Foto coi “mafiosi”: Delrio infuriato
“Voglio sapere da chi arriva il dossier”

8/7/2016 – Il ministro ed ex sindaco di Reggio Graziano Delrio fuori di sé per aver appreso, dall’intercettazione di una telefonata di oltre un anno fa, che circola un dossier con alcune sue foto consegnate dai “carabinieri” a Walter Pastena, consulente dell’ex ministra Federica Guidi: “Finito tutto questo casino usciranno le foto di Delrio con questi“, cioè i mafiosi o presunti tali di Cutro, disse Pastena il 29 gennaio 2015 al telefono con Gialunca Gemelli, compagno della Guidi.

Delrio è indignato, arrabbiato e , in un’intervista a Repubblica, annuncia un esposto alla procura di Roma. “Voglio sapere se davvero pezzi dello Stato tramano contro altri pezzi dello Stato. Voglio sapere se davvero un Carabiniere ha preparato dei dossier falsi contro un ministro della Repubblica. Ho deciso di presentare su questo un esposto alla procura di Roma. Voglio la verità”.

“Non ho nulla di cui temere” da queste foto – dichiara Delrio –  “A Cutro ci sono andato da sindaco di Reggio Emilia. Le due città sono gemellate. Ero lì con la fascia tricolore. Sono andato ad una cerimonia, per qualche metro ho seguito la statua locale della Madonna. E basta. Hanno provato a invischiarmi in quella roba, ma non hanno trovato niente perché era impossibile trovare qualcosa. Mai un avviso di garanzia”.

Da parte sua il segretario provinciale del Pd Andrea Costa scrive che “il dossieraggio è una pratica antidemocratica e la minaccia al ministro Delrio è un problema per la garanzia democratica di questo paese. Non basta più fare il proprio lavoro, oggi bisogna guardarsi dal vento della diffamazione. Ho sentito giovedi privatamente Graziano per esprimere la solidarietà all’uomo – aggiunge –  oggi la esprimiamo pubblicamente al politico a nome del Pd reggiano. L’esposto alla procura di Roma è la miglior risposta: gli uomini delle istituzioni si rivolgono alle istituzioni”.

Delrio con  sindaci e personalità del Crotonese sotto il Crocefisso di Cutro, 2009

Delrio con sindaci e personalità del Crotonese sotto il Crocefisso di Cutro, 2009

Il riferimento è al viaggio del 2009 in occasione della festa del Crocefisso: l’ex sindaco di Reggio sorvola sul fatto che vi andò in piena campagna elettorale a cercare voti, come altri candidati reggiani, e che strinse molte mani certamente senza sapere bene di chi fossero: le fotografie arrivate a Pastena riguardano forse qualche incontro casuale ma che non doveva avvenire?

In ogni caso, Delrio vuol sapere “se questa attività di dossieraggio è vera oppure no. Voglio sapere se la gente – non solo un ministro – può fidarsi delle Istituzioni. Poi se vengo attaccato da un comitato d’affari, beh per me è un onore. È una medaglia da mettere sul petto”.
E aggiunge: “Tutti sanno che io ho fama di essere un irreprensibile. Ma queste sono parole. I fatti invece sono che appena arrivato al governo con Renzi, abbiamo nominato Gratteri, magistrato antimafia, alla presidenza della commissione per riscrivere il codice di procedura penale. Io sono stato sempre contro la mafia, figuratevi se andavo a Cutro per incontrare i mafiosi“.

2009, Graziano Delrio col costruttore Antonio Rizzo a Cutro. La foto fu pubblicata alla vigilia delle elezioni comunali sul Sole 24 Ore, in una pagina a pagamento

2009, Graziano Delrio col costruttore Antonio Rizzo a Cutro. La foto fu pubblicata alla vigilia delle elezioni comunali sul Sole 24 Ore, in una pagina a pagamento

In un’altra intercettazione il lobbista Colicchi racconta a Gemelli che Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, sarebbe andato da Delrio per sponsorizzare Alberto Cozzo quale commissario straordinario all’atuorità portuale di Augusta:  “È vero che Lo Bello è venuto un paio di volte da me – così risponde Delrio a Repubblica –  Ma mi ha sempre parlato del rinnovamento dell’aeroporto di Catania. Le camere di commercio sono i soci dell’Aeroporto, era normale. Ma non ricordo assolutamente che mi abbia mai parlato di Cozzo. Di certo non lo ha sponsorizzato, me lo ricorderei”.

Il ministro ed ex sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio

Il ministro ed ex sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio

E aggiunge: “Io lo direi tranquillamente se Lo Bello mi avesse parlato di Cozzo. Non c’è niente di male se la Camera di commercio parla a un ministro di un’autorità portuale. Si ascolta e poi si decide in coscienza. Ma, semplicemente, non è avvenuto”.

Sulla sfondo, resta una guerra politica con obiettivi incrociati. A questo punto, le foto del dossier devono saltare fuori: bisogna sapere, se esistono, chi le ha consegnate a Pastena o ad altri, se sono in qualche fasciolo della Dda, se vi sono indagini in corso.

PIERLUIGI CASTAGNETTI: “PERCHE’ QUESTI BANDITELLI CE L’HANNO CON DELRIO?”

Pierluigi Castagnetti lancia su Facebook una difesa a spada tratta di Graziano Delrio: “Ciò che emerge dagli atti di Potenza, se se ne fa una lettura onesta, è la miseria di un mondo di profittatori che si lamenta del fatto che nel governo vi è una squadra di ministri (Delrio, Padoan, De Vincenti,..) ed evidentemente il presidente del Consiglio, che non sono disponibili ad assecondare il proprio disegno affaristico. Leggete le intercettazioni. Questa è la vera ragione per cui nessun membro del governo è imputato e nemmeno indagato”.

Pierluigi Castagnetti

Pierluigi Castagnetti

E aggiunge: ” Tra le altre tristezze mi ha colpito il fatto che un ex funzionario ministeriale e (forse) un carabiniere abbiano tentato di costruire un dossier per ricattare Delrio. Se lo conoscessero non perderebbero tempo e risorse, perché il personaggio non è “incastrabile” o “ricattabile”: lo dico in modo apodittico perché so di poterlo fare. Ma la vera domanda è: perché questi banditelli c’è l’hanno con Delrio? Evidentemente loro lo sanno. In ogni caso ha fatto bene il ministro ad annunciare che domani presenterà un esposto alla procura di Roma, perché il perché deve diventare di pubblico dominio“.

 SOLIDARIETA’ DA VECCHI, MANGHI E ANDREA COSTA

In una dichiarazione congiunta, il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e il presidente della provincia Giammaria Manghi esprimono “piena solidarietà al ministro Graziano Delrio, persona onesta e amministratore competente contro cui, apprendiamo dai giornali, era in corso un’attività di dossieraggio volta al tentativo di realizzare un ricatto”.

Vecchi e Manghi non si pongono la questione se le fotografie del “dossier” esistano effettivamente e quali sia il loro contenuto, e anzi mettono le mani avanti: “Chiunque abbia a cuore la democrazia – affermano – mai deve dar credito alla versione dei ricattatori mentre, al contrario, occorre fare piena luce per disarticolarne il disegno criminogeno.  In questo senso, auspichiamo una rapida indagine, che faccia piena chiarezza su quanto si stava tramando e col contributo di chi, peggio ancora se pezzi dello Stato, come informano le cronache dell’inchiesta di Potenza”.
  

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3 risposte a Foto coi “mafiosi”: Delrio infuriato
“Voglio sapere da chi arriva il dossier”

  1. Giacomo Giovannini - Grande Reggio - Progetto Reggio Rispondi

    08/04/2016 alle 14:53

    Se scende in campo sua eminenza la situazione è molto grave.

  2. Gabriella Messori Rispondi

    08/04/2016 alle 15:51

    Dopo il mio rientro a reggio , mi sono stupita di vedere tante costruzioni, brutte direi , in quella che era la periferia di Reggio e oggi diventata Citta,
    In Comune la maggioranza degli impiegati, ho potuto notare aveva origini Calabresi. Alcuni nomi, di strade sono state modificate da impiegati, che non conoscevano bene la Citta.
    Quello che mi ha stupito maggiormente, e che Reggio Emilia, si è mutata in Reggio Nell’Emilia.
    Questo ha fatto si che se vai su internet e metti
    semplicemente Reggio, esce Reggio Calabria,
    Chi ha cambiato il nome di Reggio negli ultimi vent’anni.
    I Calabresi, Assessori o impiegati , I Reggiani non hai mai detto Reggio nell’Emilia

  3. marco Rispondi

    08/04/2016 alle 16:26

    Purtroppo, specie per aver voti, non si guarda tanto per il sottile !

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