In consiglio è vietato parlare del sindaco Vecchi, di sua moglie Maria Sergio e degli affari edilizi

18/4/2016 – Il Pd oggi ha impedito la discussione in consiglio comunale dell’ordine del giorno urgente dei 5 Stelle con la richiesta sia di chiarimenti rispetto alle informative agli atti del processo Aemilia su Maria Sergio e sui presunti favoritismi nei confronti di determinati imprenditori delle costruzioni, oltre che sulla vicenda della vendita dell’area ex casello A1, e sia di dimissioni del sindaco Luca Vecchi.

Su 25 votanti rispetto a 28 presenti (tre non hanno partecipato al voto), l’astensione di forza Italia e 6 favorevoli, il consiglio non ha ammesso l’odg alla discussione. Il capogruppo del Pd Capelli lo ha dichiarato “irricevibile” affermando fra l’alto che non emergono neppure questioni di inopportunità politica. Affermazioni che hanno suscitato la reazione di Vaccari, capogruppo 5 Stelle, il quale ha ribaltato su Capelli l’accusa di propagandismo elettorale. d’altraparte viene da chiedersi cosa bisogna aspettare ancora per porre una questione politica lampante di opportunità e conflitti d’interesse.

Il consiglio ha invece ammesso un ordine del giorno presentato da Pierluigi Saccardi e firmato anche da Vaccari, Claudia Aguzzoli, Cantergiani , Roberta Pavarini col quale si torna a chiedere le dimissioni o l’autosospensione dal consiglio, in attesa della sentenza, di Giuseppe Pagliani imputato nel processo Aemiliae che ha scelto il rito abbreviato. Il documento, che riprende le accuse della Dda, usa toni durissimi esprimendo “condanna per il comportamento politico, morale e sociale di Pagliani”.

Il capogruppo di Forza Italia ha replicato per le rime , accusando Saccardi anche di aver ritagliato “in modo un po’ infame” una intercettazione telefonica, ma soprattutto citando l’ordinanza del tribunale del Riesame che nel febbraio 2015 lo aveva scarcerato con la motivazione che “le condotte del ricorrente non integrano nè l’elemento oggettivo nè l’elemento soggettivo della fattispecie delittuosa in contestazione”, che è quella di concorso esterno in associazione mafiosa. Da notare che l’ordinanza è passata in giudicato perchè la Dda non ha presentato ricorso. Pagliani insomma, ha ribadito di essere vittima di un’ingiustizia palese, e ha annunciato querele nei confronti dei firmatari dell’ordine del giorno.

Il documento doveva essere  discusso e votato in serata, in coda ai lavori del consiglio. Ma al momento del dibattito, a sorpresa il capogruppo Pd Capelli ha chiesto e ottenuto il rinvio. Da notare che a favore dell’ammissibilità hanno votato anche i tre consiglieri di Forza Italia, vale a dire Claudio Bassi, Caccavo e lo stesso Pagliani. Insomma, di Pagliani in consiglio si può parlare, ma del sindaco Vecchi no.

LA POSIZIONE DEL GRUPPO PD: NOI RIFIUTIAMO LE LETTERE ANONIME, LE LETTERE DAL CARCERE E I CORVI CHE SPARGONO VELENI

“C‘è, nel posizionarsi da parte delle opposizioni all’attacco del Comune di Reggio Emilia, un errore prima di tutto politico, nella lettura di ciò che questa città è nel profondo, ciò che i suoi abitanti hanno capito sin troppo bene, sul passaggio storico che stiamo vivendo.

 Reggio Emilia rifiuta le lettere anonime, i corvi che spargono veleni nascosti sotto l’anonimato, chi vuole impedire lo svolgimento democratico del dibattito pubblico e lo fa per interessi inconfessabili.

Noi se dobbiamo combattere qualcuno lo facciamo a viso aperto, non di nascosto, lanciando fango e nascondendo la mano.

 Reggio Emilia rifiuta le lettere dal carcere infarcite di veleno. Noi stiamo con le istituzioni, tutte: stiamo con gli enti locali, coi giudici e con le forze dell’ordine.  Chi è imputato risponda ai giudici, si faccia assolvere se ne ha le prove e non cerchi di inquinare il processo Aemilia. Reggio Emilia è contro i dossier, i tentativi di ricatto, le consorterie varie che pensano di usare le Stato. Reggio Emilia non dà credito alle millanterie dei mafiosi, a chi diffonde la cultura del sospetto, l’allusione, la calunnia.

 Chi non ha capito questo non ha capito Reggio Emilia. Se qualcuno pensa di spaventarci, se qualcuno pensa di spingere persone oneste nell’angolo con mezzi del genere, sappia che non abbiamo paura, che abbiamo la schiena dritta.

 I consiglieri di opposizione hanno una straordinaria chance: combattere politicamente in quest’aula con proposte, idee, un’alternativa alla nostra. Ma allo stato attuale dei fatti di tutto questo nel loro lavoro non c’è traccia.

 Ma si sbagliano se pensano che li seguiremo su questa strada. Rigettiamo l’odg ex articolo 20 perché non c’è alcuna urgenza nelle notizie di stampa: sono inchieste datate, che gli investigatori hanno svolto e che hanno portato a non procedere contro le persone contro cui si scagliano i consiglieri di opposizione, in una confusione continua nella quale si mettono assieme indagati e non indagati, imputati e non imputati con un metodo che riteniamo inaccettabile”. Gruppo Pd in Consiglio comunale

 18/4/2016 – Si prepara uno scontro durissimo nella seduta di oggi pomeriggio del consiglio comunale di Reggio Emilia. Il gruppo 5 Stelle presenta un ordine del giorno urgente ex articolo 20 che, muovendo dalle informative dell’Aisi, dei Carabinieri  e della Procura di Reggio Emilia sulla moglie del sindaco, Maria Sergio, la sua assunzione da parte dell’ex sindaco Delrio e il quadro di presunti favoritismi a imprenditori dell’edilizia, chiede allo stesso sindaco Luca Vecchi di dimettersi “da una carica per la quale non ha più nessuna credibilità”, non prima di acer riferito al consiglio “in maniera esaustiva” sulle vicende emerse negli atti del processo Aemilia (nel quale, va detto per chiarezza, nè il sindaco nè Maria Sergio sono indagati), sull’affare della vendita dell’area casello A1 e su conti e fatture delle spese sostenute per il completamento della casa di Masone.

Sarà scontro frontale, dicevamo, perchè il Pd fa quadrato intorno al sindaco: lo aveva annunciato il capogruppo CApelli e lo ha confermato oggi il segretario cittadino Mauro Vicini che conferma “il sostegno pieno del Pd ai vertici istituzionali” e accusa le opposizioni di trescare con “imputati e intrallazzatori”.

l’OdG dei 5 Stelle dovrà passare sotto le forche caudine del voto di ammissibilità all’inizio della seduta. Se sarà ammesso, sarà discusso una volta esauriti gli altri punti in discussione. Ma voto o no voto, le vicende emerse negli ultimi tempi (compresi gli interessi dei parenti di Maria Sergio in un paio di piani edilizi) sono talmente pesanti che i chiarimenti in consiglio sono doverosi, e neppure il Pd può far finta di niente.

L’ORDINE DEL GIORNO DEL GRUPPO 5 STELLE

PREMESSO CHE

Da atti del processo Aemilia, atti provenienti da AISI, Carabinieri e Procura, emergono fatti sconcertanti riguardanti la signora Maria Sergio, moglie del sig. Sindaco, nel periodo in cui era Dirigente del settore Urbanistica del nostro Comune, e per quasi un anno anche del settore Edilizia Privata;
• tali fatti riguarderebbero l’ipotesi che la riconferma del 2009 sarebbe stata concessa, dal precedente Sindaco Graziano Delrio attuale Ministro delle Infrastrutture, in cambio dei voti, al suo partito ed alla sua candidatura a Sindaco, da parte della comunità cutrese residente nella nostra città;
• si parla di favori verso alcune imprese edili per agevolazioni nelle variazioni di destinazioni d’uso di terreni, in particolare alcune delocalizzazioni di volumi del contestato Tu8 di via Talami di cui avrebbe goduto la ditta EdilPapaleo trasferendoli in largo Blasetti;
• si parla anche di un’altra area molto discussa, cioè quella relativa all’ex casello autostradale ed in cui si fa anche riferimento al sig. Sindaco, quando al tempo era capogruppo di maggioranza;
• infine l’ex Dirigente viene citata come punto di riferimento da parte dell’avvocato Domenico Grande Aracri, fratello del boss Nicolino, probabilmente millantando, ma il fatto che fosse un nome “spendibile” pone dei sospetti che devono essere fugati anche prima dell’esito delle attività investigative;
• non si può dimenticare la triste vicenda della casa dove risiede il sig. Sindaco, proprietà della di lui consorte cioè l’ex Dirigente Maria Sergio, ed acquistata al grezzo da un imprenditore ora agli arresti nel processo Aemilia e di cui sono state chieste le fatture ed i bonifici eseguiti per il completamento, ma di cui ancora non sappiamo nulla.
Rilevato che:

sono fatti gravissimi anche per il fatto che sono contenuti in atti e rapporti ufficiali di soggetti istituzionali e depositati agli atti del più grande processo contro la malavita organizzata nel nord Italia. Gettano ombre scurissime sulla gestione dell’Urbanistica nella nostra città e le conseguenze che ha avuto.

Considerato che:
la trasparenza, l’onestà e la legalità devono essere la bandiera di ogni rappresentante pubblico di questo consesso, senza voler dire delle proverbiali qualità della moglie di Cesare, ma qui si parla di atteggiamenti poco trasparenti dell’ex Sindaco e attuale Ministro Graziano Delrio, della Dirigente per dieci anni del settore Urbanistica, moglie del sig. Sindaco e ex capogruppo di maggioranza nella passata consigliatura, e dell’attuale sig. Sindaco quando era capogruppo di maggioranza.
La credibilità di un amministratore si basa sulla trasparenza dei suoi atti e sulla specchiata onestà del suo agire.

SI CHIEDE AL SINDACO

• di dimostrare la sua trasparenza relazionando in maniera esaustiva e completa riguardo i fatti esposti nelle informative citate riguardanti la sua consorte, nella qualità di ex Dirigente di un settore importantissimo del Comune;
• di relazionare in maniera esaustiva sul suo coinvolgimento, anche professionale, riguardante l’area dell’ex casello autostradale;
• di consegnare copia delle fatture e dei bonifici eseguiti per il completamento della casa di sua moglie;
• di prendere atto della gravità della situazione che si è creata in città e rassegnare le dimissioni da una carica per cui non ha più la necessaria credibilità.

Norberto Vaccari
Gianni Bertucci
Ivan Cantamessi
Alessandra Guatteri
Silvia Incerti
Paola Soragni

IL PD VICINI: PIENO SOSTEGNO AL SINDACO. “A REGGIO SI Dà CREDITO A PERSONE IMPUTATE”

Quanto sta accadendo in questi mesi a Reggio Emilia è il contrario esatto della politica. La politica si fa mettendoci la faccia,confrontandosi con la cittadinanza, assumendo delle decisioni altermine di un percorso aperto, normato, in chiaro.
Quello che accade a Reggio Emilia da troppo tempo è, invece, l’esattoopposto: si dà colpevolmente credito alla versione di persone imputate, anziché stigmatizzarne le esternazioni e costringerle arispondere sulle contestazioni che vengono loro mosse dallamagistratura. Ci si attacca a dossier anonimi, a ricostruzioniinsultanti e mai verificate contro le quali, anche in questo caso,sono partite denunce.
Le opposizioni, usando questo metodo che confina molto da vicino conla macchina del fango si assumono una responsabilità gravissima. Seil dibattito futuro di Reggio vedrà da una parte chi agisce alla lucedel sole e, dall’altra, chi non ha più nulla da perdere e tramanell’ombra, inquina i pozzi del confronto democratico e costruiscedossier, i cittadini sapranno molto bene da che parte stare. Ciriflettano bene, certi consiglieri comunali che compulsano comunicatistampa: in gioco non ci sono un pugno di voti, ma le basi delconfronto democratico, sancite dalla Costituzione.
Il Partito Democratico della città ribadisce con forza il suo pieno e convinto sostegno ai vertici istituzionali reggiani e rifiuta in toto questo metodo: non ci piegheremo mai a dibattere con imputati,intrallazzatori, né con chi prende il loro veleno e cerca di darglidignità sulla scena pubblica. Forse otterranno qualche titolo a novecolonne, ma Reggio ha una lunga storia democratica, la città realenon si fiderà mai di chi, pur di ottenere visibilità, è disposto atutto, anche a digerire le infamie di una banda di malfattori.
La lotta alla mafia è la battaglia trasversale di tutti gli onesticontro i disonesti. Chi dice altro mente, sapendo di mentire.
Sul tema urbanistico, tanto dibattuto in queste settimane, vaprecisato che una variante una delocalizzazione o addirittura un pianoregolatore sono atti che richiedono anni di lavoro. L’istruttoriatecnica a un certo punto lascia il processo alla gestione politica diun assessore , alla deliberazione di una giunta, alla verifica degliatti delle commissioni consigliati, al parere delle circoscrizioni, dialtri organi compresa la Provincia ed infine al consiglio comunale.
L’atto stesso una volta adottato viene pubblicato, può essere oggettodi osservazioni e alla fine viene riapprovato da giunta e consigliodopo aver di nuovo raccolto tutti i relativi pareri.Il processo decisionale amministrativo in materia urbanistica èpertanto lungo e complesso, regolato per legge lasciando ben pochispazi di discrezionalità a qualsivoglia funzionario.
Di converso si stanno riutilizzando ricostruzioni parziali, del tuttoincomplete e strumentalizzate ad arte per costruire teoremi dicolpevolezza trasformando atti legittimi in condanne mediatiche elinciaggi personali. Non si capisce quale sia lo scoop e nemmeno lareazione scomposta di chi vorrebbe la “santa inquisizione” aprescindere da qualunque riscontro.
Attorno a tutto questo preoccupa, e tanto, l’intervento non meglioprecisato di “servizi segreti”, di costruttori di dossier,l’emergere di intercettazioni in cui si citano uomini delle forzedell’ordine che andrebbero a fare “regalini” a chi progetta ricatticontro un ministro della Repubblica. Su tutto ciò siamo in attesa deiriscontri degli esposti presentati. Né il ministro Graziano Delrioné l’ex dirigente Maria Sergio sono indagati. Ma questo viene messo(quasi) sempre fra parentesi. Meglio sparare allusioni, presuntiilleciti mai verificati, meglio diffondere la cultura del sospetto.
Un tentativo palese di allontanarsi dalle sentenze di rinvio agiudizio ed a quanto sta emergendo nel processo Aemilia.
Ci dà comunque serenità il sapere che, a capo delle Istituzionistatali, delle Forze dell’ordine deputate all’ordine pubblicoreggiano, vi sono persone di valore seriamente impegnate contro lacriminalità”.

 

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