Un documento esplosivo
I Servizi: “Maria Sergio assunta da Delrio
come contropartita ai voti dei cutresi”

15/4/2016 – Secondo il rapporto dei Carabinieri che la Procura della Repubblica reggiana ha inviato alla Dda il 28 gennaio 2013, l’assunzione di Maria Sergio, moglie dell’attuale sindaco Luca Vecchi,  da parte dell’ex sindaco Graziano Delrio come  dirigente all’urbanistica del comune di Reggio Emilia,  sarebbe stata una contropartita  ai voti ottenuti dalla comunità calabrese di Reggio nelle elezioni del 2004.

Lo riporta Il Fatto Quotidiano di oggi citando tra virgolette un passaggio della nota dei Carabinieri, che a sua volta fa riferimento a un’informativa di cinque pagine dell’Aisi (servizio informazioni interno).

“Tale nomina – si legge testualmente – sarebbe stata conferita alla dirigente dopo le elezioni amministrative del 2009 quale contropartita per l’appoggio elettorale fornito dalla locale comunità calabrese all’attuale maggioranza politica in seno all’amministrazione comunale”.

Il ministro Graziano Delrio

Il ministro Graziano Delrio

Qualcuno del mondo politico potrebbe dire legittimamente “Dov’è la novità?”. Che Maria Sergio fosse un elemento fondamentale per l’amministrazione anche  come connessione con l’ imprenditoria cutrese  lo sanno anche i bambini.

Bisogna riconoscere tuttavia che un’affermazione del genere assume ben altro peso se arriva da chi ha acceso fari potenti sul mondo degli affari e della politica a Reggio Emilia. Tanto più alla luce delle dichiarazioni del ministro ed ex sindaco Delrio,  il quale  alla Dda ha dichiarato di non sapere che Maria Sergio era nativa di Cutro. Del resto Delrio non sapeva neppur che la moglie del sindaco vecchi avesse tra i suoi parenti persone con interessi nell’edilizia: eppure dagli incartamenti dei piani urbanistici Tu-2 di Mancasale e di Fogliano, tali interessi appaiono lampanti.

UNA BOMBA POLITICA AD ALTO POTENZIALE

Dunque, secondo gli investigatori l’assunzione i comune della dirigente Maria Sergio sarebbe stato uno dei “prezzi” pagati da Delrio per il sostegno elettorale ottenuto nel 2004 dalla comunità cutrese (e che fu massiccio). Non sappiamo se tutto questo traffico sia stato preso in esame dalla magistratura inquirente, nè se vi siano in proposito indagini pendenti.  Nondimeno la “bomba” è politicamente ad alto potenziale, Va ad aggiungersi, verrebbe da dire a completare il quadro, di tutti gli elementi emersi in queste settimane e che coinvolgono principalmente Luca Vecchi, Graziano Delrio e Maria Sergio: dalla casa di Masone, ai piani edilizi sino al famoso dossiere con le foto di Delrio “con i mafiosi di Cutro” di cui parla Walter Pastena nella telefonata del 29 gennaio 2015 a Gianluca Gemelli, ex-compagno di Federica Guidi. dossier su cui il ministro ha presentato un esposto alla Procura di Roma.

LA DELOCALIZZAZIONE ACT E  LA EDIL PAPALEO

Questa scottante affermazione è contenuta nello stesso  rapporto Carabinieri, depositato agli atti del processo Aemilia, in cui  Maria Sergio viene definita “tra i principali indagati dell’indagine Brick”. Indagine relativa alla delocalizzazione delle aree Act di via Talami, una variante urbanistica adottata dal consiglio comunale di Reggio Emilia l’11 giugno 2007 e approvata in via definitiva il 4 aprile 2008, coon conseguente trasferimento delle superfici edificabili. Si tratta dell’area di trasformazione urbana TU-8.

Maria Sergio

Maria Sergio

Il terreno, nelle campagne di via Settembrini,  era stato acquistato nel 2001 dalla Edil Papaleo di Gaetano Papaleo (noto imprenditore cutrese, morto  il 25 settembre 2013 dopo un ferimento avvenuto in circostanze misteriose) e successivamente frazionato. Non era edificabile in quanto inserito in una zona agricola a valenza paesaggistica, invece lo diventerà anni dopo proprio a seguito della delocalizzazione di una parte delle aree ACT di via Talami.

Ma c’è dell’altro: i carabinieri sottolineano che le indagini realizzate tra il 2006 e il 2008 “hanno permesso di conseguire positivi riscontri probatori sul comportamento illecito tenuto da alcuni funzionari delle locali amministrazioni comunale e provinciale (tra cui Maria Sergio) per favorire imprenditori di questa provincia nell’acquisire unità immobiliari ritenute strategiche”.

Tuttavia il procuratore Grandinetti ha smentito che Maria Sergio sia indagata nell’indagine Brick, mentre sarebbero coinvolti “altri tre soggetti”.

Sulle vicende urbanistiche del comune di Reggio, il traffico di informazioni per favorire determinate imprese, i trasferimenti di volumetrie da una zona all’altra sarebbero in corso altre indagini, tutt’ora coperte da segreto istruttorio.

IL QUESTORE SAVI, IL “PRESENTE” A MARIA SERGIO E LE PARENTELE CON DOMENICO MESIANO

In proposito,  l’informativa Aisi che porta la firma dell’ex questore di Reggio Emilia  Domenico Savi il quale, in un passaggio citato questa mattina dalla Gazzetta di Reggio, fa riferimento a presunte regalie a favore della Sergio: “L’ufficio all’epoca diretto da Sergio Maria avrà sicuramente espletato le formalità connesse a tali fatti (il riferimento è alla delocalizzazione ACT e alla trasformazione di un terreno di via tassoni da non edificabile a edificabile, ndr.) e non si esclude, come riferito dalle fonti attivate all’epoca, che per tali incombenze abbia potuto ricevere, com’è prazzi tra i cutresi, un presente”.

Il questore Savi, insomma, dà praticamente per scontato che Maria Sergio (che secondo i Carabinieri era stata assunta lì da Delrio come contropartita del sostegno elettorale dei calabresi) avesse ricevuto delle regalie dai concittadini cutresi di Reggio.

Bisogna ricordare che il segretario-autista del questore Savi era Domenico Mesiano, imputato nel processo Aemilia proprio come presunto terminale di costruttori cutresi in Questura. E secondo le informazioni circolate alla vigilia delle elezioni 2014 con la famosa  lettera del corvo, lo stesso Mesiano sarebbe imparentato con Maria Sergio: “Il suocero di Mesiano… è cugino di secondo grado della zia acquisita di Maria Sergio (moglie di Vecchi) che si chiama Pierina Scarpino e che ha sposato Raffaele Turrà, fratello della mamma della Sergio“.

Ma torniamo alle vicende della delocalizzazione Act e alla Edil Papaleo: secondo l’informativa la concessione edilizia alla Edil Papaleo sarebbe stata approvata senza la previsione delle opere di urbanizzazione e Maria Sergio avrebbe fatto firmare le pratiche a un’altra dirigente al fine “di occultare il suo intervento”.

La documentazione sulla delocalizzazione è arrivata ai consiglieri di Alleanza civica, Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani, sulla base di una richiesta di accesso agli atti.

E’ subito balzata evidente un’incongruenza: manca il  nominativo della ditta esecutrice dei lavori. Secondo gli uffici comunali ciò significa che “non è stato dato l’inizio lavori”, tuttavia nell’area in questione – come sottolinea il direttore Paolo Cagnan in un reportage sulla Gazzetta di Reggio di oggi – “emerge chiaramente che le opere di infrastrutture primarie sono già state eseguite, malgrado il cantiere risulti attualmente fermo. Ci sono i pozzetti delle fogne, alcune realizzazioni perimetrali, scavi sotterranei e la strada d’accesso”. Secondo il Comune nessuno avrebbe mai realizzato dei lavori, ma sul posto la situazione appare differente.

UN ESPOSTO ANONIMO

Dagli incartamenti emerge anche un esposto anonimo intitolato  “contributo alle indagini antimafia a Reggio Emilia” inviato al procuratore generale di Bologna, alla Direzione distrettuale antimafia e alla Dia di Bologna.

Ecco come viene ricostruita la vicenda delocalizzazione ACt-Edil Papaleo

–  Nel 2006 l’ACT (azienda trasporti) per fare cassa vende i 9 mila metri di capacità edificatoria di via Talami a una immobiliare

– Nel 2008 il consiglio comunale approva la variante urbanistica sull’area TU-8.

– Nel 2007 la Edil Papaleo compra dall’immobiliare la capacità edificatoria di .800 metri quadrati, anche lui prima dell’approvazione della variante urbanistica TU-8 in Sala del Tricolore.

L’anonimo si chiede come i vari acquirenti potessero essere a conoscenza in anticipo delle decisioni del Consiglio comunale.

IL MISTERO DELLA MORTE DI GAETANO PAPALEO

A margine di questa vicenda, va ricordata la fine ancora oggi con aspetti misteriosi del patron delle Edil Papaleo, Gaetano Papaleo, costruttore con molti interessi e al centro di una vasta rete di società.

Gaetano Papaleo

Gaetano Papaleo

 

Il 25 settembre 2013 l’imprenditore viene trovato morto riverso a terra nella sua villa di via Martiri della Bettola. Una settimana prima, il 17 settembre, era arrivato ferito in ospedale a causa di una caduta accidentale. Ma quel giorno, come poi hanno accertato le indagini, era andato in un cantiere di via Italo Svevo armato di pistola con l’intenzione di affrontare il genero gestiva di fatto la Edil Papaleo, ceduta dal padre alla figlia. L’uomo sarebbe caduto a terra, spinto dal genero che cercava di vincolarsi dalla sua presa.

Resta in ospedale due giorni, quindi il ritorno a casa dove, come detto, muore pochi giorni più tardi, il 25 settembre.

(Pierluigi Ghiggini)

Be Sociable, Share!

2 risposte a Un documento esplosivo
I Servizi: “Maria Sergio assunta da Delrio
come contropartita ai voti dei cutresi”

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    15/04/2016 alle 14:14

    Bravo Sig. Ghiggini!

  2. Angelo Natale Rispondi

    09/06/2019 alle 18:06

    certo che questi del PD non se ne perdono una, che brava gente, speriamo che la spazza corrotti faccia il suo corso, w il m5s con orgoglio

Rispondi a Angelo Natale Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *