Gli interessi indebiti della Banca di Cavola, l’ex presidente Margini: “Nessun amministratore ha sottratto alcunchè”

6/4/2016 – “La restituzione di 4,3 milioni di euro a un migliaio di clienti della ex Banca di Cavola e Sassuolo la doverosa conseguenza  deprecabile operazione: non c’è alcun atto, provvedimento o delibera del Consiglio di amministrazione  o del Comitato Esecutivo della Banca di Cavola che faccia cenno, prenda in considerazione o autorizzi operazioni irregolari o scorrette. Gli interessi riscossi indebitamente  non sono finiti nelle tasche degli amministratori o di altri, ma nella contabilità e nel bilancio  della Banca di Cavola dal 2009 al 30 settembre 2013 e, successivamente, da tale data fino alla scoperta della distorsione contabile, in quello di Banco Emiliano che ha inglobato con la fusione tutta l’eredità di Cavola ed ha continuato, ancora nell’inconsapevolezza degli amministratori, a riscuoterli. Gli ex amministratori non hanno alcunché da restituire semplicemente in quanto nulla hanno ricevuto o sottratto”.

Lo scrive l’ex presidente della Banca di Cavola Andrea Margini, in vista dell’assemblea dei soci del 24 aprile, respingendo “un’accusa e un sospetto insopportabili”.

DI ANDREA MARGINI*

 Gli organi reggiani d’informazione hanno ripreso con buona evidenza e con qualche commento fuorviante la lettera di convocazione dell’Assemblea del Banco Emiliano.

In essa il presidente Alai richiama alcuni dati salienti del bilancio 2015, bilancio che sarà all’approvazione dell’Assemblea il 24 aprile prossimo e che si preannuncia in rosso per 11,5 milioni di Euro.

Essendo stato consigliere della Banca di Cavola e Sassuolo ed avendo sottoscritto in qualità di presidente  insieme a Giuseppe Alai l’atto di fusione dal quale è nato Banco Emiliano, sento di dovere qualche chiarimento soprattutto a beneficio della stragrande maggioranza dei soci che non parteciperà all’Assemblea e non potrà ascoltare le spiegazioni che in quella sede di sicuro saranno date. In particolare sulla restituzione ad un migliaio di clienti di interessi indebitamente riscossi., per complessivi 4,5 milioni di Euro, dei quali 1,3 erano già inseriti nel bilancio dell’esercizio 2014.

Tale restituzione è la doverosa  conseguenza di una  deprecabile operazione: non c’è alcun atto, provvedimento o delibera del Consiglio di amministrazione  o del Comitato Esecutivo della Banca di Cavola che faccia cenno, prenda in considerazione o autorizzi operazioni irregolari o scorrette.

Operazioni che però sono state fatte, che sono emerse dopo la fusione ed alle quali Banco Emiliano, da banca solida e responsabile qual è, ha posto correttamente e tempestivamente rimedio, ma  che erano a suo tempo sfuggite ai controlli interni, alle frequenti ispezioni della Federazione regionale delle BCC, agli ispettori di Banca d’Italia che alla fine del 2011 per tre mesi hanno fatto i raggi X a tutta la gestione della Banca di Cavola.

Ispezioni quanto mai tranquillizzanti per noi amministratori.

Questa precisazione non cambia la sostanza delle cose, ma consente di inquadrare meglio la vicenda.

Leggere che si profila un’azione di responsabilità da parte di Banco Emiliano che “conta di rifarsi sugli ex amministratori per avere indietro quanto versato” vuol proprio dire che  o non si è capito o non si vuole far capire come sono andate le cose e sottende per me un sospetto ed un’accusa insopportabili.

Gli interessi riscossi indebitamente  non sono finiti nelle tasche degli amministratori o di altri, ma nella contabilità e nel bilancio  della Banca di Cavola dal 2009 al 30 settembre 2013 e, successivamente, da tale data fino alla scoperta della distorsione contabile, in quello di Banco Emiliano che ha inglobato con la fusione tutta l’eredità di Cavola ed ha continuato, ancora nell’inconsapevolezza degli amministratori, a riscuoterli.

Gli ex amministratori non hanno alcunché da restituire semplicemente in quanto nulla hanno ricevuto o sottratto.

Il frutto di questa azione  è stato interamente  nella disponibilità di Banco Emiliano fin dalla sua nascita, non ci sono stati arricchimenti personali.

Vicenda estremamente antipatica, irritante  e dannosa per i suoi  aspetti etici e d’immagine:  aspetti che ho ben presenti e sui quali ciascuno assumerà le sue responsabilità.

*ex  consigliere ed ex presidente di Banca di Cavola e Sassuolo

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