Magellano a Reggio Emilia.

Il rinvio si era reso necessario a causa dei contrasti politici insorti soprattutto a Genova all’interno della coalizione di sinistra che sostiene Marco Doria, sulla delibera del voto maggiorato. Ma alla fine anche  palazzo Tursi  ha detto sì. Oggi si è riunito per l’ultima volta il cda uscente per mettere a punti tutti gli adempimenti pre assemblea.

Il Pd e i sindaci del patto (Fassino, Doria, Vecchi e ora anche Pizzarotti di Parma, che per rientrare nel patto ha sacrificato Lorenzo Bagnacani, uno dei consiglieri migliori di Iren) sono sicuri che  la delibera del voto maggiorato passerà senza troppi problemi: i pattisti detengono la maggioranza assoluta delle azioni, e ritengono di ottenere i due terzi dei voti presenti in assemblea (necessari per modificare lo statuto) senza dove fare  concessioni ai fondi d’investimento che detengono quote importanti di Iren.

Il meccanismo del voto maggiorato assegna in assemblea un peso doppio alle azioni tenute in portafoglio da almeno 24 mesi e annotate in un apposito elenco speciale. Di conseguenza assicura agli enti locali  e alla politica (cioè al Pd, che farà il pieno anche nel nuovo consiglio di amministrazione) il controllo su Iren anche quando i comuni del patto decideranno di grossi pacchetti di azioni, scendendo sotto il 50%. E gli investitori privati pronti a entrare in Iren non mancano, così come è noto l’interesse di A2A verso Iren.

D’altra parte il meccanismo del voto maggiorato è a doppio taglio, perchè nel tempo rende l’azienda più facilmente scalabile.

Anche questo in Sala del Tricolore si è assistito a uno scontro frontale tra Pd e sindaco Vecchi da una parte e opposizioni dall’altra (in particolare i grillini, ma anche i civici e Forza Italia ) sul presente e il futuro di Iren: dall’occupazione manu militari della nuova società Ireti da parte del Pd,  ai debiti del comune di Torino, dalla situazione di Iren Rinnovabili guidata dall’avvocato Ettore Rocchi sino all’indebitamento complessivo di Iren che secondo cifre rettificate supererebbe i 2 miliardi 700 milioni. Il voto maggiorato, almeno in questa fase, metterà il Pd in condizione di fare il bello e il cattivo tempo in una multiutility dove il peso della politica è esorbitante, e si traduce fondamentalmente in bollette energetiche e idriche sempre più care.

L’assemblea del 9 maggio, oltre al voto maggiorato,  approverà anche un aumento di capitale di circa 35 milioni, finalizzato essenzialmente a realizzare operazioni di incorporazione e fusione. Il dossier principale è quello dell’Amiu, l’azienda ambientale di Genova diretta dal reggiano Ivan Strozzi.

(p.l.g.)

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *