Finisce un’altra storia coop
Cremonini ha comprato Unipeg Assofood
Cosa resterà degli stabilimenti di via Due Canali?

30/4/2016 – Reggio Emilia perde un’altra grande cooperativa storica. Dopo lo tsunami che ha devastato il settore costruzioni, un tempo potentissimo, ora tocca alla coop di gran lunga più importante del settore  agro industriale: Unipeg  Assofood.

 

L'ingresso della sede Unipeg di Reggio Emilia

L’ingresso della sede Unipeg di Reggio Emilia

I grandi macelli di via Due Canali a Reggio Emilia (che da tempo lavorano anche per la logistica di Cir Food) sono dunque passati a Inalca, del gruppo Cremonini, che con le strutture industriali di Pegognaga e Reggio Emilia assorbe anche un indebitamento che avrebbe portato Unipeg Assofood nel baratro. L’accordo, annunciato da tempo, è stato formalizzato ieri con il via libera dell’Antitrust.

Inalca, società del Gruppo Cremonini leader europeo nella produzione di carni bovine (partecipata dal Fondo Strategico Italiano controllato dalla Cassa Depositi e Prestiti), ha acquisito due distinti rami d’azienda comprensivi delle attività del gruppo Unipeg, che è il secondo operatore italiano nel settore.
L’acquisizione decorre dal 1° maggio 2016 e riguarda il ramo d’azienda di Unipeg Soc. Coop. Agricola , e il ramo d’azienda di Assofood Spa, appunto i gloriosi stabilimenti di via Due Canali di cui è amministratore delegato Moris Ferretti.  L’operazione, si legge in una nota di Inalca, pone le basi per creare un nuovo polo agrozootecnico/industriale interamente italiano che andrà a valorizzare e rafforzare tutta la filiera bovina nazionale.

Con l’assorbimento di Unipeg Assofood, Inalca  raggiungerà un fatturato di circa 2 miliardi di euro. Secondo il presidente Luigi Cremonini “il disegno strategico è quello del consolidamento della leadership di mercato nel settore della lavorazione carni bovine in Italia per generare sinergie e vantaggi per tutti gli stakeholder attivi nella filiera bovina italiana, in grado di offrire prodotti eccellenti e sempre più competitivi”.

Sottolinea il patron del gruppo Cremonini: “Gli allevatori soci di Unipeg costituiscono un patrimonio rilevante per la nostra zootecnia e permetteranno a Inalca di rafforzare le fonti di approvvigionamento di carne che sono e rimangono fortemente radicate sul territorio nazionale. Inoltre, grazie alla capillare presenza distributiva nazionale e internazionale di Inalca, sarà possibile valorizzare al meglio su tutti i mercati i prodotti ottenuti negli stabilimenti acquisiti”.

Scontati gli interrogativi sulla degli stabilimenti di via Due Canali e dei posti di lavoro

L’operazione, assistita dagli advisor finanziari Appeal Strategy & Finance e Studio Cerioli&Pellaccini,  vale 86 milioni di euro, comprensivo delle posizioni debitorie afferenti i rami aziendali trasferiti.

Unipeg è stata la prima azienda cooperativa nel settore delle carni bovine in Italia e nel 2015 ha realizzato un fatturato di circa 410 milioni di euro. Cala il sipario su oltre 70 anni di storia, a Reggio Emilia si apre un altro polo di crisi.

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8 risposte a Finisce un’altra storia coop
Cremonini ha comprato Unipeg Assofood
Cosa resterà degli stabilimenti di via Due Canali?

  1. giuliano giuliani Rispondi

    01/05/2016 alle 09:34

    Mio papà fu tra i fondatori dell’A.C.M. con la macellazione dei bovini, poi divenuta “Asso”, quale marchio per i prodotti suini. Ne fu presidente fino al 1976 e morì nel 1980. Credeva fortemente nella cooperazione come forma di emancipazione sociale e commerciale del lavoro dei piccoli allevatori contadini in genere, diceva inoltre che il lavoro delle maestranze andava rispettato e giustamente pagato. Lui, dirigente di origini contadine con uno stipendio modesto, ora si rivolterà nella tomba ,vedendo lo scempio fatto alla sua creatura: l’Azienda (così la chiamava), smembrata e venduta ai privati da una manica di “dirigenti” tanto strapagati quanto incapaci.

    • ivan pini Rispondi

      01/05/2016 alle 10:25

      hai perfettamente ragione.Il problema sarà che Cremonini farà piazza pulita di questi incapaci e la lega Coop invece di cacciarli via li sistemerà in altre cooperative e così continueranno a fare danni e riempirsi il portafoglio.Lo sai che differenza fa tra mafia e cooperative che nella mafia i suoi affiliati nessuno muore di fame nelle cooperative i soci sì.Io lavoro in coopservice e ne so qualcosa.Ma fanno bene xchè ai tempi dei nostri genitori tutto questo non accadeva xchè loro avevano le palle e il coraggio di protestare e scioperare.
      Le cooperative sono come il nostro governo,i dirigenti pensano solo ai propri interessi personali.
      ciao

    • Fausto Poli Rispondi

      07/05/2016 alle 21:58

      Cremonini e’ l’emanazione del PD, le coop tanto uguale. Perché scrivere il contrario, quando e’ come essere nella stessa famiglia ?

  2. Fausto Poli Rispondi

    01/05/2016 alle 14:50

    Condivido !

  3. giuseppe Rispondi

    01/05/2016 alle 18:26

    L’ennesima tragedia ! Cancellata in pochi anni “la provincia cooperativa”, così torniamo alle origini. Però nessuno protesta, mettendo alla gogna una classe di incapaci e presuntuosi ( però ben targati con la tessera) che hanno distrutto tutto- Perchè almeno il Sindacato non organizza una manifestazione contro questa classe di inetti e non promuove un’azione di responsabilità ? Ricordiamoci che Cooperazione e Sindacato sorsero insieme per emancipare i lavoratori ( leggi Vergnanini-Prampolini)

    • Fausto Poli Rispondi

      06/05/2016 alle 14:47

      Mi pare che il mondo politico Reggiano appartenga a quel girone infernale dei ben pensanti ma soprattutto dei manotengo (parola antica quantomai attuale, come “tratta dei neri”).

      Si’ decenni per diventare colossi, ore di sudore, morti in macello, ma per cosa ?

      Cremonini e’ la rappresentazione del PD come lo era la coopsette. Mi puzza molto di accordo, di andare in moto insieme, col sidecar !

      Sollevare certe questioni che sono tutto un legame a che pro ?

      Tanto si sa che coop e PD viaggiano insieme, sempre su quel sidecar !

  4. genny Rispondi

    12/05/2016 alle 19:35

    E ai dipendenti collocati in mobilità chi ci pensa? Forse i dirigenti strapagati e generosamente liquidati?

  5. Stefano Rispondi

    28/10/2016 alle 00:30

    Vorrei proprio raccontare tutto al nuovo proprietario dopo otto anni tutto quello che mi hanno fatto passare credo nella legge ma credo molto di più in dio e nella vita ,a rovinare le persone non soddisfa vi disfa

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