Iren: il “voto maggiorato” approda in consiglio comunale. Il Pd fa quadrato

4/4/2016 – Nella seduta di oggi, lunedì 4, il consiglio comunale di Reggio Emilia affronta – oltre al bilancio di previsione dell’ente – anche il tema caldo di patti parasociali Iren e dell’introduzione del voto maggiorato che permetterà agli enti locali e al Pd di mantenere il controllo ferreo sulle nomine della multiutility anche quando scenderanno sotto il 50% delle azioni.

Non mancano i mal di pancia – a Genova il sindaco Doria ha dovuto chiedere il rinvio della discussione in consiglio comunale – tuttavia il sì della maggioranza reggiana appare scontato. Sul voto maggiorato si è espresso a favore il circolo cittadino di Sel, mentre Cgil, Cisl e Uil a livello nazionale non  comtrastano la misura, anche se la considerano insufficiente a mantenere il controllo pubblico su Iren. D’altra parte il gruppo è quotato in Borsa e quindi per sua definizione è contendibile: agli investitori istituzionali il voto maggioranto non piace per niente, e si preparano a dare battaglia nell’assemblea del 22 aprile (salvo accordi preventivi) dove per deliberare le modifiche statutarie sono necessari i due terzi delle azioni presenti.

LA POSIZIONE DI CGIL, CISL E UIL NAZIONALI

“Nella giornata del 31 marzo si è svolto l’incontro richiesto dalle OOSS col sindaco Fassino, in rappresentanza dei comuni soci di Iren, del sindaco Doria e del segretario del patto Beggi. All’incontro ha partecipato una delegazione sindacale composta dalle confederazioni nazionali, regionali, territoriali e dalle categorie che seguono la multiutility.

Abbiamo rappresentato alla proprietà la nostra contrarietà al metodo usato che ci ha costretto ad apprendere solo dalla stampa quanto era intenzione della proprietà in merito alla modifica dei patti parasociali e dello statuto per poter discendere al di sotto del 51% del pacchetto azionario senza perdere il controllo della società, e nel merito in quanto a nostro avviso le modifiche statutarie –

diritto al voto maggiorato in occasione della nomina del CDA e delle modifiche allo statuto – non possono tutelare pienamente rispetto a una maggioranza azionaria assoluta. Abbiamo chiesto specifiche in merito al voto maggiorato, che consentisse comunque ai Comuni di detenere anche in futuro la proprietà in mano pubblica.

Maggioranza che ci è stato ribadito, di fatto però non esisterebbe già più a seguito delle note vicende di Parma. La proprietà ha smentito la volontà di procedere alla vendita in tempi rapidi di parte del pacchetto azionario anche perché il diritto derivante dalle nuove norme statutarie non potrà essere esercitato che dopo il lasso di tempo stabilito.

Abbiamo richiesto segnali importanti che riempiano di significato l’esercizio del controllo pubblico in Iren, che il sindaco Fassino ha ritenuto di accogliere, che riguardano tematiche proprie del confronto confederale con la proprietà e altre specifiche delle categorie con il management societario, dando precise rassicurazioni che, grazie al voto maggiorato, non è messa in discussione la proprietà pubblica di Iren.

Conseguentemente, ferme rimanendo le nostre considerazioni sulle modalità e il contenuto dell’operazione che vedrà nei prossimi giorni il passaggio nei consigli comunali, abbiamo convenuto sull’esigenza di riprendere entro aprile il confronto sul rinnovo del patto sottoscritto nel 2010 con la parte pubblica, di definire un percorso per il rafforzamento del radicamento sul territorio attraverso i patti territoriali, di affrontare il tema delle forme di partecipazione dei lavoratori al controllo dell’impresa, di rivedere il piano industriale, i contratti di servizio e realizzare un protocollo appalti fondato su clausole di salvaguardia sociale e occupazionale.

Nei prossimi giorni verrà definito un calendario di incontri; nel frattempo la parte pubblica si è impegnata ad indicare alla società l’esigenza di favorire un miglior clima nelle relazioni fra azienda e organizzazioni sindacali territoriali avviando confronti ove necessario”.

SEL: “PERCHE’ SIAMO FAVOREVOLI”

Il Circolo Berlinguer di Sinistra Ecologia Libertà di Reggio Emilia  ritiene indispensabili i cambiamenti statutari di Iren che consentiranno un voto maggiorato a chi manterrà la proprietà delle azioni per più di 24 mesi e trova irresponsabile chi sta provando a far passare il messaggio che le modifiche consentiranno di vendere più facilmente le azioni di Iren. Niente di tutto questo è previsto nelle modifiche oggetto di discussione.

In questo senso condividiamo pienamente le dichiarazioni del sindaco di Genova Marco Doria, uno dei principali protagonisti della rivoluzione arancione che ha visto SEL tra i promotori, che criticando Parma e Torino per aver già fatto scendere la quota di azioni pubbliche di IREN sotto il 51% dice:”non possiamo assumerci la responsabilità di far perdere il controllo pubblico su Iren”,un controllo pubblico “molto più efficace rispetto alla normativa precedente che non distingueva tra azioni con diritto di voto e non”.

Mantenere la governance pubblica di Iren è – e dovrà essere sempre più, viste il contesto politico e sociale che stiamo attraversando – un obiettivo irrinunciabile per tutte le amministrazioni di centro-sinistra di cui facciamo parte.

Su un piano politico più generale consente ai governi locali di porre un freno alla politica liberalizzatrice che sta avanzando progressivamente nelle scelte normative portate avanti dagli ultimi governi nazionali.
Su un piano più gestionale locale e di controllo dei relativi processi decisionali, consente alle amministrazioni locali di mantenere una relazione diretta con l’azienda che, soprattutto negli ultimi anni,ha prodotto risposte concreta ai bisogni e alle necessità emerse nei territori. Rispetto a questo ultimo aspetto ci riferiamo in particolare al ruolo determinante svolto dalle amministrazioni comunali nell’affrontare problematiche sociali in costante aumento,come ad esempio quelle legate al tema delle morosità delle utenze.Perdere la governance pubblica di Iren significherebbe pertanto da un lato piegarsi definitivamente all’ideologia neoliberista che ha prodotto la drammatica fase economica che stiamo attraversando, dall’altro, conseguentemente, rinunciare a dare risposte ai bisogni sociali dei nostri territori”. I coordinatori del circolo SEL Berlinguer di Reggio Emilia Sebastiano Milazzo
e .Graziano Montanini

 

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