Imprese, parte male il 2016
Saldo aperture/cessazioni a -311: affondano costruzioni e commercio

19/4/2016 – Il 2016 è partito in salita per le imprese reggiane. Nel primo trimestre dell’anno sono diminuite le iscrizioni al Registro imprese della Camera di Commercio e contemporaneamente sono aumentate le imprese che hanno espresso la volontà di non proseguire l’attività, un dato quest’ultimo in controtendenza rispetto a quello nazionale.

 Pur essendo fisiologico il saldo negativo fra le nuove aperture e le cessazioni non d’ufficio nel periodo gennaio-marzo (un trimestre tradizionalmente caratterizzato da un bilancio negativo a causa del concentrarsi delle cancellazioni sul finire dell’anno precedente) quest’anno, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi dell’Ente camerale, il fenomeno è più acuto.

 In provincia di Reggio Emilia, a fronte di 1.135 aperture di nuove attività, le chiusure sono state 1.446  con un saldo negativo pari a -311 imprese, oltre il 60% in più rispetto al primo trimestre del 2015 (quando il saldo negativo si era fermato a -189 aziende) e quasi il doppio rispetto al dato del 2014 (-165).

 L’unico comune reggiano a registrare un saldo positivo è stato Quattro Castella: le iscrizioni hanno raggiunto le 34 unità e le cessazioni sono state 21; Ligonchio, invece, è stato il solo a non rilevare alcuna cessazione a fronte di una sola nuova apertura.

 Dall’analisi per forma giuridica, emerge che a risentire maggiormente dell’andamento negativo sono state le ditte individuali per le quali, a fronte di 778 iscrizioni, hanno chiuso i battenti 1.092 imprese. Il dinamismo delle società di capitale, che hanno registrato 245 nuove aperture e 137 cessazioni con un saldo positivo di +108 imprese, non è stato sufficiente per controbilanciare la flessione complessiva.

 E’ ancora una volta il settore dei servizi a registrare qualche incremento, in particolare le attività finanziarie e assicurative, la produzione di software, le attività di assistenza sanitaria e quelle sportive, di intrattenimento e di divertimento. Le flessioni più rilevanti si registrano nel settore delle costruzioni (-179 imprese) investito in pieno non solo da una crisi quasi decennale, ma nel 2015 anche dall’inchiesta Aemilia,  e nel commercio (-115 unità). Negativo anche l’andamento del manifatturiero (-72) e dell’agricoltura (-55).

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Una risposta a 1

  1. giuliano giuliani Rispondi

    19/04/2016 alle 14:14

    Per l’edilizia ritengo che, nel nuovo, vi sia ancora troppo invenduto dagli anni della crisi, quando i prezzi degli alloggi erano chiaramente “gonfiati” e, se non si risolve questo problema, abbassandone i prezzi, difficilmente vi sarà una ripresa . Per quanto riguarda il commercio, ritengo che risenta del danno recato dai grandi centri commerciali e, per quanto riguarda i centri storici, da assurde ed inutili ZTL. Il manifatturiero è molto legato al commercio, mentre l’agricoltura è strozzata da assurde norme europee che favoriscono gli stati continentali e danneggiano quelli mediterranei.

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