Fioccano le multe per i biglietti da ritimbrare: aria di rivolta contro Seta
Viaggiatori trattati come evasori anche se pagano

 5/4/2016 – Il presidente di Seta, il modenese Vanni Bulgarelli, è corso a Reggio Emilia per spiegare tutta la bontà dell’ennesima vessazione a carico dei cittadini: l’obbligo di timbrare ripetutamente, quando si cambia bus, il biglietto orario, o di validare l’abbonamento già profumatamente pagato ogni volta che si sale a bordo. Dove sia l’utilità di quest’obbligo – impegno dalla legge regionale , si affretta a sottolineare Seta- è presto detto: fare cassa a carico degli utenti che hanno pagato e obliterato regolarmente la prima volta, ma si sono dimenticati di farlo una seconda, perchè distratti o perchè il sovraffollamento del bus impediva di raggiungere la macchinetta.

Tira aria di rivolta per questa vessazione che, in sei mesi di entrata in vigore del nuovo obbligo, avrebbe fruttato tremila multe per mancata timbratura del titolo di viaggio, con un balzo dall’8 al 12% e soprattutto – dato anomalo – nelle linee extraurbane più frequentate dagli studenti. Ciò significa che le sanzioni colpiscono soprattutto i ragazzi che dimenticano di avvicinare alla macchinetta l’abbonamento già profumatamente pagato. E infatti fioccano le proteste da parte delle famiglie degli studenti, senza considerare certi disservizi da quarto mondo: dalle multe alle persone impossibilitate a raggiungere la macchinetta (in situazioni di affollamento in cui nemmeno i controlli in subappalto riescono a salire sui mezzi) sino al caso della madre dirottata su Bologna per saldare la multa comminata al figlio.

Claudia Bagni, dirigente agenzia della Mobilità e il presidente di Seta Vanni Bulgarelli

Claudia Bagni, dirigente agenzia della Mobilità e il presidente di Seta Vanni Bulgarelli

E ciò rende ancora più evidente l’ingiustizia di tali sanzioni, che saranno pure a norma di legge ma sono sostanzialmente e  inutilmente vessatorie perchè nulla aggiungono o tolgono alla lotta sacrosanta all’evasione.

In una conferenza stampa, dunque, il presidente Bugarelli e la dirigente dell’agenzia Mobilità Claudia Bagni hanno ricordato, come se loro non c’entrassero niente, che “l’ obbligo di convalida è stabilito dall’art. 40 della Legge Regionale di regolamentazione del trasporto pubblico n. 30/1998, alla quale dunque Seta è tenuta ad attenersi, così come i suoi clienti” allo scopo – recita testualmente un comunicato – “di migliorare l’attività di controllo a bordo e recuperare informazioni utili per una migliore programmazione del servizio da parte delle Agenzie per la Mobilità”.

Con involontario sarcasmo, responsabili di Seta e dell’agenzia della Mobilità affermano che “l’eventuale sanzione, quindi, non ha finalità repressive o vessatorie ma ha il solo scopo di sollecitare gli utenti ad adempiere a questo obbligo, come dimostra l’importo previsto per gli abbonati inadempienti, notevolmente inferiore (6 euro anziché 65) rispetto a quello previsto per chi è sprovvisto di regolare titolo di viaggio. L’obbligo di convalida vale non solo per il primo utilizzo, ma anche per ogni successivo cambio di bus o di linea; è inoltre in vigore anche sui treni regionali Tper (es.: le linee Reggio-Guastalla, Reggio-Ciano d’Enza, Reggio-Sassuolo), quindi occorre adempiervi anche in caso di interscambio treno-bus”.

Ma, i problemi ci sono, eccome. E’ la stessa Seta ad ammetterlo annunciando una costosa campagna di comunicazione nel mese di aprile “che raggiungerà gli utenti sia alle fermate sia sui mezzi, oltre ad essere riportata sui canali informativi aziendali (sito web, app, newsletter). In particolare è prevista la diffusione di uno spot radiofonico e la distribuzione di circa 10 mila cartoline in tutti i principali poli scolastici reggiani Inoltre verranno apposti cartelli informativi a bordo dei bus in corrispondenza delle macchinette validatrici”.

In ogni caso, il problema sarà risolta solo eliminando l’obbligo di validazione a bordo per gli abbonamenti già pagati e l’obliterazione successiva dei biglietti orari dopo la prima. I consiglieri regionali dovrebbero riscuotersi dal torpore e darsi da fare prima che succeda come a Parigi: dopotutto,  il ‘8 italiano cominciò proprio con mento degli abbonamenti ai tram.

 

 

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