“Situazione insostenibile, il sindaco Vecchi deve dimettersi”
Il Pd fa quadrato, guerra in consiglio

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15/4/2016 – Scontro al calor bianco, nel mondo politico reggiano, intorno alle vicende e alle rivelazioni che coinvolgono Maria Sergio, moglie del sindaco Luca Vecchi e per dieci anni dirigente all’urbanistica di Reggio Emilia, oltre allo stesso primo cittadino.
Le opposizioni ritengono che la situazione non sia più sostenibile, e che a Vecchi non resti che la strada delle dimissioni. Di parere opposto naturalmente è il Pd il quale, sotto l’apparenza di un’ostentata sicurezza, è veramente preoccupato della situazione, che non ha precedenti. Lo dimostra la sortita di stasera del capogruppo del Pd Andrea Capelli il quale, rompendo un silenzio che col passare delle ore si era fatto sempre più pesante,  ha bollato come “irricevibili” le richieste di dimissioni, invitando  ruvidamente I 5 Stelle e Alleanza Civica a smetterla di “fare caciara” per “riflettere sul danno incalcolabile che stanno arrecando alla città”.
La bufera, tuttavia, non è circoscritta a Reggio: ha un potente riflesso nazionale sulla posizione del ministro ed ex sindaco Graziano Delrio per il dossier sulle presunte  “foto con i mafiosi” (su indaga cui la procura di Roma) ma anche per le rivelazioni su  un incontro con gli imprenditori reggiani a Cutro, e soprattutto per un’informativa Aisi secondo cui l’assunzione di Maria Sergio da parte dello stesso Delrio in comune a Reggio, sarebbe stata una contropartita per il sostegno elettorale ottenuto nel 2004 dalla comunità calabrese di Reggio.

Il ministro Graziano Delrio col sindaco Luca Vecchi

Il ministro Graziano Delrio col sindaco Luca Vecchi

Il tutto sullo sfondo delle rivelazioni sui piani urbanistici di Mancasale e di Fogliano in cui spiccano gli interessi di parenti della stessa Sergio; l’inchiesta non ancora conclusa su un traffico d’informazioni che avrebbe favorito determinate imprese edilizie; la nota informativa firmata dall’ex Questore di Reggio Emilia Domenico Savi su un possibile “presente” ricevuto dall’ufficio diretto da Maria Sergio “com’è prassi tra i cutresi”, in relazione alla delocalizzazione delle aree Act e l’edificabilità di un’area di campagna della Edil Papaleo. Senza trascurare la vicenda della casa di Masone, da cui è partita la valanga che potrebbe travolgere Vecchi.
Un ginepraio di intrecci tra politica, affarismo e parentele in cui non è neppure semplice districarsi,  un cratere di vicende dal quale si leva di sicuro un concentrato di odori mefitici.
E oggi, dopo un pomeriggio surreale in cui sindaci e amministratori reggiani erano in Provincia a rapporto dal procuratore aggiunto Gratteri e dal prefetto Ruberto su mafia e legalità, nella classica situazione in cui si parlava del morto in casa dell’impiccato, la temperatura politica si è fatto di colpo rovente quando le opposizioni sono uscite allo scoperto chiedendo  le dimissioni del sindaco Vecchi, con la promessa di una battaglia campale nella seduta del consiglio comunale di lunedì.
Con un comunicato il gruppo consiliare 5 Stelle di Sala del Tricolore  ha chiamato in causa direttamente il segretario provinciale del Pd: “Costa, segretario provinciale del Pd recentemente ha affermato che avrebbe vagliato tutti gli atti passati dalle amministrazioni locali, anche quelli legittimi ma inopportuni.
Di fronte all’emergere di rapporti informativi di soggetti istituzionali (Carabinieri, AISI, Procura )  che delineano un quadro quantomeno politicamente gravissimo nel Comune di Reggio – continua la nota -come pensa di reagire il partito di maggioranza?”.
Andrea Capelli

Andrea Capelli

” Il sindaco Vecchi dovrebbe prima chiarire e poi rassegnare le dimissioni – sostengono i pentastellati – Parliamo di ricostruzioni di fatti gravissimi attraverso atti e rapporti ufficiali agli atti in Aemilia. Nessun “dossieraggio” o “complotto”. E’ tutto contenuto in atti giudiziari, accessi agli atti in consiglio comunale, verbali d’interrogatorio che stanno emergendo giorno dopo giorno”.
E ancora: “Di fronte a tutto questo, il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, citato anche lui nel rapporto e marito della Sergio, deve prima di tutto dare spiegazioni in Consiglio Comunale sulle attività di quel tempo da parte di sua moglie come dirigente all’urbanistica scelta e nominata da Delrio e visto che lo stesso sindaco Vecchi, era al tempo consigliere comunale e poi dal 2007 pure capogruppo Pd”.
“Per trasparenza verso la città, Vecchi dovrebbe consegnare ai giornalisti (come chiediamo da due mesi insieme alle due liste civiche) fatture e bonifici di pagamento del completamento dei lavori della sua abitazione acquistata al grezzo dall’imputato in Aemilia”. Da qui la promessa di battaglia in consiglio comunale “per far chiarezza sugli ultimi sviluppi” con “la presentazione di un ordine del giorno urgente in Consiglio Comunale” nella seduta di lunedì.
Proprio questa promessa probabilmente ha messo in allarme Capelli il quale, dopo le 20 ha diffuso un comunicato in cui spara a zero sulle opposizioni, accusandole di assumere il punto di vista “dell’imputato di turno” e di “strumentalizzazione intollerabile” nei confronti di Vecchi.
Beppe Grillo a Reggio Emilia in piazza Prampolini

Beppe Grillo a Reggio Emilia in piazza Prampolini

Le accuse sono durissime. “Incapaci di produrre qualsivoglia azione politica utile alla città, le opposizioni di Reggio Emilia provano a buttarla “in caciara”, attaccando il sindaco con una strumentalizzazione intollerabile – scrive Capelli – Da troppo tempo questi signori, davanti ad esternazioni insultanti e non fondate di mafiosi e ad allusioni provenienti da detenuti, anziché schierarsi dalla parte di chi non è indagato, dalla parte di chi non ha fatto nulla, assumono in modo gravissimo il punto di vista dell’imputato di turno e si schierano dalla parte dei ragionamenti, delle millanterie e del fango di persone che devono rendere conto alla legge della loro posizione”.

E’ una scelta politica “pesantissima – afferma il capogruppo Pd –  che manda al macero tutte le regole del vivere civile, per un pugno di voti (solo presunti, poi). E’ una particolarità tutta reggiana questa, che non si riscontra altrove, e che ci dice molto sulla miseria di certi schemi che col bene comune di Reggio Emilia non hanno nulla a che vedere”.

Per Capelli, dunque, “le richieste di dimissioni di oggi risultano irricevibili. Fare opposizione è un’altra cosa: Alleanza Civica e Movimento 5 Stelle riflettano sul danno incalcolabile che stanno arrecando alla città. La smettano di fare propaganda intellettualmente disonesta sulla pelle di persone oneste e dimostrino di avere qualche progetto credibile per Reggio Emilia. Ma ne dubito”.

L’appuntamento è per lunedì in Sala del Tricolore: diventerà un campo di battaglia?

(Pierluigi Ghiggini)

 

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4 risposte a “Situazione insostenibile, il sindaco Vecchi deve dimettersi”
Il Pd fa quadrato, guerra in consiglio

  1. Fausto Poli Rispondi

    16/04/2016 alle 15:03

    Probabilmente un’edizione cartacea di questo quotidiano avrebbe piu’ risonanza tra i cittadini di Reggio Emilia.

    Piu’ dai risalto a certe vicende e piu’ i cittadini parteciparanno alla vita politica di una Citta’, Provincia o Regione. Il giornalismo di inchiesta che fate e’ da me molto condivisibile. Non e’ tollerato che nell’era moderna ci siano ancora accordi sottobanco, e tutto quello schifo che leggo, visto che poi esistono i Consigli Comunali. Non una votazione via Web come avrebbe voluto Casaleggio, ma almeno piu’ risonanza, i consigli Comunali di Reggio in diretta su qualche emittente. Pero’ ci siamo, son convinto che gli assetti politici del Comune di Reggio Emilia avranno delle variazioni.

    • Pierluigi Rispondi

      16/04/2016 alle 16:25

      Grazie. Ci accontentiamo della risonanza nazionale. Il web è glocal, ed è questo ilvantaggio. Comunque questo articolo è arrivato a un numero di lettori di gran lunga superiore a quelli di un buon quotidiano cartaceo locale.

  2. Ale Rispondi

    17/04/2016 alle 21:48

    Con il pianto in gola dico che forse, putr con tutte queste porcherie e questi accordi sottobanco, ci meritiamo di essere governati da schifezze come quelli che abbiamo!
    Se a livello nazionale abbiamo un presidente del consiglio ed un ex presidente della repubblica (che si permettono di suggerire di non andare a votare nel referendum di oggi!
    Se Renzi e la Boschi ci cambiano legge elettorale e costituzione nottetempo e comunque riescono tranquillamente a farlo. Ma cosa aspettiamo?
    Se qualcuno ha visto Crozza su La7 venerdì (di sinistra, ma pulito), ha trasmesso alcuni spezzoni di trasmissioni della tv di stato, quella per cui paghiamo il canone e pagheremo tutti, in cui un giornalista asino diceva che il referendum riguardava soltanto alcune regioni (promosso da 9 regioni ma riguarda l’Italia), allora si rintuzzava che sì appunto riguarda soltanto le regioni che si affacciano sul mare (che sarebbero comunque più di 9). Ma quella è disinformazione, è completamente fuorviante, se vuoi spiegare la materia del referendum ok, ma per sparare cavolate allora piuttosto state zitti, no ma dovete seguire le direttive di quello che si è rubato il posto non eletto, anzi glielo ha dato come agli altri 2 non eletti quell’e presidente della repubblica. E qui il cerchio si chiude.
    Per questo purtroppo dico, forse ce li meritiamo questi malfattori, peggio dei rumeni, degli albanesi dei georgiani, che saccheggiano continuamente le nostre case, questi comunque saccheggiano i nostri portafogli, ci prendono in giro da mattina a sera e lo fanno alla luce del sole (tranne la variazione notturna alla costituzione). Questo mi preoccupa, e davvero tanto.

  3. Ale Rispondi

    17/04/2016 alle 23:46

    Adesso tira fuori gli operai e gl’ingegneri che forse avrebbero perso il posto di lavoro. In pi se la prende con tv e social network dicendo che il paese è molto pi vasto, che li non ci sono tutti. Ma dai… io pensavo che anche gli 80enni vivessero di tweet… Ma non è stato lui che ha impostato la propria esistenza politica su tweet e selfie? Merce certo non comprensibile né reperibile per tutti?
    Stasera dice il contrario di tutto. E grazie per aver pensato agli operai, anzi non volevi proprio farlo il referendum per risparmiare, ma che bravo!
    Ma come sei virtuoso! Non lo fai per interessi personali? Per la poltrona? NO? Strano perché la sinistra, certa sinistra soprattutto pensa soltanto alla poltrona, ai parenti, a far soldi, e stop.

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